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Sito realizzato con il patrocinio del Dipartimento di Studi Comparati - Università degli studi di Napoli "l'Orientale" e del dipartimento di Studi Europei e interculturali dell'Università di Roma "La Sapienza"Le Rotte
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La traduzione nell'insegnamento. Il caso francese.
Cette étude part d'une enquête sur les enseignements de traduction dans les cursus de langue française des universités italiennes. Son ambition est de passer la traduction pédagogique au double filtre de la traduction professionnelle et des avancées de la didactique, dans l'espoir d'offrir de nouvelles perspectives tant à l'apprentissage de la langue française à travers la traduction qu'à l'enseignement de la traduction à proprement parler
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L’Europa siamo noi: FIRMATE l’Appello
L’Europa siamo noi!Manifesto per la ricostruzione dell’Europa dal basso
initiated by Ulrich Beck and Daniel Cohn-Bendit
Un Anno europeo di volontariato per tutti – per tassisti e teologi, per lavoratori e disoccupati, per manager e musicisti, per insegnanti e allievi, per scultori e sottocuochi, per giudici della corte suprema e cittadini anziani, per uomini e donne – come risposta alla crisi dell’euro!
I giovani d’Europa non sono mai stati così istruiti, eppure si sentono impotenti di fronte all’incombente bancarotta degli Stati-nazione e al declino terminale del mercato del lavoro. Tra gli europei con meno di venticinque anni, uno su quattro è disoccupato. Nei tanti luoghi in cui hanno allestito campeggi e lanciato proteste pubbliche, i giovani defraudati dei loro diritti rivendicano giustizia sociale. Ovunque – la Spagna, il Portogallo, i paesi del Nordafrica, le città americane o Mosca – questa domanda sale con grande forza e grande fervore. Sta montando la rabbia per un sistema politico che salva banche mostruosamente indebitate, ma dilapida il futuro dei giovani. Ma quanta speranza può esserci per un’Europa che invecchia costantemente?
Il presidente americano John F. Kennedy sbalordì il mondo con la sua idea di fondare un Corpo della pace. «Non chiedetevi che cosa può fare per voi il vostro Paese, chiedetevi che cosa potete fare voi per il vostro Paese».
Noi che firmiamo questo manifesto vogliamo farci portavoce della società civile europea. Per questa ragione chiediamo alla Commissione europea e ai Governi nazionali, al Parlamento europeo e ai parlamenti nazionali, di creare un’Europa di cittadini con un impiego attivo e di fornire i requisiti finanziari e legali per l’Anno europeo di volontariato per tutti, come contro-modello all’Europa dall’alto, l’Europa delle élite e dei tecnocrati che ha prevalso finora e che si sente investita della responsabilità di forgiare il destino dei cittadini europei, contro la loro volontà se necessario. Perché è questa massima non dichiarata della politica comunitaria che sta minacciando di distruggere l’intero progetto europeo.
Lo scopo è quello di democratizzare le democrazie nazionali per ricostruire l’Europa nello spirito dello slogan kennediano: non chiedetevi che può fare per voi l’Europa, ma che cosa potete fare voi per l’Europa, facendo l’Europa!
Nessun pensatore progressista, da Jean-Jacques Rousseau a Jürgen Habermas, ha mai voluto una democrazia che consiste unicamente nel poter andare a votare a scadenze regolari. La crisi del debito che sta mandando in pezzi l’Europa non è semplicemente un problema economico, ma anche un problema politico. Abbiamo bisogno di una società civile europea e della visione delle giovani generazioni se vogliamo risolvere le scottanti questioni d’attualità. Non possiamo lasciare che l’Europa venga trasformata nel bersaglio di un «movimento arrabbiato» di cittadini che protestano contro un’Europa senza gli europei. L’Europa non può funzionare senza l’apporto di europei impegnati per la sua causa, e gli europei non possono fare l’Europa se non possono respirare l’aria della libertà.
L’azione pratica, che trascende i confini ristretti dello Stato-nazione, dell’etnia e della religione, che l’Anno europeo di volontariato per tutti vuole promuovere non dev’essere intesa come una foglia di fico istituzionalizzata per coprire i fallimenti europei. È una visione che vuole aprire spazio per la creatività. Non si tratta di un mezzo per distribuire elemosine ai giovani disoccupati, è un atto di auto-affermazione della società civile europea, un atto che può essere usato per costruire una nuova Costituzione propositiva, dal basso, per ripristinare la creatività politica e la legittimazione dell’Europa. La libertà politica non può sopravvivere in un’atmosfera di paura. Può prosperare e radicarsi solo se le persone hanno un tetto sulla testa e sanno come fare per vivere, domani e quando saranno vecchie. Ecco perché l’Anno europeo di volontariato per tutti ha bisogno di solide fondamenta finanziarie. Noi chiediamo alle imprese europee di dare il loro giusto contributo.
Se vuole costruire una cultura dal basso, l’Europa non può permettersi di ricadere in linee d’azione predefinite. I cittadini di questa Europa andranno in altri Paesi e si impegneranno su problemi transnazionali su cui gli Stati nazionali non sono più in grado di offrire soluzioni appropriate (il degrado ambientale, i cambiamenti climatici, i movimenti di massa di profughi e migranti e il radicalismo di destra). Sfrutteranno le reti europee di arte, letteratura e teatro come palcoscenici per promuovere la causa europea. Bisogna stipulare un nuovo contratto fra lo Stato, l’Unione Europea, le strutture politiche della società civile, il mercato, la previdenza sociale e la sostenibilità ambientale.
Che cosa c’è di buono nell’Europa? Qual è il valore dell’Europa per noi? Quale modello potrebbe e dovrebbe essere la base dell’Europa nel XXI secolo? Sono questioni aperte, che devono essere affrontate urgentemente. Per noi di We Are Europe la risposta è questa: l’Europa è un laboratorio di idee politiche e sociali senza equivalenti in nessun’altra parte del mondo. Ma che cos’è che costituisce l’identità europea? Potreste rispondere che l’europeità nasce dal dialogo e dal dissenso fra molte culture politiche diverse, quella del citoyen, quella del citizen, quella dello Staatsbürger, quella del burgermatschappij, quella del ciudadano, quella dell’obywatel, quella dello politês. Ma l’Europa è anche l’ironia, è la capacità di ridere di se stessi. E il modo migliore per riempire l’Europa di vita e di risate e che i cittadini comuni europei agiscano insieme, spontaneamente.Per sostenere questa iniziativa, sottoscrivete su: http://temi.repubblica.it/micromega-online/beck-e-cohn-bendit-leuropa-siamo-noi-e-il-momento-di-ricostruirla-firma-lappello/
News da EUROZINE: A Zagabria il Subversive Forum
Alla «Sapienza» presentazione della rivista «Semicerchio», 16 Maggio 2012 ore 17
Seminario interculturale alla « Sapienza» : «La lettura degli altri» 2-4 maggio 2012
Index Translationum
Semicerchio. Rivista di poesia comparata. Bonus Track N.3 Ursicin G. G. Derungs traduce in romancio Primo Levi
Semicerchio. Rivista di poesia comparata. Bonus Track N.2 Monica Lumachi traduce Màrton Kàlasz
Di più in arrivo su Semicerchio...
Foto: Reti di Traduzione, di Paolo Morawski (2011)
Semicerchio. Rivista di poesia comparata. Bonus Track N.1 : Marco Giovenale traduce Emily Dickinson
E’ in uscita il N. 45 di Semicerchio «Tradurre (in) Europa». Poesia moderna dal Festival della Traduzione. Il Porto, cominciando con «It’s like di Light» di Emily Dickinson tradotta da Marco Giovenale, ospita alcuni bonus tracks, testi in più di autori e traduttori che hanno contribuito dalla rivista.
Oltre l’ekphrasis: «Le interferenze» di Giovanni Di Brino
Tra i lavori pittorici e i testi poetici di Giovanni Di Brino si innestano interferenze e assonanze, in una relazione di reciproca, inesauribile traducibilità tra immagine e scrittura.
Apri il PDF con le Poesie «a fronte» dei quadri.
Giovanni Di Brino è nato a Latina nel 1984.
Dopo gli studi classici ha conseguito nel 2007, presso l’università La Sapienza di Roma, la laurea triennale in Scienze Archeologiche e, nel 2011, la laurea specialistica in Archeologia. Dal novembre 2011 è dottorando in Filologia e Storia del mondo antico presso la stessa università.
Dopo aver fatto tesoro dei rudimenti tecnici nell'ambito delle varie tecniche pittoriche, Giovanni decide di dare avvio a una personalissima rielaborazione dell’uso dei colori, sperimentando dapprima la pittura su vetro, poi quella su stoffa, approdando infine alla tempera e all’olio. Partito dal colore, nel corso degli anni si è aperto alla sperimentazione di elementi naturali come la sabbia, che contribuiscono alla creazione di superfici materiche e frastagliate sulle quali il colore, in forma di macchie, filamenti o chiazze, definisce il tessuto pittorico, rivelando al contempo il diagramma di una trama emotiva.
Alla fine del 2009 è uscita la sua prima raccolta di poesie Diario di Maggio (Edizioni Progetto Cultura, Roma), che contiene le poesie composte tra il 2004 ed il 2008.
Illustrazione: Giovanni Di Brino, Le due solitudini
2003
Collezione privata
«Sapienza» della traduzione alla Casa delle Traduzioni di Roma
Si tratta di sette laboratori di traduzione aperti agli studenti e a tutti gli interessati all'arte e alla tecnica della traduzione letteraria. Gli incontri, di cui allego il calendario, si terrano a partire da martedì 3 aprile p.v. presso la Casa delle Traduzioni, Via degli Avignonesi 32, Roma.
Inedito dalla Russia: «Restoran ‘Berezka’» di Evgenij Anatol'evič Popov tradotto da Francesca Cacciapuoti
In uscita Semicerchio. Rivista di poesia comparata. «Tradurre (in) Europa». Poesia moderna dal festival della Traduzione
Tradurre (in) Europa. a cura di Camilla Miglio e Monica Lumachi
Poesia moderna
al festival della traduzione
Napoli, 22-29 Novembre 2010
Camilla Miglio, Tradurre (in) Europa
Spazi
Camilla Miglio,Spazi di traduzione
Ingeborg Bachmann, Canti di un’isola
Marcel Beyer, Geografia
Michalis Pierìs, Metamorfosi di città
Adonis, Dodici lanterne per Granada
Mahmud Darwish, Vedo la mia ombra venire da lontano
Emily Dickinson/Marco Giovenale, Experiment of Green
Divani contemporanei
Camilla Miglio, Divani contemporanei
Maria Rosa Piranio, Haiku occidentali-orientali
«Il mio sguardo è una serra». Antologie poetiche a confronto:
Theresia Prammer, Giardino in progresso
Federico Italiano, Spettri (giganti). Da un’antologia quasi in essere
Terre emerse
Monica Lumachi, Terre emerse. Poesia dall’Europa delle ‘lingue minori’
A Nord
Poesia nederlandese: Fleur Bourgonje (Franco Paris)
A Est
Poesia rumena: Ana Blandiana (Luisa Valmarin)
Poesia rumena: Grete Tartler (Luisa Valmarin)
Poesia ungherese: Márton Kalász (George Guţu / Monica Lumachi)
Poesia bulgara: Mirela Ivanova (Lara Fortunato) Poesia danese: Morten Søndergaard (Bruno Berni)
A Ovest
Poesia catalana classica: Ausias March, a cura di José Maria Micó
Voci da una Spagna plurale:Lino Braxe, Kirmen Uribe, Laia Noguera i Clofent (Attilio Castellucci)
Poesia romancia: Ursicin G.G. Derungs
A Sud
Poesia curda: Şêxmûs Hesen / Cigerxwîn (Antonella Cassia)
Poesia afrikaans: Antjie Krog (Francesca Terrenato)
Poesia afrikaans: Ronelda Kamfer (Francesca Terrenato)
Tra lingue e dialetti
Roberto Galaverni, Un’immagine della poesia di Michele Sovente
Michele Sovente, Poesie
Rassegna di poesia internazionale
Hugo von Hofmannsthal, Ghazal (1890-91). Traduzione e commento di Stefania De Lucia
Sebbene i ghazal composti dal giovane poeta – in tutto poco meno di una decina – costituiscano un corpus troppo scarno per farsi portavoce di una poetica orientale tout court, la loro presenza all’interno di una fase così precoce del percorso di artista di Hofmannsthal testimonia di una sensibilità spiccata e marcata verso temi, forme e sonorità delle culture orientali, frequentate, sin da giovanissima età in tempi, modi diversi. Continua a leggere l'articolo in PDF



















