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Sito realizzato con il patrocinio del Dipartimento di Studi Comparati - Università degli studi di Napoli "l'Orientale" e del dipartimento di Studi Europei e interculturali dell'Università di Roma "La Sapienza"

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Paola Capriolo, La traduzione letteraria

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Paola Capriolo, scrittrice, saggista, studiosa e traduttrice dei maggiori classici tedeschi riflette su letteratura, traduzione e trasmissione dell' "universalmente umano" nel mondo di oggi.

 Su Paola Capriolo http://it.wikipedia.org/wiki/Paola_Capriolo 

"[...] Questo dell’ “universalmente umano” può sembrare un concetto vago e inafferrabile, e in effetti, fuor di metafora, credo che non sarebbe facile darne una definizione; eppure è precisamente l’oggetto della traduzione letteraria. Tradurre un romanzo, una poesia, non un articolo di fondo o una relazione commerciale, significa avventurarsi in una sfera che non è più quella dell’informazione. Significa, certo, contribuire alla conoscenza, ma a una conoscenza di tutt’altra specie, di fronte alla quale non è più lecito domandarsi “A che serve? Che cosa produce?” Significa tentare di ristabilire, valicando la barriera della lingua, la corrente di cui parlava Simmel, dal soggetto al soggetto attraverso l’oggetto, dall’autore al lettore attraverso l’opera; e anche, non secondariamente, da nazione a nazione, da cultura a cultura, attraverso quel codice espressivo che è, insieme, assolutamente individuale e idealmente intelligibile da ogni uomo, e al quale, in mancanza di meglio, diamo il nome di letteratura [...]". (Paola Capriolo)

Scarica l'intero articolo http://www.lerotte.net/download/article/articolo-155.pdf

Il testo qui pubblicato è stato pronunciato in occasione del conferimento del Premio Goethe per la traduzione letteraria italo-tedesca, Roma, Accademia dei Lincei, 17 marzo 2010. Il Porto di Toledo ringrazia Paola Capriolo per la gentile concessione.

Il premio è stato assegnato a Bice Rinaldi per la traduzione di Markus Wener, Zuendel se ne va (Ed. Neri Pozza); il premio "esordienti" è andato a Stefando Zangrando per la traduzione di Ingo Schulze, Adam e Evelyn (Feltrinelli)

L'immagine di Paola Capriolo è tratta da  www.zam.it/ images/3064/1.jpg 

 

 

Rhapsody on a windy night

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Rhapsody on a windy night 145
DECOSTRUZIONE E ADATTAMENTO. STORIE PIENE DI STORIA
RHAPSODY ON A WINDY NIGHT
Adattamento per la scena
da T.S. Eliot
Carmen Gallo

Questo lavoro è un esperimento di “trasposizione”, o meglio di
“adattamento” di un testo poetico a rappresentazione scenica, che ha la
finalità di indagare non solo il processo traduttivo più propriamente
linguistico, testuale e culturale di un testo del modernismo inglese, ma
anche le diverse potenzialità espressive dei codici non propriamente
linguistici.

Herberto Helder se ne è andato, 23 novembre 1930 - 24 marzo 2015

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Una poesia di Herberto Helder nella traduzione di Domenico Ingenito
 
 
Urlano le barche sopra le acque, 
respiro nelle chiglie.
Attraverso l’amore, respirando,
come se il pensiero si spezzasse
con le brutali stelle.
Avvicino il volto alle barche dolci.
Barche tutte d’un pezzo, che gemono.
Mi avvicino alla durezza totale,
alla sofferenza, all’idea totale delle barche. 
Avvicino il volto per passare attraverso l’amore.
Faccio tutto come chi desidera cantare,
riposto in parole.
Respirando lo scafo delle parole,
la loro rotta che beccheggia. 
Con il volto rivolto all’aria, nelle gocce, nelle stelle.
Riposto nel doloroso cigolio dei remi,
ai timoni delle parole.

E’ il fiume che chiamano Tago
dentro l’amore.
Vedo scorrere i ponti,
ascolto i segni delle tenebre.
Le corde tese dei pesci che sviolinano l’acqua.
E’ nelle barche che il mondo si attraversa,
sbattono le barche, urlando.

La mia vita attraversa la cecità,
arriva da qualche parte.
Alta barca, notte insensata, 
amore nel mezzo.
Io respiro nelle chiglie. E’ forte
l’odore del Tago.

Come se le barche trapassassero campi,
il ruminare dei fiori ciechi. 
Se il Tago fosse ortiche,
mucche addormentate,
pozze folli.
Come se il Tago fosse l’aria.
Come se il Tago fosse il cuore della terra.
Il cuore dell’esistenza di un uomo.
Tago caldo, Tago freddissimo,
come il volto accostato all’acqua gialla dei fiori,
ai sassi del mattino.
Respirando, attraversando l’amore.
Con il volto nella sofferenza.
Con volontà di cantare nell’ordine della notte.

Se la mano, il piede 
l’attenzione, mi cadono in acqua.
Penso che umido è il mondo. Non so
cosa vuol dire.
Attraversare l’amore del Tago è qualcosa
come non saper nulla.
E’ puro essere, esistere elevati.
Attraversare tutto nella notte che precipita.
Precipita la parola, attraversare con lei
la struttura dell’acqua,
della carne.
Come per cantare nelle barche,
morire, rivivere nelle barche.

I ponti non sono fiume,
le case esistono sulle coste rapprese.
Io penso adesso alla solitudine d’amore.
Penso che è l’aria, le voci quasi inesistenti nell’aria,
quello che all’amore s’accompagna.
Accompagna l’amore un qualche pesce sottile,
una strana immagine universale.
L’amore accompagna l’amore.
C’è bisogno di un’esistenza dalla durezza lenta,
urlano le barche.
Totale è l’acqua sul volto che respira.

Posso parlare con le mani,
posso parlare estremamente alle parole.
E’ nelle parole che gemono le barche,
in loro il fiume prende forma. 
Parlo della mia vita bruciante.
Parole – dico – è tanto calda la notte
che attraversiamo.
Barche brucianti.
Calore totale in mezzo alla carne.
E adesso il Tago si accende
in mezzo a molte parole.
Il Tago, e l’amore della sua vita
per la mia grande
pura
vita.
Con il mio amore,
completo come un fiume.
 
Dai-me uma jovem mulher com sua harpa de sombra 
e seu arbusto de sangue. Com ela 
encantarei a noite. 
Dai-me uma folha viva de erva, uma mulher. 
Seus ombros beijarei, a pedra pequena 
do sorriso de um momento. 
Mulher quase incriada, mas com a gravidade 
de dois seios, com o peso lúbrico e triste 
da boca. Seus ombros beijarei. 

Cantar? Longamente cantar. 
Uma mulher com quem beber e morrer. 
Quando fora se abrir o instinto da noite e uma ave 
o atravessar trespassada por um grito marítimo 
e o pão for invadido pelas ondas - 
seu corpo arderá mansamente sob os meus olhos palpitantes. 
Ele - imagem vertiginosa e alta de um certo pensamento 
de alegria e de impudor. 
Seu corpo arderá para mim 
sobre um lençol mordido por flores com água. 

Em cada mulher existe uma morte silenciosa. 
E enquanto o dorso imagina, sob os dedos, 
os bordões da melodia, 
a morte sobe pelos dedos, navega o sangue, 
desfaz-se em embriaguez dentro do coração faminto. 
- Oh cabra no vento e na urze, mulher nua sob 
as mãos, mulher de ventre escarlate onde o sal põe o espírito, 
mulher de pés no branco, transportadora 
da morte e da alegria. 

Dai-me uma mulher tão nova como a resina 
e o cheiro da terra. 
Com uma flecha em meu flanco, cantarei. 
E enquanto manar de minha carne uma videira de sangue, 
cantarei seu sorriso ardendo, 
suas mamas de pura substância, 
a curva quente dos cabelos. 
Beberei sua boca, para depois cantar a morte 
e a alegria da morte. 

Dai-me um torso dobrado pela música, um ligeiro 
pescoço de planta, 
onde uma chama comece a florir o espírito. 
À tona da sua face se moverão as águas, 
dentro da sua face estará a pedra da noite. 
- Então cantarei a exaltante alegria da morte. 

Nem sempre me incendeiam o acordar das ervas e a estrela 
despenhada de sua órbita viva. 
- Porém, tu sempre me incendeias. 
Esqueço o arbusto impregnado de silêncio diurno, a noite 
imagem pungente 
com seu deus esmagado e ascendido. 
- Porém, não te esquecem meus corações de sal e de brandura. 
Entontece meu hálito com a sombra, 
tua boca penetra a minha voz como a espada 
se perde no arco. 
E quando gela a mãe em sua distância amarga, a lua 
estiola, a paisagem regressa ao ventre, o tempo 
se desfibra - invento para ti a música, a loucura 
e o mar. 

Toco o peso da tua vida: a carne que fulge, o sorriso, 
a inspiração. 
E eu sei que cercaste os pensamentos com mesa e harpa. 
Vou para ti com a beleza oculta, 
o corpo iluminado pelas luzes longas. 
Digo: eu sou a beleza, seu rosto e seu durar. Teus olhos 
transfiguram-se, tuas mãos descobrem 
a sombra da minha face. Agarro tua cabeça 
áspera e luminosa, e digo: ouves, meu amor?, eu sou 
aquilo que se espera para as coisas, para o tempo - 
eu sou a beleza. 
Inteira, tua vida o deseja. Para mim se erguem 
teus olhos de longe. Tu própria me duras em minha velada 
beleza. 

Então sento-me à tua mesa. Porque é de ti 
que me vem o fogo. 
Não há gesto ou verdade onde não dormissem 
tua noite e loucura, não há vindima ou água 
em que não estivesses pousando o silêncio criador. 
Digo: olha, é o mar e a ilha dos mitos 
originais. 
Tu dás-me a tua mesa, descerras na vastidão da terra 
a carne transcendente. E em ti 
principiam o mar e o mundo. 

Minha memória perde em sua espuma 
o sinal e a vinha. 
Plantas, bichos, águas cresceram como religião 
sobre a vida - e eu nisso demorei 
meu frágil instante. Porém 
teu silêncio de fogo e leite repõe a força 
maternal, e tudo circula entre teu sopro 
e teu amor. As coisas nascem de ti 
como as luas nascem dos campos fecundos, 
os instantes começam da tua oferenda 
como as guitarras tiram seu início da música nocturna. 


Mais inocente que as árvores, mais vasta 
que a pedra e a morte, 
a carne cresce em seu espírito cego e abstracto, 
tinge a aurora pobre, 
insiste de violência a imobilidade aquática. 
E os astros quebram-se em luz 
sobre as casas, a cidade arrebata-se, 
os bichos erguem seus olhos dementes, 
arde a madeira - para que tudo cante 
pelo teu poder fechado. 
Com minha face cheia de teu espanto e beleza, 
eu sei quanto és o íntimo pudor 
e a água inicial de outros sentidos. 

Começa o tempo onde a mulher começa, 
é sua carne que do minuto obscuro e morto 
se devolve à luz. 
Na morte referve o vinho, e a promessa tinge as pálpebras 
com uma imagem. 
Espero o tempo com a face espantada junto ao teu peito 
de sal e de silêncio, concebo para minha serenidade 
uma ideia de pedra e de brancura. 
És tu que me aceitas em teu sorriso, que ouves, 
que te alimentas de desejos puros. 
E une-se ao vento o espírito, rarefaz-se a auréola, 
a sombra canta baixo. 

Começa o tempo onde a boca se desfaz na lua, 
onde a beleza que transportas como um peso árduo 
se quebra em glória junto ao meu flanco 
martirizado e vivo. 
- Para consagração da noite erguerei um violino, 
beijarei tuas mãos fecundas, e à madrugada 
darei minha voz confundida com a tua. 
Oh teoria de instintos, dom de inocência, 
taça para beber junto à perturbada intimidade 
em que me acolhes. 

Começa o tempo na insuportável ternura 
com que te adivinho, o tempo onde 
a vária dor envolve o barro e a estrela, onde 
o encanto liga a ave ao trevo. E em sua medida 
ingénua e cara, o que pressente o coração 
engasta seu contorno de lume ao longe. 
Bom será o tempo, bom será o espírito, 
boa será nossa carne presa e morosa. 
- Começa o tempo onde se une a vida 
à nossa vida breve. 

Estás profundamente na pedra e a pedra em mim, ó urna 
salina, imagem fechada em sua força e pungência. 
E o que se perde de ti, como espírito de música estiolado 
em torno das violas, a morte que não beijo, 
a erva incendiada que se derrama na íntima noite 
- o que se perde de ti, minha voz o renova 
num estilo de prata viva. 

Quando o fruto empolga um instante a eternidade 
inteira, eu estou no fruto como sol 
e desfeita pedra, e tu és o silêncio, a cerrada 
matriz de sumo e vivo gosto. 
- E as aves morrem para nós, os luminosos cálices 
das nuvens florescem, a resina tinge 
a estrela, o aroma distancia o barro vermelho da manhã. 
E estás em mim como a flor na ideia 
e o livro no espaço triste. 

Se te aprendessem minhas mãos, forma do vento 
a cevada pura, de ti viriam cheias 
minhas mãos sem nada. Se uma vida dormisses 
em minha espuma, 
que frescura indecisa ficaria no meu sorriso? 
- No entanto és tu que te moverás na matéria 
da minha boca, e serás uma árvore 
dormindo e acordando onde existe o meu sangue. 

Beijar teus olhos será morrer pela esperança. 
Ver no aro de fogo de uma entrega 
tua carne de vinho roçada pelo espírito de Deus 
será criar-te para luz dos meus pulsos e instante 
do meu perpétuo instante. 
- Eu devo rasgar minha face para que a tua face 
se encha de um minuto sobrenatural, 
devo murmurar cada coisa do mundo 
até que sejas o incêndio da minha voz. 

As águas que um dia nasceram onde marcaste o peso 
jovem da carne aspiram longamente 
a nossa vida. As sombras que rodeiam 
o êxtase, os bichos que levam ao fim do instinto 
seu bárbaro fulgor, o rosto divino 
impresso no lodo, a casa morta, a montanha 
inspirada, o mar, os centauros 
do crepúsculo 
- aspiram longamente a nossa vida. 

Por isso é que estamos morrendo na boca 
um do outro. Por isso é que 
nos desfazemos no arco do verão, no pensamento 
da brisa, no sorriso, no peixe, 
no cubo, no linho, 
no mosto aberto 
- no amor mais terrível do que a vida. 

Beijo o degrau e o espaço. O meu desejo traz 
o perfume da tua noite. 
Murmuro os teus cabelos e o teu ventre, ó mais nua 
e branca das mulheres. Correm em mim o lacre 
e a cânfora, descubro tuas mãos, ergue-se tua boca 
ao círculo de meu ardente pensamento. 
Onde está o mar? Aves bêbedas e puras que voam 
sobre o teu sorriso imenso. 
Em cada espasmo eu morrerei contigo. 

E peço ao vento: traz do espaço a luz inocente 
das urzes, um silêncio, uma palavra; 
traz da montanha um pássaro de resina, uma lua 
vermelha. 
Oh amados cavalos com flor de giesta nos olhos novos, 
casa de madeira do planalto, 
rios imaginados, 
espadas, danças, superstições, cânticos, coisas 
maravilhosas da noite. Ó meu amor, 
em cada espasmo eu morrerei contigo. 

De meu recente coração a vida inteira sobe, 
o povo renasce, 
o tempo ganha a alma. Meu desejo devora 
a flor do vinho, envolve tuas ancas com uma espuma 
de crepúsculos e crateras. 
Ó pensada corola de linho, mulher que a fome 
encanta pela noite equilibrada, imponderável - 
em cada espasmo eu morrerei contigo. 

E à alegria diurna descerro as mãos. Perde-se 
entre a nuvem e o arbusto o cheiro acre e puro 
da tua entrega. Bichos inclinam-se 
para dentro do sono, levantam-se rosas respirando 
contra o ar. Tua voz canta 
o horto e a água - e eu caminho pelas ruas frias com 
o lento desejo do teu corpo. 
Beijarei em ti a vida enorme, e em cada espasmo 
eu morrerei contigo. 

Herberto Helder, in 'O Amor em Visita'  

Camilla M. Cederna, Esilio di voci, italiano e francese; arabo nella versione-traduzione di Mohamed Moksidi

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Camilla M. Cederna

Esilio di voci

Voci

Di una lingua lontana

Scivolano nell’aria metropolitana 

Voci furiose

Sillabe

Battiti d'ali

Farfalle rabbiose

Muoiono all’alba

Parole di vetro

E tutto è solo incomprensione

Eclissi di lingua

Desolazione

Mi perdo nell’urlo

Di questa estrema poesia 

Diffrazione del cuore

Nebbia gelo solitudine

Nostalgia

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Maurizio Brancaleoni, HET VERDRIET VAN BELGIË (1983): L'ARTISTA DA GIOVANE SECONDO HUGO CLAUS

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INTRODUZIONE
 
A Portrait of the Artist as a Young Man (Un ritratto dell'artista da giovane), il primo romanzo di Joyce, viene pubblicato nel 1916 dalla B.W. Huebsch, dopo essere apparso a puntate sulla rivista letteraria The Egoist grazie al supporto di Ezra Pound.
Del 1983 è invece la pubblicazione di Het verdriet van België (La sofferenza del Belgio) di Hugo Claus, autore belga di lingua nederlandese. Fin da subito ottiene le lodi di critica e pubblico e viene considerato il capolavoro di Claus. È anche la sua opera più conosciuta fuori dal Belgio, essendo stata tradotta, tra le altre, in cinese, giapponese e serbo-croato.
 
Prendendo le mosse da un articolo di Guido Lauwaert che traccia in maniera sommaria dei parallelismi tra i due testi, questa tesi intende ampliare e analizzare in maniera più dettagliata gli elementi comuni e mostrare punti di contatto e deviazioni nelle modalità in cui si sviluppano.

Con la consapevolezza che Het verdriet è un'opera estremamente complessa che si presta ad analisi e letture molteplici, questa indagine intende quindi concentrarsi sui rapporti che il magnum opus di Hugo Claus intrattiene con il Portrait e tracciare una piccola storia di come nel sistema-letteratura nulla si perda e tutto si riscriva.
 
 
 
 
KEYWORDS:  Dutch Literature, Flemish Literature, Irish Literature, Irish Studies, Minor Literature, Hugo Claus, James Joyce, Bildungsroman, Künstlerroman, Hiberno-English, Flemish, Vlaams, Dream and Imagination, Angels, Hottentot, Parody, Intertextuality, Battle of the Golden Spurs, Guldensporenslag, Hendrik Conscience, Guido Gezelle

 
Maurizio Brancaleoni si è laureato in Lingue, Culture, Letterature e Traduzione presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della "Sapienza" nel 2015.

Le Fiabe di Hoffmann ripubblicate in una nuova e bella edizione da "L'Orma"

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Recensione di Camilla Miglio apparsa il 1 Marzo in alias Domenica:
 Le «Fiabe» dello scrittore romantico tedesco, per L'orma. All’età aurea dell’indistinzione, segue il dramma dell’alienazione «fichtiana», infine risolta, attraverso bizzarre peripezie, in una nuova forma di armonia>>> continua a leggere
 

Emilia David intervista Matei Vişniec

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Drammaturgo, poeta e romanziere, Matei Vişniec, uno dei più noti scrittori romeni contemporanei, risiede da oltre vent’anni a Parigi dove lavora dal 1990 come giornalista per Radio France Internationale. Scrittore bilingue, romeno e francese, è ampiamente riconosciuto in Francia e altrove soprattutto per la sua opera drammaturgica. A partire dal 1993, Visniec è diventato progressivamente uno degli autori più rappresentati al Festival d’Avignone Off. Sono numerosi i premi assegnati alla sua letteratura da parte di istituzioni prestigiose, romene e francesi. Si ricorda soltanto nell’ambito del teatro il Premio per la Drammaturgia dell’Accademia Romena (1998) e “Prix européen 2009” per l’opera drammaturgica complessiva, conferitogli dalla Société des Auteurs et Compositeurs Dramatiques (SACD).

Continua a leggere >>>>> su insulaeuropea.eu

Ida Porena. Note in margine alla traduzione poetica

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Ida Porena ci ha lasciati nella notte tra l'11 e il 12 febbraio 2015.

Per ricordarla - lei che è stata maestra e grande amica di molti germanisti, traduttori, studiosi, musicisti e psicanalisti con una predilezione per i giovani, oramai, come noi, nemmeno più tanto giovani- riproponiamo un articolo che aveva voluto ripubblicare sul "Porto di Toledo" - di cui è stata co-fondatrice.

Ida non era persona che amasse commemorazioni, pianti o lamenti. Non diremo nulla del dolore per questa perdita, ma la ricorderemo sempre nella lucida intelligenza delle sue conversazioni, che sempre illuminavano, nell'atto di ascoltare, capire, tradurre. La poesia come la musica, come i moti della psiche di chi le era di fronte, persona o testo. 

 Ida Porena ha dato un grande contributo alla cultura non solo germanistica italiana. E' poco, ma almeno il Porto la ricorda come colei che ha dato voce in Italia a Nelly Sachs, a Georg Trakl e alla poesia romantica tedesca, senza dimenticare il Libro di Suleika del Divano occidentale-orientale di Goethe; che ha innovato anche a livello internazionale gli studi su Paul Celan, e con gli studi su Thomas Mann e Kafka la relazione tra letteratura e psicanalisi, tra letteratura e musica.

Per chi non l'abbia letta, molto troverà anche di lei nella monografia dedicata a Georg Trakl, La verità dell'immagine

Qui il sommario dell'articolo sulla traduzione poetica di Ida Porena apparso nel 2008 sul "Porto":  

Nel ricordo di Ludovica Koch - grande voce critica e straordinaria traduttrice italiana da diverse lingue germaniche e non solo- Ida Porena indica la sottile linea che separa e unisce il testo poetico da ogni sua traduzione. Mostra le analogie tra traduzione poetica e composizione liederistica, tenta una definizione - mai normativa - della traduzione come atto di lettura critica e creativa, riflette sulle scelte ardue di chi traduce poesia, sempre 'nella propria lingua': nel linguaggio e nei codici contemporanei al traduttore, in cerca di una voce, un ritmo, un 'timbro' (musicale) che si dà sempre come voce lontana eppure da inseguire.

Gli esempi di Ida Porena sono tratti dall'esperienza personale di traduttrice: soprattutto dalla traduzione del Divano occidentale-orientale di Goethe, ma anche dall'ascolto lungo e dalla riscrittura in traduzione di Trakl e Celan. Leggi>>>> http://www.lerotte.net/download/article/articolo-64.pdf

Una giornata di studi sulla traduttrice Lavinia Mazzucchetti a Milano

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Il 29 gennaio 2015 si terrà alla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori di Milano la giornata di studi Lavinia Mazzucchetti: transfer culturale e impegno civile nell’Europa del Novecento.

continua a leggere su 

http://www.germanistica.net/2015/01/19/un-giornata-su-lavinia-mazzucchetti-a-milano/

il 26 e il 27 gennaio giornate dedicate a memoria e traduzione. Con Ada Vigliani su W.G. Sebald

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W.G. Sebald. Prosa, poesia e film.
Seminari con la traduttrice Ada Vigliani 26-27 gennaio 2015
 
Lunedì 26 gennaio 2015, ore 15.30-18.00
“Sapienza” Università di Roma - Villa Mirafiori - “Cappelletta” della Biblioteca - Via Carlo Fea, 2
 
Seminario sulla traduzione di Austerlitz e Secondo Natura. Un poema degli elementi (Adelphi editore) con Ada Vigliani. Intervengono Luigi D’Angelo (direttore della Biblioteca di Lingue e Letterature Straniere Moderne), Camilla Miglio, gli studenti del C.d.L. magistrale in Scienze Linguistiche, Letterarie e della Traduzione
 
Martedì 27 gennaio 2015, ore 10.00-13.00
“Sapienza” Università di Roma - Ex-Vetrerie Sciarra - Aula Levi della Vida - Via dei Volsci, 122
 
Proiezione  e discussione del film: Sebald. Orte di Thomas Honickel. Germania 2007 (55 min. con sottotitoli in inglese).
Interviene Ada Vigliani

Maurizio Brancaleoni: La fotografia nell'era moderna secondo Urs Stahel e Ruud Visschedijk

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SOMMARIO

Ogni qualvolta si parla di fotografia, appare evidente che una riflessione sul tema non può prescindere dalla grande rivoluzione tecnologica e mediatica che ha investito il villaggio globale negli ultimi anni.

In occasione del convegno “Quale museo della fotografia per Roma?” Urs Stahel, fondatore ed ex-direttore del Fotomuseum Winterthur e Ruud Visschedijk, direttore del Nederlands Fotomuseum, si sono espressi in termini diversi in merito alla questione, confermando ancora una volta quanto sia difficile avere una visione obiettiva del fenomeno.

   << Leggi l'articolo >>>> 

 

Le fotografie sono tratte da https://nl.linkedin.com/pub/ruud-visschedijk/84/59b/47 e http://www.theartnewspaper.com/comings-and-goings/2012/11

Due poesie di E.E. Cummings - Traduzione di Maurizio Brancaleoni

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 SOMMARIO:
 
Traduzione di "my sweet old etcetera" e "next to of course god america i" di Edward Estlin Cummings a cura di Maurizio Brancaleoni.

Immagine tratta da http://www.barnesandnoble.com/review/e-e-cummings-a-life/
 
 
 
 
Maurizio Brancaleoni è uno studente del corso di Lingue, Culture, Letterature e Traduzione.
 
Ha avuto il piacere di pubblicare diversi racconti e poesie in antologie curate tra gli altri da Delos Books, LimanaUmanita, Edizioni XII, Edizioni Scudo, Freaks Edizioni, Wild Boar e Rosso China. Ha tradotto dall'inglese "L'aeroporto di Kansai" di Patrik Sampler, disponibile come e-book su Amazon.

Ha un blog bilingue (italiano e inglese) in cui dà spazio ad artisti, scrittori e musicisti: http://leisurespotblog.blogspot.it/

La stabilità dei ponti e la velocità dei contrabbandieri. Intervista ad Angela Balzano traduttrice de “Il Postumano” di Rosi Braidotti. A cura di Daniela Allocca

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Venerdì 28 novembre incontriamo per un'intervista skype Angela Balzano dottoranda presso il CIRSFID - Dipartimento di Scienze Giuridiche dell'Università di Bologna, traduttrice, tra l'altro, dell'ultimo libro di Rosi Braidotti: “Il postumano. La vita oltre l'individuo, oltre la specie, oltre la morte”, edito da DeriveApprodi nel 2014, ma traduttrice anche di La vita come plusvalore di Melinda Cooper edito da Ombre Corte nel 2013. 
 
Come sei arrivata alla traduzione de Il postumano ? É stata una tua proposta? Ti è stata proposta?

Roberto Nicolai, L’ekphrasis, una tipologia compositiva dimenticata dalla critica antica e dalla moderna

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..."Un’occasione per riflettere su una tipologia compositiva negletta e marginale nella critica letteraria antica e, per molti versi, anche moderna: mi riferisco alla descrizione.

1 Una delle cause del disinteresse moderno per la descrizione rispetto alla narrazione è l’importanza del genere romanzo nel sistema letterario, con cui si connette l’atteggiamento storicistico che privilegia la diacronia sulla sincronia, l’ipotassi cronologica rispetto alla paratassi tipica della descrizione.

2 Preliminarmente occorre chiarire che i termini ekphrasis e descriptio hanno nell’antichità un valore molto ampio, mentre nella critica moderna, almeno a partire dalla metà del Novecento, sono circoscritti in genere alla descrizione di opere d’arte.

3 In questa sede mi riferirò al valore più ampio, codificato nella trattatisti- ca retorica antica, e in particolare nei trattati sui progymnasmata.

Il punto di partenza sono i passi di Platone e di Aristotele che definiscono le grandi categorie della mimèsi e della diegèsi. Le classificazioni dei due filosofi hanno condizionato tutta la speculazione posteriore e hanno relegato la descrizione a un ruolo secondario, ancillare rispetto alla narrazione." >>>>continua a leggere>>> 
 
 
Riprendiamo qui un articolo di Roberto Nicolai apparso su AION. ANNALI DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI «L’ORIENTALE». DIPARTIMENTO DI STUDI DEL MONDO CLASSICO E DEL MEDITERRANEO ANTICO SEZIONE FILOLOGICO-LETTERARIA, XXXI · 2009
 
Atti del convegno sullo Scudo di Achille, Napoli 2008, curato da Riccardo Palmisciano e Matteo D'Acunto. (Si legga la sintesi pubblicata sul "Porto" da Maria Arpaia)
  

Flavia Di Battista: Traduzione commentata dell’incipit di "Grimms Wörter – Eine Liebeserklärung" di Günter Grass

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Abstract:

In his 2010 book Grimms Wörter, Günter Grass writes a biography of the two famous brothers, trying to use their own words and collecting them as if they were in a dictionary. Every chapter, in fact, is entitled to a specific letter, that often rcurs in the text that follows.

Grimms Wörter is thus a hardly translatable book, as the author himself stated in an interview.  The one who would try to convert it into another language, should take into account at least three points, namely that the words in translation should sound just as those used by the Grimms themselves (which is, of course, almost impossible); the style of the translated text must adhere to that of Günter Grass; the non-German-speaking reader should also be able to trace the words that refer to the letter pointed out in that particular chapter. This very last peculiarity is the one mostly approached in this attempt to translate into Italian the first five pages of the book, associated with the letter A. 

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Camilla M. Cederna e Mohamed Moksidi, AR ALLER/RETOUR ANDATA E RITORNO BACK AND FORTH ذﺫھﮪﮬﻫابا وﻭإﺇﯾﻳابا OMBRES ENTRE LES LANGUES OMBRE TRA LE LINGUE SHADOWS BETWEEN LANGUAGES ظﻅلالﻝ بﯿﻴن اﺍللغاتﺕ

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I testi che qui presentiamo sono il risultato di un dialogo poetico tra creazione, riscrittura e traduzione. Scrittura e traduzione come risultato di un continuo scambio, una sorta di viaggio circolare  e collettivo tra i testi, le lingue e le culture degli autori. Mohamed Moksidi scrive in arabo, Raja Morjani lo traduce in francese, Camilla M. Cederna lo traduce in italiano e in inglese a partire dalla traduzione di Raja Morjani e in collaborazione con il poeta. Alcuni testi sono tradotti da Camilla in francese insieme all'autore. Camilla scrive in italiano, francese e inglese, e Mohamed traduce i suoi testi in arabo. E’ importante sottolineare il fatto che tutte le versioni e traduzioni sono il risultato dell’interazione tra gli autori. 
Il titolo Andata e Ritorno sta a significare il movimento che caratterizza questo progetto di ri-creazione poetica come esperienza di viaggio nella scrittura e nella traduzione. Attraverso i cieli delle lingue, delle parole e delle culture, i testi si sono incontrati, sfiorati, contaminati a vicenda, creando un effetto di risonanza, simile all’oscillazione delle maree, onde di segni, immagini, somiglianze e dissonanze. 
Per leggere il cahier di poesie e immagini >>>>
Foto: @Camilla M. Cederna, Arabesques
Per tutte le fotografie all'interno del Cahier: @Camilla M. Cederna 

In open access l'ultimo fascicolo di "Studi Germanici", con una sezione davvero internazionale dedicata a Kafka

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N° 5 (2014)

Fascicolo completo

Sommario

In libera uscitaPDF
Renzo Paris 
La cola. Variaciones sobre un tema de KafkaPDF (ESPAÑOL)
Anibal Campos 
La traversataPDF
Fabrizio Bajec 
Lille Kafka-antologiPDF (DANISH)
Morten Søndergaard 


Affari di famigliaPDF
Paolo Febbraro 
Vi er herPDF (DANISH)
Niels Hav 
Marcel Reich-Ranicki. Bei Kafka in New YorkPDF (DEUTSCH)
Michael Krüger 
Siete pasos hacia KafkaPDF (ESPAÑOL)
Justo Navarro 
EditorialePDF
Giorgio Manacorda 

Bussole e bilanci


"Oltre Confine" di Euglent Plaku a Più libri più liberi - Maurizio Brancaleoni

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Abstract:

Si è tenuta giovedì 4 dicembre nell'ambito di Più libri più liberi la presentazione di Oltre Confine di Euglent Plaku edito da Bianca e Volta.

Ha avviato il dibattito Edmond Godo, Presidente dell'Associazione della Comunità Albanese in Italia, dichiaratosi sorpreso di questo libro che è la “storia diversa” di “un viaggio raccontato con molto coraggio” in cui però l'importante non è tanto “il viaggio”, come nella letteratura classica, quanto riuscire ad “arrivare alla meta”.

Nelle parole dell'autore, Oltre Confine è la narrazione di “tre anni di esperienze  tra Grecia, Italia e Albania”, ossia un racconto profondamente personale ma tutt' altro che autocelebrativo perché è al tempo stesso “la storia di moltissime persone”. Plaku rivela di aver scritto Oltre Confine in maniera istintiva, automatica, quasi per necessità, forse per raccontare a suo figlio quella storia diffile vissuta in un' “età fragile” e per fare i conti con quelle “ferite con cui convive” tuttora. In questo senso, si tratta di “una storia che ha avuto la forza di uscire da sé”.

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Maurizio Brancaleoni è uno studente del corso di Lingue, Culture, Letterature e Traduzione. Attualmente sta scrivendo una tesi comparatistica su "A Portrait of the Artist as a Young Man" e "Het verdriet van Belgie" di Hugo Claus.

Ha avuto il piacere di pubblicare diversi racconti e poesie in antologie curate tra gli altri da Delos Books, LimanaUmanita, Edizioni XII, Edizioni Scudo, Freaks Edizioni, Wild Boar e Rosso China. Ha tradotto dall'inglese "L'aeroporto di Kansai" di Patrik Sampler, disponibile come e-book su Amazon.

Ha un blog bilingue (italiano e inglese) in cui dà spazio ad artisti, scrittori e musicisti: http://leisurespotblog.blogspot.it/