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Sito realizzato con il patrocinio del Dipartimento di Studi Comparati - Università degli studi di Napoli "l'Orientale" e del dipartimento di Studi Europei e interculturali dell'Università di Roma "La Sapienza"

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Europe as a Space of Translation
Vivere e scrivere tra le lingue
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Ulrike Draesner, damasco, manovra. da viaggio obliquo, Lavieri 2010

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E' in libreria il volume di Ulrike Draesner, viaggio obliquo (poesie 1995-2009), a cura di Camilla Miglio e Theresia Prammer, Traduzioni di Alessandro Baldacci, Alberto Destro, Camilla Miglio, Theresia Prammer, Lavieri 2010. Ne pubblichiamo un estratto: il poemetto damasco, manovra, nella traduzione di Camilla Miglio. 

vai al sito Lavieri http://www.lavieri.it/Catalogo/A-libri/arno/Draesner.htm 

Viaggio obliquo non vuol essere un’antologia, ma un andare attraverso un decennio di scrittura di Ulrike Draesner. Ognuno dei volumi da cui abbiamo tratto i testi presentati in questa edizione è un «luogo toccato» dalla nostra ricerca di tracce. Tracce di un movimento doppio. Sfavillante: accende in noi un desiderio. Inquietante: ci mette di fronte, in modi e linguaggi sorprendenti, al lutto di perdite definitive, personali e collettive. Da sempre Ulrike Draesner ha guardato con grande interesse alle possibilità d’intersezione tra la storia individuale e quella pubblica e culturale. Anche come narratrice è tornata a più riprese a interrogarsi su alcuni rilevanti accadimenti storici del Novecento. Si tratta di temi e di nodi problematici presenti anche nella poesia della Draesner, affiancati tuttavia da diversi altri, privati e profondi. La sua lingua poetica viene investita della responsabilità di farsi il mezzo non prevaricante di un contatto con il nuovo e il diverso: con un nuovo paese, un’altra lingua e un’altra scrittura, un corpo diverso e lontano. E come la sensazione del tocco è passeggera, mai appagata (da qui il suo rapporto costante con il desiderio), così anche il nome non aderisce perfettamente alle cose, le frasi sulla pagina vibrano e oscillano, le percezioni si susseguono per lampi e intermittenze. Ulrike Draesner, che significativamente ha curato un libro di racconti sulla seduzione, ha interrogato il desiderio non solo come tensione fra i sessi, ma più ampiamente come modo di rapportarsi al mondo esterno tramite la scrittura. Leggere Ulrike Draesner è udire il dire nel vedere. Il dislocamento passa per parole e suoni, che diventano persōnǎ, maschera in cui le lingue invocano desiderio e piacere, balbettano trauma e lutto. Il piacere della lingua, avverte l’autrice, «ha sempre un lato nascosto, e si chiama panico». Il gioco del viaggio linguistico, a più riprese intrapreso verso orizzonti inaspettati, dalle metropoli europee (Berlino, Londra) ai paesaggi alpini, fino ai deserti tra Siria e Libano, alle città del Medio Oriente tra suk e fortezze - è sempre accompagnato da un sentimento perturbante d'inquietudine e spostamento. Spostamento è trapianto di corpo, corpo in parti. La scrittura cattura a tratti elementi di chimica, anatomia, chirurgia. Spostamento è salto: «dal cervello alla pancia». Spostamento è cromatico: musicale, di accenti e colori, determinato dall’assenza e dal desiderio. Se il tu desiderato non c’è tutto il mondo si ripiega ex negativo: i prati sono rossi, bocca e sangue verdi. Bluastra è la sfinge, il viso enigmatico di chi abortisce, o forse la faccia mai diventata viso del non nato. Il corpo perduto e fatto a pezzi, quasi traccia orfica postmoderna, è disperso nella natura: nuvola e campo, radicina e foglia. Il liquido amniotico è neve disciolta e pozza inquinata, tigna del paesaggio. Il viaggio più doloroso è interiore: peregrinazione tra i segni di una memoria di corpo che si sfalda, in stazioni di sosta nella natura diffranta, in voci e forme molteplici. La diffrazione del corpo che parla e percepisce ancora si traduce in continua oscillazione tra corpo e luogo, nello spazio urbano. Grande il trauma, toccato con mano, disperso per indizi nel poemetto damaskus, manöver, di cui il porto pubblica la traduzione con testo a fronte, per gentile concessione dell'autrice. Toccare luoghi è toccare fibre interne di sé, è arrivare con le mani nelle viscere lacerate dell’altro, ricomporle, provare a farlo in un canto frammentario, a volte in singulti, a volte in visioni splendenti come fate morgane. Parole dell’altra lingua risuonano nell’intratesto. Corpi sono i luoghi, le pietre, le fortezze, le dune. Esplose sono le mani dei bambini che raccoglievano multicolori penne a scatto colorate, paracadutate dal cielo. Questo libro apre al lettore italiano una regione tra psiche e soma, uno sguardo intermittente tra profondità della memoria ed evidenze della storia, una voce tra le più potenti e pungenti della letteratura tedesca contemporanea.

scarica pdf damasco, manovra 

http://www.lerotte.net/download/article/articolo-152.pdf 


Biennale e Festival della Traduzione. Europe as a Space of Translation

Il Festival della Traduzione si svolgerà a Napoli dal 22 al 29 novembre 2010. Momento culminante di un progetto biennale itinerante, sarà un evento di rilievo internazionale ma anche un modo per proporre la traduzione (nel suo senso più generale, tra musica, teatro, cinema, fumetto e letteratura).

scarica brochure informativa    http://www.lerotte.net/download/article/articolo-124.pdf

Segretaria organizzativa

biennaletraduzione@gmail.com

Camilla Balsamo

balmilla@gmail.com

320 04 57 474

 

Lessico Leopardiano 2014, a cura di Novella Bellucci, Franco D''Intino e Stefano Gensini

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Questo libro propone un nuovo approccio a Giacomo Leopardi.
Sul presupposto che il suo immenso lavoro letterario, filosofico e scientifico rappresenti un corpus coerente di pensiero, se ne tenta un’esplorazione sistematica a partire dal lessico. Il libro (prima tappa di uno studio che si estenderà ad altri campi semantici e ad altri lemmi) offre ai lettori ventidue parole-chiave dell’universo leopardiano, aventi a che fare con le operazioni della conoscenza e il funzionamento del linguaggio. Attraverso l’analisi di lemmi come esperienza, memoria, lingua, ricordanza e altri, familiari agli studiosi, vengono ricostruiti i complessi fili di pensiero che percorrono la riflessione leopardiana, snodando attraverso altrettanti ‘problemi’, concettuali e linguistici, il suo confronto con la modernità. Il database della ricerca è formato dall’intera opera del Leopardi, indagata per mezzo delle più avanzate risorse elettroniche, ma senza sacrificare la dimensione artigianale, con costante attenzione ai contesti d’uso, alle sfumature e alle oscillazioni semantiche dei termini indagati. Lessico leopardiano si inserisce nella stagione di studi aperta sia dalla disponibilità di metodologie automatizzate, sia dalla consapevolezza della natura ipertestuale dell’opera del Leopardi: dove ogni elemento è la risultante di un gioco di relazioni da una parte con la cultura, letteraria, filosofica e scientifica europea, fra Illuminismo e Romantik, dall’altra col meccanismo labirintico, ma mai casuale, della sua scrittura e del suo organizzarsi in testo. A questo Lessico hanno collaborato giovani studiosi che sono fra le migliori leve dei recenti studi leopardiani.
 
L'immagine è tratta dalla copertina creata dall'artista Miguel Angel Giglio 

WELCHE MAUER EIGENTLICH? MA QUALE MURO? Parte I, al Goethe-Institut. 25 novembre 2014 Lettura

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WELCHE MAUER EIGENTLICH? MA QUALE MURO? 
Scrittori tedeschi di oggi raccontano il “loro” Muro di Berlino
con Jakob Hein e Marlen Pelny
Lettura in Italiano Ketty Galiano e Luigi Di Raimo
Martedì 25 novembre 2014, ore 19
Goethe-Institut Rom – Via Savoia 15, Roma 

Il Muro di Berlino è caduto, la RDT è scomparsa dalla carta 
geografica dell’Europa e la Guerra Fredda è terminata: il ricordo 
della divisione delle due Germanie è, però, sempre vivo. Quali 
tracce hanno lasciato gli eventi del 1989 nell’arte e nella 
letteratura? Rappresentano ancora un soggetto per le artiste e gli 
artisti di oggi? Quale ruolo riveste il Muro di Berlino per le 
giovani generazioni che lo conoscono soltanto dai racconti dei 
genitori? 
Per il 25° anniversario dalla caduta del Muro esce in Germania 
una raccolta di racconti di 14 scrittrici e scrittori contemporanei 
sul “loro” Muro di Berlino in cui si sono messi alla ricerca dei loro 
ricordi di infanzia dell’Est o dell’Ovest del Paese. continua a leggere....

WELCHE MAUER EIGENTLICH? MA QUALE MURO? Parte II, alla "Sapienza" - il 26 novembre - Workshop

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Mercoledì 26 novembre 2014
Aula seminario ore 10 -12
Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali
Terzo piano Facoltà di Lettere e Filosofia
P.le Aldo Moro, 5
Roma
Testi e traduzioni da:
“Welche Mauer eigentlich?” / “Ma quale Muro?”
Partecipano:
Jakob Hein e Marlen Pelny, Falko Hennig e Alessandra Schio
(autori e curatori dell’antologia)
e gli studenti-traduttori del corso di laurea magistrale in
Scienze linguistiche, letterarie e della traduzione
Moderano:
Camilla Miglio, Daria Biagi, Stefania De Lucia
Info: camilla.miglio@uniroma1.it

 
Traduzione a cura di Sapienza ÜbersetzungsWerkstatt|OfficinaTraduzione 2014, Dipartimento di Studi Europei Americani e Interculturali:
 
Studenti di Magistrale ed Erasmus: Margherita Avoni, Maurizio Brancaleoni, Francesca Cappelletti, Giulia Catenazzo, Flavia Di Battista, Sophia Forck, Federica Genovesi, Florian Gödel, Nina Lutnik, Oliver Mörchel, Alessandro Piccirillo, Silvia Stella.
 
Coordinamento di Camilla Miglio, Daria Biagi e Stefania De Lucia  
 

Peter Handke e il Teatro. Convegno internazionale - partecipa l'OfficinaTraduzione Sapienza 2013-14

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Peter Handke e il Teatro
Convegno internazionale
A cura di Francesco Fiorentino, Camilla Miglio, Valentina Valentini
20 - 21 novembre 2014
Goethe Institut Rom
Università Roma Tre – Dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere
Centro Teatro Ateneo - Sapienza Università di Roma
Nell’ambito del progetto “La terra sonora. Il teatro di Peter Handke”
Auditorium Goethe Institut
Via Savoia, 15 - Roma
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20 novembre, ore 09.30
Sulla scena
Presiede Francesco Fiorentino (Università Roma Tre)
Helga Finter, Wie an die Götter »: VomSprechstückzumpoetischen Drama ».
Giovanni Spagnoletti, Dal teatro al cinema: gli esperimenti di Peter Handke
Helmut Moysick, Ritmo e musicalità nel teatro di Peter Handke
Mettere in scena il teatro di Peter Handke, Tavola rotonda con attori-registi-artisti coinvolti nelprogetto: Daria Deflorian, WernerWaas , Riccardo Caporossi, Federica Santoro, Dario
Salvagnini, Riccardo Fazi, Fabrizio Arcuri , Veronica Cruciani, Daniele Timpano, Elvira Frosini, Lisa Ferlazzo Natoli;
Coordinano: Valentina Valentini e Francesco Fiorentino;
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20 novembre, ore 15.00
Traduzione e adattamento
Presiede Valentina Valentini (Sapienza Università di Roma)
Paolo Scotini, Sulla traduzione di Spuren der Verlorenen (Tracce dei dispersi/degli smmarriti)
Attilio Scarpellini, Sull’adattamento di Die schönen Tage vonAranjuez (I bei giorni di
Aranjuez)
Lorenzo Letizia, Cinema come contemplazione
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21 novembre, ore 09.30
Poetica e traduzione
Presiede Camilla Miglio (Sapienza Università di Roma)
 
Katharina Pektor, Le forme delle nuove esperienze: breve storia del teatro di Peter Handke
Franz Haas, Il sonnambulo irascibile. Peter Handke e “Ancora tempesta”
Tradurre il teatro di Peter Handke, tavola rotonda con i giovani studiosi delle Università di
Roma3 e Sapienza che hanno tradotto i testi di Peter Handke: Eleonora Bosca, Ylenia Carola,Stefania De Lucia, Diletta D’Eredità, Angela Scròfina, Silvia Zagarese, Francesca Zimarri, “Sapienza OfficnaTraduzione” Università di Roma, Dora Rusciano e Linn Settimi di
“Roma 3”.
Sapienza OfficinaTraduzione 2013 è composta dagli studenti (Sapienza ed Erasmus): Maria Lucia Caniato, Giulia Coluzzi, Orsola Ficetola, Diletta Giordano, Linus Guggenberger, Elena Margara, Candida Mastropaolo, Pina Offreda, Laura Petrella, Moritz Rauchhaus, Lea Rosenkranz, Gianluigi Schiavi,  Alessandra Tescione  
Coordinano Camilla Miglio e Francesco Fiorentino;
Francesco Fiorentino, Camilla Miglio, Valentina Valentini, Considerazioni conclusive.

Sapienza OfficinaTraduzione - ll blues della metropolitana di Peter Handke

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Sapienza OfficinaTraduzione 

Il 19 novembre alle ore 21 in diretta dalla sala A di via Asiago a Roma prima italiana de Il blues della metropolitana di Peter Handke

Traduzione di Stefania De Lucia (Sapienza OfficinaTraduzione)

con Maurizio Donadoni, regia di Veronica Cruciani
drammaturgia sonora di Riccardo Fazi /Muta Imago nell'ambito del progetto "La terra Sonora. Il teatro di Peter Handke"


su prenotazione per il pubblico

(scrivere a teatro3@rai.it entro il 18 novembre – ore 19.00 e attendere conferma della prenotazione)

Alessandro Piccirillo:Multilingualism in writing: Henze – Bachmann’s and King Henry VIII – Anne Boleyn’s epistolary exchange

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Introduction
Writing letters is quite like keeping a journal: it implies secrecy as well as a certain degree of intimacy which seem to be precluded to other genres, such as the novel, at least if we define the novel as a work of art conceived and written down in view of the fact that it will be published. It should not be forgotten, however, that keeping a journal is a “self – reflected act”, whereas writing letters is a mutual exchange between two (or even more) people, who want to disclose their subjectivity. Thus, the task of a letter is to convey ideas, feelings, thoughts of those who want language to express their own self. In fact, an epistolary exchange is all the more interesting and worth lingering on when a shift between two or more languages takes place; among the most well–known are, on the one hand, Ingeborg Bachmann’s and Hans Werner Henze’s letters; on the other hand, Henry VIII’s letters to Anne Boleyn. The aim of this work is to analyze what causes a shift between languages by means of the above mentioned examples, although with obvious differences determined by the fact that they are distant from a chronological, geographical and social point of view.  CONTINUE READING>>>

Melanie Kunkel: Durs Grünbein in Übersetzung. Zwei Fallstudien: Englisch und Italienisch

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Dopo il suo soggiorno a Villa Massimo nel 2009, nel 2013 il poeta e saggista Durs Grünbein è tornato a Roma. Per l'occasione, è stato organizzato un workshop intorno alle sue poesie e alle loro traduzioni in lingua italiana e inglese, in collaborazione con la Casa di Goethe e il Servizio Tedesco per lo Scambio Accademico (DAAD). Sono intervenute all'evento, tenuto in lingua tedesca e inglese, le sue traduttrici Silvia Ruzzenenti, Karen Leeder e Anna Maria Carpi. La sera, Durs Grünbein ha letto dalle sue opere, con le traduzioni che scorrevano dietro le sue spalle come sovratitoli.
 
 
Melanie Kunkel è stata lettrice DAAD di tedesco alla Sapienza dal 2009 al 2014. 

Michele Napolitano, La musica perduta dell'antica Grecia

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E' possibile immaginare la relazione tra musica e parola dell'antichità in presenza di un quasi totale naufragio dei testi musicali e delle notazioni?

La risposta in questo breve saggio di Michele Napolitano, con un invito ad ascoltare "La Musique de la Grèce antique" CD reso diponibile on line  dall'etichetta Harmonia Mundi.

Riprendiamo l'incipit del saggio di Michele Napolitano rimandando alla fonte www.treccani.it 

 «La nostra vita è immersa nei suoni. Clacson di automobili, rombo di motori, grida o mormorii televisivi, musica che echeggia nei locali pubblici, un’infinità di voci, accordi, squilli o semplici rumori della cui esistenza non ci accorgiamo neppure più, se non quando tutto questo, per un motivo o per l’altro, bruscamente cessa. La nostra vita si svolge all’interno di una vera e propria fonosfera. E nel mondo antico? In che cosa consisteva la fonosfera degli antichi?».----continua a leggere sul Magazine Treccani  

 

Europe as a Space of Translation. Publications and Final Implementation Report

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Si compie il ciclo di pubblicazioni nate dall'impulso del progetto europeo
"Europe as a Space of Translation"
EST, EACEA 2007-2013
Università di Napoli L'"Orientale" (coordinatore)
Università di Vienna, Parigi 8 (co-organizzatori)
Università Roma "Sapienza", Napoli Federico II, Lille3, Dresda, Istanbul, Bucarest,
Riviste "Semicerchio" e "Testo a Fronte", Università di Lille3 (CECILLE),  Don-Juan Archiv (Partner associati)
dopo 



line sul sito del Don-Juan Archiv di Vienna: 
 
Qui il Final Implementation Report 

Camilla Miglio, Le strade del desiderio in Heine e Platen

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Riprendiamo un articolo apparso su "Alias" - il manifesto del 7.09.2014

Grand Tour. Heinrich Heine stigmatizzò, nel barone-poeta von Platen, «i sospiri della pederastia». E lui rispose con frecciate antisemite.
In realtà i loro rispettivi Grand Tour dialogano sotto il segno dello struggimento.

«Il mio bastone da pel­le­grino non cono­sce soste», pro­cla­mava dul­ca­maro August von Pla­ten para­fra­sando Byron in un’estate di quasi due secoli fa. Il deli­cato mar­chese di Hal­ler­münde, poeta e ver­si­fi­ca­tore di gran­dis­simo talento (tanto da com­pe­tere col suo avver­sa­rio Hein­rich Heine), viag­gia­tore e osser­va­tore del mul­ti­forme ‘bello’ ita­lico, nato ad Ansbach in Baviera nell’autunno del 1776 e morto a Sira­cusa nell’inverno del ’35, visse le sta­gioni più intense nei suoi ultimi dieci anni, ramingo per l’Italia.

Il suo non fu un Grand tour tra­di­zio­nale. L’andare a sud non era solo una ricerca di radici cul­tu­rali, o goe­thiani rin­gio­va­ni­menti dell’anima, quanto una fuga. Il suo viag­gio si può leg­gere anche come ten­ta­tivo di sot­trarsi a chi inten­deva sor­ve­gliarlo, e soprat­tutto punirlo, in seguito agli scan­dali ses­suali che ne pro­vo­ca­rono l’allontanamento dalla scuola mili­tare e poi dall’università. Clas­si­ci­sta ma anche orien­ta­li­sta, era preso dal demone della bel­lezza e della lon­ta­nanza (degli anti­chi greci e latini ma anche dei per­siani medioe­vali, mae­stri di ver­si­fi­ca­zione ero­tica). Que­sto dài­mon lo tra­sci­nava in un’Italia il cui spi­rito antico egli vedeva rifio­rire negli oggetti del suo desi­de­rio, i bei ragazzi italiani.... continua a leggere sul manifesto

L'OfficinaTraduzione è in diretta su Radio3, a 25 anni dalla caduta del Muro

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Raio3 Suite, 9 novembre 2014

 

Stasera nella suite davvero tanti ospiti: 
* Intervista a Sherry Sylar, primo oboe della New York Philarmonic Orchestra ch suonò durante il concerto che Bernstein Fece a Berlino Est
*Tullio Viola, ricercatore presso l'università di Humboldt di Berlino
*In diretta dal Teatro Regio di Torino: 
TORINO INCONTRA BERLINO, 
Giovanni Sollima, 100 Violoncelli, letture di Andrea Bajani e Michela Cescon
*Marco Federici Solari scrittore del libro "Muro di Berlino"
*
2 studentesse in studio dell'Officina di traduzione della Sapienza, Sophia Forck e Flavia Di Battista
*Focus su Alva Noto

Die Mauer di Jürgen Böttcher al Goethe-Institut Rom, 7.11.2014

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Un gruppo di studenti dell'OfficinaSapienza è andato al Goethe-Institut di Roma a vedere il documentario "Die Mauer" (1989) di Jürgen Böttcher, presente alla proiezione e disponibile alle domande del pubblico, che non sono mancate. La studentessa Erasmus Sophia Forck racconta ...

Conferenza del Prof. Arno Dusini, Università di Vienna sulla "Lettera del tradurre" di Martin Lutero, in particolare sulla scena dell'Annunciazione

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Lunedì 3 novembre 2014
Ore 8.45-10.30
Villa Mirafiori, aula IX primo piano
Dipartimento di Studie Europei Americani e Interculturali 


Zur Rhetorik der Übersetzung:
was der engel meinet mit seinem grus

Seminario sulla 
„Lettera del tradurre“ di Martin Lutero, in particolare sulla scena dell’Annunciazione
nell’ambito del corso di traduzione 
Laurea Magistrale in Scienze Linguistiche, Letterarie e della Traduzione 


 
immagine, Antonello da Messina, Annuncita, Palermo, olio su tavola 1476 circa 

Traduzioni, adattamenti e adozioni. Tradurre il teatro del sei e settecento oggi, a cura di Camilla Maria Cederna

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 Si compie il ciclo di pubblicazioni nate dall'impulso del progetto europeo
"Europe as a Space of Translation"
EST, EACEA 2007-2013
Università di Napoli L'"Orientale" (coordinatore)
Università di Vienna, Parigi 8 (co-organizzatori)
Università Roma "Sapienza", Napoli Federico II, Lille3, Dresda, Istanbul, Bucarest,
Riviste "Semicerchio" e "Testo a Fronte", Università di Lille3 (CECILLE),  Don-Juan Archiv (Partner associati)
dopo 



è on line sul sito del Don-Juan Archiv: 

 Prefazione
Camilla M. Cederna

Abstract

Chaque traduction est porteuse de l’occasion qui l’a suscitée: son destin rejoint tout à fait celui de la mise en scène. On ne peut les fixer en modèles, ni l’une, ni l’autre. Idéalement, à chaque époque, sa représentation. A chaque représentation, sa traduction. Car traduire, c’est déjà représenter, présenter autrement.[1]
(‹ Ogni traduzione contiene in sé l’occasione che l’ha suscitata : il suo destino coincide con quello della messa in scena. Non si possono fissare come modelli, né l’una, né l’altra. Idealmente, a ogni epoca la sua rappresentazione. A ogni rappresentazione, la sua traduzione. Poiché tradurre significa già rappresentare, presentare diversamente.  ›)

Il presente volume è il punto di arrivo di alcune riflessioni sviluppate nel corso del seminario « Traduzioni, adattamenti e adozioni. Tradurre il teatro del Sei e Settecento oggi », svoltosi durante il festival della traduzione di Napoli, « Tradurre (in) Europa », il 23 novembre 2010. Tale festival è stato l’ultimo ricchissimo evento della serie di appuntamenti del Progetto EST-Europe as a Space of Translation, il progetto europeo plurinazionale (Italia, Francia, Austria, Turchia, Germania, Romania), finanziato con fondi del programma cultura dell’Unione Europea e nel quale l’Università degli Studi di Napoli « L’Orientale » riveste il ruolo di Ente promotore e project manager.

Desidero ringraziare la mia amica Camilla Miglio, grande studiosa e anima del festival, per i suoi consigli, la sua straordinaria energia umana e professionale, senza la quale questo progetto non avrebbe mai visto la luce.

Attraverso i loro interventi gli autori cercano di rispondere ad alcune domande relative alla forma e ai modi della traduzione teatrale e in particolare circa il ruolo svolto dalla traduzione nel tentativo di restituire e riattualizzare per un pubblico moderno opere del teatro classico. Nel caso di Carlo Goldoni, per esempio, davanti a quali sfide si sono trovati e si trovano oggi i suoi traduttori francesi, e negli anni più recenti, come è stata pensata la traduzione per la messa in scena delle sue opere  (Camilla Cederna) ? Quale testo deve essere pubblicato nel caso di autori come Carlo Gozzi, per esempio, il testo drammatico che lascia trasparire l'ibridismo del testo originale o il testo scenico (Françoise Decroisette) ? Come tradurre adattare in francese un autore tragico come Vittorio Alfieri che si caratterizza per la ricerca di asprezze foniche, di spezzature e di ardite dislocazioni verbali che contrastano la sintassi piana del francese (Vincenza Perdichizzi) ? In che modo una data traduzione può influenzare le scelte registiche nella messa in scena di un classico, e anzi di un testo notissimo come L’avaro di Molière (Paola Ranzini) ? Quali problemi e quali scelte presenta, rispetto al lavoro a tavolino del traduttore solitario,  la trasmissione linguistica, culturale e teatrale di testi del repertorio « classico » straniero (Carlo Goldoni) presso un pubblico giovanile di lettori e spettatori francesi (Lucie Comparini) ? Quali possono essere le ragioni e le sfide imposte da traduzioni-adattamenti della drammaturgia shakesperiana in dialetti italiani o in ricreazioni o pastiches tra lingua e dialetto (Piermario Vescovo) ?

 
[1] Jacques Lassalle : « Du bon usage de la perte », in: « Traduire », numero speciale della rivista Théâtre/Public 44 (1982), pp. 12–13.

Homelands in Translation

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È appena stato pubblicato il volume Homelands in Translation a cura di Stefania De Lucia e Gabriella Sgambati, dalla casa editrice Edizioni di Storia e Letteratura all’interno della collana “Civiltà del Mediterraneo”.

 

Il volume raccoglie i contributi della Summer School tenutasi a Procida (Napoli) nel 2010 nell’ambito del progetto Est (Europe as a Space of Translation - eacea culture 2007-2011).

 

Scarica l’indice qui!.

 

Il volume e i singoli articoli possono essere acquistati anche online:

http://storiaeletteratura.it/civilta-del-mediterraneo-23-24/