Pubblico qui un estratto dal "riformista" di oggi, 27 gennaio 2012, con una intera pagina dedicata alla Memoria. Oltre all'articolo qui pubblicato, una intervista a Helena Janeczek, che oggi all'Istituto italiano di cultura di Parigi presenta il suo "Lezioni di tenebra" (Guanda 2011). Sempre sul Riformista nella stessa pagina, una testimonianza sul campo di concentramento costruito da Mussolini a Ferramonti di Tarsia, in Calabria.
[Camilla Miglio]
leggi la pagina del riformista con gli articoli
Illustrazione: Sinagoga Hurvah a Gerusalemme, prima dell'ultima ricostruzione
Testo completo dell'appunto di Celan in cui appare la parola "Hurban"
Il 30 marzo 1968, a Parigi, riflettendo sulla sitazione attuale sulla propria poetica in relazione alla cultura d’Israele annotava, in francese (dunque non nella sua lingua madre, ma nella lingua del paese che l’ospitava):
1. l’héritage juif
Tschernikovski
Bialik,
Steinbarg
2. Churban ds mes poèmes
3. L’Etat di’Israel dans mon oeuvre[1]
Celan cita tre nomi: Tschernikowski, Bialik, Steinbarg. Celan, poeta-traduttore viene da Czernowitz, da luoghi non lontani dal luogo natale del poeta traduttore citato per primo, emigrato in Palestina, Shaul Tschernikowski: Michalowka. E c'è un'altra terribile coincidenza: a Michalowka, dove venne costruito un Lager, Celan perse entrambi i genitori proprio nel 1943 (anno della morte di stesso Tschernikovski). Tschernikowski in Palestina e nella condenda comunità stato di Israele si impegnò non solo a scrivere poesia patriottica in ebraico. Tchernikowski, Bialik, Steinbarg: tre autori tutti nati nella zona “ucraina” – Celan li riconosce come conterranei partecipi, su sponde diverse alla costruzione utopica, ma anche ri-costruzione dell’identà culturale ebraica. Il primo e il secondo attraverso poesia e traduzione, l’ultimo con la raccolta di fiabe chassidiche.
Churban/Hurban è il nome che per primo o scrittore austriaco Sperber[2] aveva proposto in sostituzione di shoah. Significa distruzione e annientamento causato dagli uomini, mentre il secondo significa catastrofe naturale.
NOTE
[1] Paul Celan, ‘Mikrolithen sind’s, Steinchen’. Die Prosa aus dem Nachlass, Kritische Ausgabe, a cura di Barbara Wiedemann e Betrand Badiou, Suhrkamp, Frankfurt am Main 2005, p. 123. Una scelta dei Microliti è stata tradotta in italiano da Dario Borso per l'editore Zandonai. Qui una mia recensione. apparsa su L'Indice e ripresa da germanistica.net
[2] Manés Sperber, Hourban ou l’inconcevable certitude, in “Preuves”, 157, marzo 1954, pp. 3-15.
[C.M.]
Presentazione di Dario Borso
Se ogni autore è un mondo, Arno Schmidt è un ipermondo, o un mondo a strati, come afferma egli stesso in Seelandschaft mit Pocahontas (a proposito, invero, di una notte sotto le coperte). Questo perché, da geniale bricoleur, egli assembla i materiali più vari, che però hanno tutti “dimenticato” la loro provenienza di origine. Un esempio ne è, ma non unico, la citazione criptica – e il traduttore si trova in un circolo vizioso-virtuoso che fa pensare al giallo giudiziario: se s’individua l’origine, si comprende il testo, e se si comprende il testo s’individua l’origine…
Questo per dire che, nel caso di Schmidt almeno, il commentario è la forma spontanea quanto cogente di approccio – e difatti nel corso degli anni sono apparsi diversi kommentierende Handbücher (manuali-commentari) ai singoli testi schmidtiani, da quello pionieristico di Josef Huerkamp a Das steinerne Herz, del 1979, all’ultimo di Henrich Schwier a Schwarze Spiegel, del 2009. Purtroppo Pocahontas non aveva goduto sinora di particolari attenzioni, e perciò mi ci son messo io. La traduzione (Paesaggio lacustre con Pocahontas, Zandonai editore) è uscita mesi fa con un apparato di note essenziale; ora quintuplico la mole, e conto di aumentarla ancora con l’apporto degli studiosi tedeschi che gravitano attorno alla Arno Schmidt Stiftung di Bargfeld. Essendo un lavoro in progress, è aperto a tutte le critiche, i consigli, i miglioramenti: perciò do qui la mia e-mail, ringraziando infine il Porto di Toledo per l’accoglienza.
dario.borso@unimi.it
foto di Dario Borso
Il Gallurese è una lingua di derivazione corsa parlata sin dal medioevo nella Sardegna nord- orientale. Al pari delle altre varietà di Sardo diffuse nel resto dell'isola, attraversa da decenni una fase di declino che ha causato la perdita di moltissimi vocaboli, e l'italianizzazione delle sue strutture più caratteristiche.
Tuttavia, nella stesura di questa traduzione si è voluta evitare un'operazione molto diffusa, simile a quella del restauro d'antiquariato, cioè il recupero dei termini più antichi a scopo folcloristico, ma si è cercato piuttosto di modellare il testo a partire dalla lingua viva, eliminando comunque ciò che nel Gallurese corrente viene spesso sostituito con l'italiano per pigrizia, o per una sorta di pudore verso un lessico visto ormai come difficile o inattuale. Il testo si allontana volutamente dal Gallurese più “ufficiale”, rispecchiando piuttosto una parlata tipica della Gallura di ponente, immediatamente riconoscibile da chi abbia dimestichezza con la lingua. Questo è dovuto, oltre che all'assenza di una vera e propria ortografia omogenea, al forte desiderio di far parlare il racconto in nuova lingua autentica, così da renderla il meno possibile distante dalla realtà a cui fa riferimento, e il più possibile fedele ai molteplici livelli di contenuto che una scrittura complessa come quella di Herman Melville esprime dietro ogni virgola.
***
Il racconto
The Lightning-Rod Man è contenuto nella raccolta The Piazza Tales, pubblicata per la prima volta nel 1856. Sul sito del Gutenberg Project è possibile scaricare gratuitamente l'ebook in vari formati:
http://www.gutenberg.org/ebooks/15859***
Gianpiero Addis è nato a Sassari nel 1985. Si è laureato nel 2009 in Mediazione Linguistica all'università di Sassari, con una tesi dal titolo La traducibilità delle opere letterarie: analisi della traduzione in lingua inglese di Variazioni belliche di Amelia Rosselli. Frequenta il corso magistrale di Letterature Comparate presso l'università degli studi di Napoli “L'Orientale”, dove studia letteratura Anglo-Americana e letteratura Araba. Attualmente lavora come Teaching Fellow nei corsi di lingua Italiana presso il dipartimento di Lingue Romanze del Bowdoin College, a Brunswick, Maine.
Progetto di traduzione collettiva e incontro con autori
nell'ambito della Laurea Magistrale: Kathrin Schmidt
traduzione di due storie brevi:
La Ricetta Norvegese (Norwegische Formel) e Learnin' the Blues
testo tedesco: Hosentaschengeschichten, Kopfbahnhof, Hosentaschenverlag 2010
Gli studenti della Laurea Magistrale dell'Università di Roma "La Sapienza" nell’a.a. 2010/11 hanno tradotto due storie brevi dell’autrice tedesca Kathrin Schmidt.
La traduzione era parte di un progetto più ampio che comprendeva l'incontro con due noti autori tedeschi, la stessa Kathrin Schmidt e Marcel Beyer, con successiva lettura di alcuni brani da parte loro, nonché una intervista con entrambi.
Queste esperienze dovevano essere condensate in un testo culturale-giornalistico, un cosiddetto ritratto d'autore. Le traduzioni delle due storie brevi di Kathrin Schmidt sono state in parte presentate dagli studenti dopo la lettura del testo in tedesco durante l'incontro con gli autori.
Progetto a cura di
Karin Ertl (lettrice di lingua tedesca)
In this article Eugenia Maldera analyzes the peculiarities of the Japanese culture and language and the difficulties of adult Japanese students attending Italian language class in Italy with students coming from a European or American culture and language, and proposes a teaching approach to overcome the difficulties run by Japanese learners.
fonte immagine atcasa.corriere.it
Disegno di Giulio Iacchetti, designer milanese
Mahmud Darwish, Fino alla mia fine e fino alla sua
Mahmud Darwish (1941 – 2008) è il maggiore poeta palestinese del nostro tempo. La sua vasta opera, tradotta in numerose lingue straniere e pienamente consacrata a livello internazionale, attraversa una varietà di generi, temi e stili.
Nella poesia qui presentata proliferano i topoi lirici della Nakba, la “catastrofe” patita dai palestinesi espulsi dalla loro terra con la creazione dello Stato di Israele nel 1948. Darwish aspira a ristabilire una nuova relazione con il proprio controverso passato che dia senso al presente, esplorando il trauma dell’assenza dei palestinesi dalla Storia nella sua dimensione polisemica: la memoria e la minaccia dell’oblio nel presente, la scomparsa dalla mappa e l’abbandono della dimora, l’identità del palestinese ma l’alterità dell’esule, il paesaggio mutato.
Percepire e recepire il diverso:
lingue e culture a contatto
Fremdes wahrnehmen, aufnehmen, annehmen: Kontakte zwischen Sprachen und Kulturen
Convegno interdisciplinare di Germanistica – Eine interdisziplinäre Fachtagung der Germanistik
L'Aquila/ Bazzano, 30.11. - 2.12.2011
Organizzato dal Dip. di letterature Comparate dell'Università dell'Aquila in collaborazione con L'Ateneo Italo-tedesco e Sapienza Università di Roma -
Dip. di Studi Europei, Americani e Interculturali
Rheinische Friedrich-Wilhelm Universität Bonn
Direzione scientifica:
Barbara Hans-Bianchi (Linguistica), Camilla Miglio (Scienze della traduzione), Irene Vogt (Scienza dei linguaggi accademici), Luca Zenobi (Letteratura)
Organizzazione:Francesco Burzacca, Gaetana Famà, Giuliana Scotto
Parteciperanno insieme agli studenti dell'Aquila anche gli studenti del corso di traduzione tedesca della Laurea Magistrale LM/37 della Sapienza
Gli studenti di traduzione tedesca (Laurea Magistrale) della Sapienza hanno lavorato per un mese e mezzo su testi di Jan Wagner, traducendoli e riscrivendoli.
Il 15 Novembre, dalle 9,30 alle 15, li presentano all'autore e ne discutono con lui, traducendo anche testi inediti.
Sapienza Università di Roma, Museo Laboratorio - città universitaria,
P.le Aldo Moro 5, ore 9.30-15.00.
Si ringraziano Jan Wagner e l'Accademia di Villa Massimo per la generosa collaborazione.
La lingua che sposta, disloca, aggroviglia, che squassa e rovescia la realtà che attraversa, è il codice espressivo scelto da Uljana Wolf fin dal suo esordio poetico, kochanie ich habe brot gekauft (kochanie ho comprato il pane, 2006). La raccolta era costruita su intersezioni linguistiche, geografiche e culturali tra il mondo tedesco e quello polacco. I testi si disponevano intorno a un centro tematico: la bocca che si sposta (die verschiebung des mundes), pronta al volo o alla fuga (flügge, flüchtig); un’immagine che nella doppia evidenza del suo statuto, corporeo e linguistico-identitario insieme, ricordava la ‘lingua salvata’ di Canetti e soprattutto la stratificata città-cavità orale (mundraum) delle poesie di Thomas Kling.
Nella seconda raccolta, falsche freunde (falsi amici), Uljana Wolf ha deciso di portare alle estreme conseguenze le premesse dell’opera precedente. Il titolo rimanda all’esperienza della traduzione, di cui la poetessa si occupa per lavoro: come è noto i ‘falsi amici’ sono parole che in due lingue hanno veste grafica e fonica simile, ma significati diversi − piccoli intralci cognitivi che attraversano i percorsi della traduzione con le loro «valige piene di etimologie e malintese mappe linguistiche».1 I componimenti, brevi prose liriche, sono organizzati in serie tematiche e formali; per apprezzarli bisogna conoscere quindi la struttura dell’intera raccolta, costituita da un testo introduttivo, quattro sezioni e un testo conclusivo. (M.G.)
Traduzioni, introduzione e intervista a cura di Maddalena Graziano. L'intervista ha avuto luogo all'Accademia tedesca di Villa Massimo l'8 settembre 2011.
Uljana Wolf è nata a Berlino nel 1979 e ha studiato Germanistica, Anglistica e Studi culturali alla Humboldt Universität. Ha iniziato a scrivere molto presto e ha pubblicato le sue poesie su diverse riviste europee, tra le quali «Edit», «BELLA triste», «kursywa» e «Poetry Ireland Review». Ha partecipato ai workshop artistici e letterari organizzati dal gruppo KOOK nei primi anni ’00 a Berlino e fa parte del ‘gruppo fondatore’ della casa editrice indipendente KOOKbooks, nata del 2003. Nel 2006, con la raccolta kochanie ich habe brot gekauft, ha vinto il prestigioso Peter-Huchel-Preis, già assegnato a poeti come Sarah Kirsch, Durs Grünbein, Oskar Pastior, Thomas Kling. Uljana Wolf si occupa anche di traduzione letteraria e per KOOKbooks ha tradotto con Steffen Popp Reisen in Ziegengeschwindigkeit del poeta americano Christian Hawkey. Oggi vive e lavora tra Berlino e Brooklyn.
Maddalena Graziano è laureanda in Lettere all’Università di Siena con una tesi sulla teoria del romanzo-saggio novecentesco attraverso l’analisi del Mann ohne Eigenschaften di Musil e della Coscienza di Zeno di Svevo. Si occupa di letteratura contemporanea tedesca e italiana, lavora come segretaria di redazione per la rivista «Moderna», ha pubblicato recensioni su «Allegoria» e ha da poco iniziato una collaborazione con il gruppo Nuovi Meridiani Poetici.
Illustrazione di Marco Trevisan
4 novembre 2011 / venerdì / ore 14.00
Lettura / Incontro “Stillbach oder die Sehnsucht” / “Stillbach ovvero la nostalgia” di Sabine Gruber
Palazzo del Mediterraneo, Aula 3.1., Via Nuova Marina, 59 - 80133 Napoli
Ingresso libero
Prendendo le mosse dalle storie di ragazze altoatesine che si trasferivano in Italia per lavorare come domestiche, nel suo ultimo romanzo Sabine Gruber tratta la storia dell’Alto Adige, abbracciando un periodo di tempo che, partendo dagli anni Trenta, si sofferma sull’anno cruciale 1978 e si estende fino al presente.
Scarica il comunicato stampa!
Seminario a Villa Sciarra- Wurts,
Istituto Italiano di Studi Germanici
Via Calandrelli 25
ROMA
Venerdì 28 ottobre 2011
ore 9.00-18.30
scarica il programma
Il 18 ottobre 2011, pochi giorni dopo aver compiuto 90 anni, se ne è andato il poeta Andrea Zanzotto. Il "Porto" lo ricorda traducendo l'incipit di un bellissimo saggio di un altro poeta, suo traduttore, Peter Waterhouse, dedicato a Zanzotto e a Celan, ai loro territori di genesi.
Pubblicato in Svizzera dall'Editore Engeler, ne è tradotto qui un breve brano per la prima volta in italiano.
Traduzione di Camilla Miglio
Si presenta qui una nuova traduzione commentata della poesia di Paul Celan, "Und mit dem Buch aus Tarussa" ("E con il libro di Tarussa"):Testo in tedesco
compresa nella raccolta "La rosa di nessuno" (1963).
La traduzione va letta con "a fronte" la cartina da scaricare su http://temi.repubblica.it/limes/cartografie-dellimmaginario/28027
Camilla Miglio e Laura Canali, una germanista e una cartografa, hanno provato a realizzare esperimento del tutto nuovo: rappresentare, tradurre in una mappa i luoghi evocati dalla poesia celaniana. Si tratta della prima prova di una serie che verrà pubblicata nella nuova rubrica "Cartografie dell'Immaginario"
Scarica l'allegato con traduzione e commento
Immagine: "Vieni da noi sulle mani", logo della nuova rubrica di Limes "Cartografie dell'immaginario" copyright Limes, Laura Canali, Camilla Miglio.
Nel centenario della nascita del grande poeta greco Odisseas Elitis, premio Nobel 1979, Paola Maria Minucci pubblica in italiano l'edizione accresciuta dei suoi saggi, scritture tese e terse, tra prosa e poesia.
Il Porto ne anticipa il primo, "Prima di tutto la poesia", con una introduzione di Paola Maria Minucci.
e la nuova edizione accresciuta dei saggi Il metodo del dunque e altri saggi sul lavoro di poeta, Donzelli 2011
Paola Maria Minucci insegna all'Università "Sapienza" di Roma. Studiosa e traduttrice di letteratura neogreca, nel 2009 è stata insignita del Premio nazionale per la traduzione della Presidenza della repubblica Italiana.
This paper tries to describe the process that led to the translation of Shakespeare’s work, The Merchant of Venice into swahili, both from a practical and an ideological point of view.
The translated text appeared in postcolonial Tanzania during a period of great indoctrination of socialist ideas. Because of this it will be important to comprehend the transformation and, in particular, the re-examination of the text in a new context looking at how the extra-textual reality has become artistic material, essential to the resignification.
The research is aimed at pointing out poetological and ideological shifts, stressing how and to what extent the source text has been assimilated and re-interpreted.