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Sito realizzato con il patrocinio del Dipartimento di Studi Comparati - Università degli studi di Napoli "l'Orientale" e del dipartimento di Studi Europei e interculturali dell'Università di Roma "La Sapienza"

Progetto EST

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Europe as a Space of Translation
Vivere e scrivere tra le lingue
Progetto Biennale EU

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La traduzione nell'insegnamento. Il caso francese.

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Cette étude part d'une enquête sur les enseignements de traduction dans les cursus de langue française des universités italiennes. Son ambition est de passer la traduction pédagogique au double filtre de la traduction professionnelle et des avancées de la didactique, dans l'espoir d'offrir de nouvelles perspectives tant à l'apprentissage de la langue française à travers la traduction qu'à l'enseignement de la traduction à proprement parler

 download PDF http://www.lerotte.net/download/article/articolo-151.pdf 

L’Europa siamo noi: FIRMATE l’Appello

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L’Europa siamo noi!
Manifesto per la ricostruzione dell’Europa dal basso

initiated by Ulrich Beck and Daniel Cohn-Bendit

Un Anno europeo di volontariato per tutti – per tassisti e teologi, per lavoratori e disoccupati, per manager e musicisti, per insegnanti e allievi, per scultori e sottocuochi, per giudici della corte suprema e cittadini anziani, per uomini e donne – come risposta alla crisi dell’euro!

I giovani d’Europa non sono mai stati così istruiti, eppure si sentono impotenti di fronte all’incombente bancarotta degli Stati-nazione e al declino terminale del mercato del lavoro. Tra gli europei con meno di venticinque anni, uno su quattro è disoccupato. Nei tanti luoghi in cui hanno allestito campeggi e lanciato proteste pubbliche, i giovani defraudati dei loro diritti rivendicano giustizia sociale. Ovunque – la Spagna, il Portogallo, i paesi del Nordafrica, le città americane o Mosca – questa domanda sale con grande forza e grande fervore. Sta montando la rabbia per un sistema politico che salva banche mostruosamente indebitate, ma dilapida il futuro dei giovani. Ma quanta speranza può esserci per un’Europa che invecchia costantemente?

Il presidente americano John F. Kennedy sbalordì il mondo con la sua idea di fondare un Corpo della pace. «Non chiedetevi che cosa può fare per voi il vostro Paese, chiedetevi che cosa potete fare voi per il vostro Paese».

Noi che firmiamo questo manifesto vogliamo farci portavoce della società civile europea. Per questa ragione chiediamo alla Commissione europea e ai Governi nazionali, al Parlamento europeo e ai parlamenti nazionali, di creare un’Europa di cittadini con un impiego attivo e di fornire i requisiti finanziari e legali per l’Anno europeo di volontariato per tutti, come contro-modello all’Europa dall’alto, l’Europa delle élite e dei tecnocrati che ha prevalso finora e che si sente investita della responsabilità di forgiare il destino dei cittadini europei, contro la loro volontà se necessario. Perché è questa massima non dichiarata della politica comunitaria che sta minacciando di distruggere l’intero progetto europeo.

Lo scopo è quello di democratizzare le democrazie nazionali per ricostruire l’Europa nello spirito dello slogan kennediano: non chiedetevi che può fare per voi l’Europa, ma che cosa potete fare voi per l’Europa, facendo l’Europa!

Nessun pensatore progressista, da Jean-Jacques Rousseau a Jürgen Habermas, ha mai voluto una democrazia che consiste unicamente nel poter andare a votare a scadenze regolari. La crisi del debito che sta mandando in pezzi l’Europa non è semplicemente un problema economico, ma anche un problema politico. Abbiamo bisogno di una società civile europea e della visione delle giovani generazioni se vogliamo risolvere le scottanti questioni d’attualità. Non possiamo lasciare che l’Europa venga trasformata nel bersaglio di un «movimento arrabbiato» di cittadini che protestano contro un’Europa senza gli europei. L’Europa non può funzionare senza l’apporto di europei impegnati per la sua causa, e gli europei non possono fare l’Europa se non possono respirare l’aria della libertà.

L’azione pratica, che trascende i confini ristretti dello Stato-nazione, dell’etnia e della religione, che l’Anno europeo di volontariato per tutti vuole promuovere non dev’essere intesa come una foglia di fico istituzionalizzata per coprire i fallimenti europei. È una visione che vuole aprire spazio per la creatività. Non si tratta di un mezzo per distribuire elemosine ai giovani disoccupati, è un atto di auto-affermazione della società civile europea, un atto che può essere usato per costruire una nuova Costituzione propositiva, dal basso, per ripristinare la creatività politica e la legittimazione dell’Europa. La libertà politica non può sopravvivere in un’atmosfera di paura. Può prosperare e radicarsi solo se le persone hanno un tetto sulla testa e sanno come fare per vivere, domani e quando saranno vecchie. Ecco perché l’Anno europeo di volontariato per tutti ha bisogno di solide fondamenta finanziarie. Noi chiediamo alle imprese europee di dare il loro giusto contributo.

Se vuole costruire una cultura dal basso, l’Europa non può permettersi di ricadere in linee d’azione predefinite. I cittadini di questa Europa andranno in altri Paesi e si impegneranno su problemi transnazionali su cui gli Stati nazionali non sono più in grado di offrire soluzioni appropriate (il degrado ambientale, i cambiamenti climatici, i movimenti di massa di profughi e migranti e il radicalismo di destra). Sfrutteranno le reti europee di arte, letteratura e teatro come palcoscenici per promuovere la causa europea. Bisogna stipulare un nuovo contratto fra lo Stato, l’Unione Europea, le strutture politiche della società civile, il mercato, la previdenza sociale e la sostenibilità ambientale.

Che cosa c’è di buono nell’Europa? Qual è il valore dell’Europa per noi? Quale modello potrebbe e dovrebbe essere la base dell’Europa nel XXI secolo? Sono questioni aperte, che devono essere affrontate urgentemente. Per noi di We Are Europe la risposta è questa: l’Europa è un laboratorio di idee politiche e sociali senza equivalenti in nessun’altra parte del mondo. Ma che cos’è che costituisce l’identità europea? Potreste rispondere che l’europeità nasce dal dialogo e dal dissenso fra molte culture politiche diverse, quella del citoyen, quella del citizen, quella dello Staatsbürger, quella del burgermatschappij, quella del ciudadano, quella dell’obywatel, quella dello politês. Ma l’Europa è anche l’ironia, è la capacità di ridere di se stessi. E il modo migliore per riempire l’Europa di vita e di risate e che i cittadini comuni europei agiscano insieme, spontaneamente.


News da EUROZINE: A Zagabria il Subversive Forum

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 For one week in May, Zagreb, a town placed almost exactly on the EU's shifting border, will become a centre of critical thought and a laboratory of possible political, social and economic alternatives. The Subversive Forum -- part of the annual Subversive Festival for radical politics and debate, now in its fifth year -- will take place in the Croatian capital from 13 to 19 May.

Entitled "The Future of Europe", the conference of the festival will bring together leading political thinkers including Slavoj Zizek, Tariq Ali, Gayatri Spivak, Samir Amin, Stéphane Hessel, Michael Hardt, Saskia Sassen, Renate Salecl, Christian Marazzi, Bernard Cassen, David Van Reybrouck, G.M. Tamás and Eric Toussaint.

Eurozine is a partner of the Subversive Festival and many regular Eurozine contributors will deliver speeches and participate in discussions. On Monday 14 May, Eurozine's editor-in-chief Carl Henrik Fredriksson will participate in the panel "Is another Europe possible".

In the preceding week (from 5 to 12 May), debates and workshops on new trends in in European film, under the title "Europe Incognita", will explore issues including migration, women's rebellion, the G8 riots, unrest on the shores of the Mediterranean, video surveillance, neo-Nazism and xenophobia.


Alla «Sapienza» presentazione della rivista «Semicerchio», 16 Maggio 2012 ore 17

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16 maggio 2012 ore 17
 
Presentazione 
 
Semicerchio
Rivista di Poesia Comparata
«Tradurre (in) Europa» 


Letture e discussioni sul tradurre con autori e traduttori
 
Modera Franca Sinopoli
 
Letture dalle traduzioni di Bruno Berni, Attilio Castellucci, Francesca Corrao, Marco Giovenale, Paola Minucci, Simone Sibilio, Francesca Terrenato, Luisa Valmarin
 
(il numero ne contiene molte altre ancora...)
 
Partecipano le curatrici Camilla Miglio («Sapienza» Univ. di Roma), Monica Lumachi e il direttore della rivista Francesco Stella (Univ. di Siena)
 
«Sapienza» Università di Roma
Piazzale Aldo Moro, 5 - ROMA Facoltà di Filosofia, Lettere, Scienze Umanistiche e Studi Orientali Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali
Aula Seminario - Sede Centrale
Terzo Piano

Seminario interculturale alla « Sapienza» : «La lettura degli altri» 2-4 maggio 2012

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Facoltà di Filosofia, Lettere, Scienze Umanistiche e Studi Orientali
LA LETTURA DEGLI ALTRI
Traduzioni/riscritture. Sguardi. Rappresentazioni
Seminario/laboratorio di studi interculturali 2011-2012
2-4 maggio 2012
 
Programma delle giornate
 
Mercoledì 2 maggio
Sede centrale, Città Universitaria
Aula I
ore 9.00-14.00
Presentazione del seminario: Barbara Ronchetti
Coordina: Antonella Gargano
La lettura degli altri. Traduzioni/riscritture
-       9.00 Registrazione presenze
-       9.30 A. Punzi, Riscrittura come lettura “altra” di un testo: il personaggio di Galeotto, Signore delle isole lontane
-       10.15 L. Marinelli, La riscrittura teatrale come lettura, sguardo e rappresentazione dell'Altro: la Classe morta di Tadeusz Kantor.
-       Pausa
-       11.30 C. Miglio, Lettura e risposta etico-estetica. Ungaretti e Celan traducono i sonetti di Shakespeare
-       12.15 I. Tattoni, Edward Taylor e la riscrittura dei Salmi
-       13.00 P. Minucci, Le canzoni di Savvopoulos in italiano (riflessioni da un laboratorio di traduzione)
 
Giovedì 3 maggio
Sede centrale, Città Universitaria
Aula I
ore 9.00-14.00
Coordina: Matilde Mastrangelo
La lettura degli altri. Sguardi
-       9.00 Registrazione presenze
9.30 M. Combi, Sguardi incrociati: letture dell’alterità culturale
10.15 C. Subrizi, Quel che le parole non dicono: l’altra lingua delle immagini
Immagini e non parole per leggere l’altro
Pausa
11.30 B. Ronchetti, Realtà e finzioni nello sguardo altrui. Lettura inconsueta del mondo conosciuto: due esempi dall’arte russa fra parola e immagine
12.15 M. Saracino Il libro che non c’è. L’avventurosa storia della Bibbia gitana
13.00 A. Montanari, Lo sguardo turistico nella società contemporanea
 
Venerdì 4 maggio
Istituto Italiano di Studi Orientali
Via Principe Amedeo 182 B (ex Caserma Sani)
Aula I
ore 9.00-14.00
Aula I
Coordina: Barbara Ronchetti
La lettura degli altri. Rappresentazioni
-       9.00 Registrazione presenze
9.30 F. Sinopoli, Ri/letture postcoloniali della Storia con/divisa: il caso italiano
10.15 M. Wozniak, Sulla fiaba. Tra parola e immagine
Pausa
11.30 M. Mastrangelo, La performance come lettura: il teatro di narrazione giapponese
12.15 F. Terrenato, ‘Bel sentimento femminile’: la lettura delle donne nei Paesi Bassi dell’Ottocento
13.00 S. Zuccheri, L'Altro nell'Altro: avanguardie poetiche in Cina
ore 13.45 Conclusioni: Luigi Marinelli
 
Brindisi conclusivo con spuntino per docenti e studenti

Index Translationum

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Vi segnaliamo una lista di libri tradotti nel mondo, "Index Translationum", creata dall'UNESCO.
 
 



 
 

Semicerchio. Rivista di poesia comparata. Bonus Track N.3 Ursicin G. G. Derungs traduce in romancio Primo Levi

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Poeta traduce poeta, dall’italiano al romancio.
Di Più su «Semicerchio» N. 45.
 
Foto: Reti di Traduzione, di Paolo Morawski (2011) 

Semicerchio. Rivista di poesia comparata. Bonus Track N.2 Monica Lumachi traduce Màrton Kàlasz

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Una poesia dall’ungherese, passando per il tedesco.

Leggi sul Porto: 
Hölderlin, frammento di passeggiata / Hölderlin; séta-töredék

Di più in arrivo su Semicerchio...

 

Foto: Reti di Traduzione, di Paolo Morawski (2011)

Semicerchio. Rivista di poesia comparata. Bonus Track N.1 : Marco Giovenale traduce Emily Dickinson

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E’ in uscita il N. 45 di Semicerchio «Tradurre (in) Europa». Poesia moderna dal Festival della Traduzione. Il Porto, cominciando con «It’s like di Light» di Emily Dickinson tradotta da Marco Giovenale, ospita alcuni bonus tracks, testi in più di autori e traduttori che hanno contribuito dalla rivista.

Oltre l’ekphrasis: «Le interferenze» di Giovanni Di Brino

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Tra i lavori pittorici e i testi poetici di Giovanni Di Brino si innestano interferenze e assonanze, in una relazione di reciproca, inesauribile traducibilità tra immagine e scrittura. 

Apri il PDF con le Poesie «a fronte» dei quadri.

Giovanni Di Brino è nato a Latina nel 1984.

Dopo gli studi classici  ha conseguito nel 2007, presso l’università La Sapienza di Roma, la laurea triennale in Scienze Archeologiche e, nel 2011, la laurea specialistica in Archeologia. Dal novembre 2011 è dottorando in Filologia e Storia del mondo antico presso la stessa università.

Dopo aver fatto tesoro dei rudimenti tecnici nell'ambito delle varie tecniche pittoriche, Giovanni decide di dare avvio a una personalissima rielaborazione dell’uso dei colori, sperimentando dapprima la pittura su vetro, poi quella su stoffa, approdando infine alla tempera e all’olio. Partito dal colore, nel corso degli anni si è aperto alla sperimentazione di elementi naturali come la sabbia, che contribuiscono alla creazione di superfici materiche e frastagliate sulle quali il colore, in forma di macchie, filamenti o chiazze, definisce il tessuto pittorico, rivelando al contempo il diagramma di una trama emotiva.
Alla fine del 2009 è uscita la sua prima raccolta di poesie Diario di Maggio (Edizioni Progetto Cultura, Roma), che contiene le poesie composte tra il 2004 ed il 2008.

Visita il sito      

 Illustrazione: Giovanni Di Brino, Le due solitudini

olio su tela 27 x 18
2003
Collezione privata

    

 

«Sapienza» della traduzione alla Casa delle Traduzioni di Roma

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La Casa delle Traduzioni presenta "Sapienza del Tradurre", Laboratori di fiaba e poesia, prosa e teatro.

 

Si tratta di sette laboratori di traduzione aperti agli studenti e a tutti gli interessati all'arte e alla tecnica della traduzione letteraria. Gli incontri, di cui allego il calendario, si terrano a partire da martedì 3 aprile p.v. presso la Casa delle Traduzioni, Via degli Avignonesi 32, Roma.

Scarica la locandina 

Inedito dalla Russia: «Restoran ‘Berezka’» di Evgenij Anatol'evič Popov tradotto da Francesca Cacciapuoti

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Restoran 'Berezka' di Evgenij Anatol'evič Popov  (inedito in Italia: Restoran 'Berezka' in “Znamja”, Moskva 1991 e Restoran 'Berezka', Moskva 2009.)

Evgenij Anatol'evič Popov nasce a Krasnojarsk il 5 gennaio 1946.
Dal 1963 al 1968 studia all'Istituto di geologia di Mosca. Fino al 1975 lavora come geologo nei dintorni di Krasnojarsk, poi si trasferisce a Mosca. 
Inizia molto presto a scrivere racconti: la sua prima pubblicazione risale al 1962 su un giornale locale. Il 3 ottobre 1978, Popov viene accettato nell'Unione degli Scrittori. In quel periodo, oltre al canale di diffusione ufficiale della letteratura, c'era il samizdat: significa “stampare in proprio”; indica la diffusione clandestina di copie dattiloscritte di opere proibite.
Sempre nel 1978, in collaborazione con Vasilij Aksënov, Aleksandr Bitov, Fazil’ Iskander, Viktor Erofeev, Popov cura un' antologia di opere di ventitré scrittori, stampata in dodici copie. La raccolta contiene anche tredici suoi racconti. La sfida consiste in questo: gli scrittori chiedono che il libro venga pubblicato ufficialmente senza sottoporlo alla censura sovietica. Si vuole, quindi, evitare di ricorrere al samizdat o al tamizdat (pubblicato “lì”, all'estero), sperimentando ora lo zdes'izdat (pubblicato “qui”, in patria).
 
 
Foto: Ritratto dello scrittore via Wikipedia 

In uscita Semicerchio. Rivista di poesia comparata. «Tradurre (in) Europa». Poesia moderna dal festival della Traduzione

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Tradurre (in) Europa. 
Poesia moderna
al festival della traduzione

Napoli, 22-29 Novembre 2010

a cura di Camilla Miglio e Monica Lumachi

 

 

 

Camilla Miglio, Tradurre (in) Europa

 

Spazi
Camilla Miglio,Spazi di traduzione 
Ingeborg Bachmann, Canti di un’isola 
Marcel Beyer, Geografia 
Michalis Pierìs, Metamorfosi di città 
Adonis, Dodici lanterne per Granada 
Mahmud Darwish, Vedo la mia ombra venire da lontano 
Emily Dickinson/Marco Giovenale, Experiment of Green

 

Divani contemporanei
Camilla Miglio, Divani contemporanei
Maria Rosa Piranio, Haiku occidentali-orientali
«Il mio sguardo è una serra». Antologie poetiche a confronto: 
Theresia Prammer, Giardino in progresso
Federico Italiano, Spettri (giganti). Da un’antologia quasi in essere

 

Terre emerse
Monica Lumachi, Terre emerse. Poesia dall’Europa delle ‘lingue minori’

A Nord
Poesia nederlandese: Fleur Bourgonje (Franco Paris) 

A Est
Poesia rumena: Ana Blandiana (Luisa Valmarin) 
Poesia rumena: Grete Tartler (Luisa Valmarin) 

Poesia ungherese: Márton Kalász (George Guţu / Monica Lumachi)

Poesia bulgara: Mirela Ivanova (Lara Fortunato) Poesia danese: Morten Søndergaard (Bruno Berni)

A Ovest
Poesia catalana classica: Ausias March, a cura di José Maria Micó 

Voci da una Spagna plurale:Lino Braxe, Kirmen Uribe, Laia Noguera i Clofent (Attilio Castellucci) 
Poesia romancia: Ursicin G.G. Derungs

A Sud
Poesia curda: Şêxmûs Hesen / Cigerxwîn (Antonella Cassia)

Poesia afrikaans: Antjie Krog (Francesca Terrenato)
Poesia afrikaans: Ronelda Kamfer (Francesca Terrenato)

 

Tra lingue e dialetti
Roberto Galaverni, Un’immagine della poesia di Michele Sovente

Michele Sovente, Poesie

 

Rassegna di poesia internazionale

 

 

 

Hugo von Hofmannsthal, Ghazal (1890-91). Traduzione e commento di Stefania De Lucia

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"La profondità va nascosta. Dove? Alla superficie."
Hugo von Hofmannsthal Libro degli amici
 
Uno tra i più famosi e citati aforismi di Hugo von Hofmannsthal riassume bene l’idea di fondo che anima la stesura dei componimenti poetici in forma di ghazal che si collocano, in virtù della data di composizione, tutti tra il 1890 e il 1891, in una fase ancora acerba della poesia hofmannsthaliana, ma destinata di lì a poco, com’è noto, a maturare nei suoi versi più celebri.

Sebbene i ghazal composti dal giovane poeta – in tutto poco meno di una decina – costituiscano un corpus troppo scarno per farsi portavoce di una poetica orientale tout court, la loro presenza all’interno di una fase così precoce del percorso di artista di Hofmannsthal testimonia di una sensibilità spiccata e marcata verso temi, forme e sonorità delle culture orientali, frequentate, sin da giovanissima età in tempi, modi diversi. Continua a leggere l'articolo in PDF

 


Arabista e germanista di formazione, Stefania De Lucia è dottoranda in Letterature comparate presso l’Università di Napoli “L’Orientale”, dove sviluppa un progetto di tesi sulle tropologie orientali nell’opera di Hugo von Hofmannsthal.
Ha usufruito di un assegno di ricerca presso l’Università di Salerno sulla Letteratura femminile dell’esilio nazionalsocialista e collabora oggi alle attività del Centro Informazioni DAAD di Roma. 

Limen. Dalla Germania una rivista plurilingue per la poesia contemporanea

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E' apparso in Germania il primo numero della rivista plurilingue di poesia: "Limen. Mehrsprachige Zeitschrift für zeitgenössische Dichtung".
›Limen‹ raccoglie le voci molteplici e multilingue lirica contemporanea. Le poesie sono pubblicate in lingua originale con traduzioni in appendice; nel CD che accompagna la rivista gli autori leggono i loro testi. 
L'idea di ›Limen‹ è nata durante le giornate di un laboratorio di poesia sperimentale all'Università di Osnabrück, inaugurato dalla poetessa Daniela Danz.
›Limen‹ nasce dal dialogo tra autori e curatori; le barriere tra le lingue cadono grazie alla traduzione. 
Il primo numero è dedicato al tema "Dichtung und Politik?" (Poesia e Politica?).


Leggi il comunicato stampa tradotto da uno dei curatori, Massimo Pizzingrilli, con le biografie (in tedesco e in italiano) degli autori.
[Gab. Sg.] 

Officine di traduzione alla Sapienza, XI: Yoko Tawada, "Kleist in giapponese". Traduzione e commento di Angela Napoleone

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Kleist auf Japanisch di Yoko Tawada

Yoko Tawada è nata nel 1960 a Tokyo. Ha studiato Letteratura in Giappone e dal 1982 ad Amburgo, dove ha abitato fino al 2006 per poi trasferirsi a Berlino, dove vive attualmente. Ha pubblicato il suo primo libro nel 1987, una raccolta di poesie e prose brevi in giapponese e tedesco dal titolo Nur da wo du bist da ist nichts (Solo là dove sei è nulla).  Scrive poesie, saggi, pièce teatrali, brevi prose in entrambe le lingue - tedesco e giapponese; ha anche pubblicato due CD, “13” nel 1999 con il musicista Noto (pseudonimo di Carsten Nicolai), e Diagonal nel 2002 con la jazzista Aki Takase. Tra i suoi libri ricordiamo Wo Europa anfängt (Dove comincia l'Europa), una raccolta di poesie e prose brevi, il romanzo Das nackte Auge (L'occhio nudo), dove il mondo capitalista dell'occidente viene visto attraverso gli occhi di una giovane studentessa vietnamita, le raccolte di saggi letterari Talisman  e Sprachpolizei und Spielpolyglotte (Polizia linguistica e poliglotta ludico).
Yoko Tawada ha vinto numerosi premi sia in Germania che in Giappone per i suoi lavori, tra cui l' Adelbert-von-Chamisso-Preis nel 1996, la Goethe-Medaille nel 2005 e l'Akutagawa-shō nel 1993.
 

 Angela Napoleone si è laureata nel gennaio 2012 in Lingue moderne, letterature e scienze della traduzione alla "Sapienza" di Roma.  

Officine di traduzione alla Sapienza, X: Rüdiger Safranski, da Di quanta verità ha bisogno l'uomo? Il caso Kleist. Traduzione di Angela Napoleone

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Angela Napoleone, traduzione e commento
 
Kleist di Rüdiger Safranski, da Di quanta verità ha bisogno l'uomo? Sul pensabile e il vivibile (inedito in Italia, qui pubblicato per la prima volta: Wieviel Wahrheit braucht der Mensch? Über das Denkbare und das Lebbare. München u. a., Hanser. 1990 )

Rüdiger Safranski è un filosofo e scrittore tedesco contemporaneo. Nato nel 1945 a Rottweil (Baden-Württemberg) ha studiato filosofia, germanistica e storia a Francoforte sul Meno (dove fu anche allievo di Adorno) e in seguito a Berlino. Dal 1972 al 1977 ha lavorato come assistente nell'istituto di germanistica della Freie Universität Berlin, ma in seguito ha rinunciato alla carriera universitaria per diventare scrittore indipendente.
Ha scritto monografie su E.T. A. Hoffmann, Nietzsche , Schiller , Heidegger , Schopenauer  e il Romanticismo tedesco . In altre opere ha trattato temi di attualità come la globalizzazione (Wieviel Globalisierung verträgt der Mensch?)  o filosofici come il problema del male in Das Böse oder Das Drama der Freiheit. Il male è per Safranski il prezzo da pagare per la libertà: libertà significa possibilità di cambiare la realtà a proprio piacimento, di uniformarla alla visione che noi ne abbiamo, una visione che dipende dalle nostre esperienze, dai nostri desideri, aspirazioni e ossessioni. L'esempio estremo e tragico del tentativo di attuare nella realtà la propria visione del mondo è costituito dal nazismo, dal folle progetto di Hitler che ha portato al massacro di milioni di persone – progetto però nel quale il dittatore credeva fermamente. L'utopia della razza, gli ebrei come nemico da distruggere per assicurare la salvezza del popolo tedesco: mostruose follie, ma Hitler era totalmente e profondamente convinto del loro valore di verità. Safranski riprende questo tema in un altro dei suoi libri, Wieviel Wahrheit braucht der Mensch?, da cui è tratto il saggio qui tradotto. L'utopia della verità è l'utopia dell'armonia tra l'io e il mondo esteriore, l'utopia del pittore dell'antico racconto cinese, che sparisce nel quadro appena finito di dipingere, cui anela Kleist nel Teatro delle Marionette. In tutte le epoche si è riflettuto sul dilemma della lacerazione tra io e mondo, e le reazioni sono state molteplici. Kleist, Rousseau e Nietzsche, secondo Safranski, hanno reagito a questo dilemma rinchiudendosi nella propria interiorità, e opponendo al mondo esteriore il mondo del proprio io, un mondo di loro creazione. C'è invece chi, come Hitler, tenta con la forza e la violenza di imporre la propria verità interiore nel mondo.
 
Safranski ha vinto numerosi premi per la sua saggistica, tra cui il Friedrich-Märker-Preis nel 1995, l'Ernst-Robert-Curtius-Preis nel 1998 e il Premio Internazionale Friedrich Nietzsche nel 2003.
Dal 2002 modera insieme a Peter Sloterdijk la trasmissione televisiva della ZDF “Das Philosophische Quartett” . Il programma va in onda in seconda serata a cadenza bimestrale con puntate di circa un'ora, ciascuna delle quali affronta un tema diverso della filosofia o dell'attualità con la partecipazione di vari esperti.
 
 Angela Napoleone si è laureata nel gennaio 2012 in Lingue moderne, letterature e scienze della traduzione alla "Sapienza" di Roma.