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Sito realizzato con il patrocinio del Dipartimento di Studi Comparati - Università degli studi di Napoli "l'Orientale" e del dipartimento di Studi Europei e interculturali dell'Università di Roma "La Sapienza"

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Europe as a Space of Translation
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Archivio del Novecento. Le poesie persiane di Forugh Farrokhzad tradotte da Domenico Ingenito

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Forugh Farrokhzad (Tehran, 1935 - 1967) è la poetessa del Novecento piu' amata dagli iraniani di oggi. I suoi versi possono essere un viatico cifrato per mettere da parte i pregiudizi negativi con i quali da quasi trent'anni accogliamo l'Iran senza sapere nulla della bellezza vera e complessa che emerge da questo Altopiano.

E' in corso di stampa presso la casa editrice Orientexpress (http://www.orientexpress.na.it/) una raccolta delle poesie di Forugh tradotta da Domenico Ingenito e intitolata La Strage dei Fiori.

Presentiamo in anteprima la traduzione di una delle poesie piu' belle ed evocative della raccolta, Crediamo pure all'inizio della stagione fredda, accompagnata da due traduzioni inedite, Amorosamente e La verde illusione, cercando di offrire al lettore italiano la magia dei versi per contrastare questi venti di guerra neocolonialista, che ultimamente tentano di fare a pezzi una cultura ancora animata dal senso del sacro, e per questo in grado di resistere al gelo di questi inverni di terrore occidentale.

Per scaricare il testo (italiano-persiano):
http://www.lerotte.net/download/article/articolo-41.pdf

(foto di Domenico Ingenito, Iran)

Scheda: Harald Weinrich, La lingua bugiarda, il Mulino, Bologna 2007

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 Le parole sono in grado di nascondere ciò che l’ uomo in realtà pensa? Weinrich risponde in questo modo: l'inganno non è nelle parole, ma nell’ uso che ne fa l’ uomo.

Un lungo e arduo lavoro di analisi e riflessione; un excursus linguistico, filosofico, religioso e politico da Agostino ai terribili inganni della lingua assassina di Hitler.
         

Viviana Scarinci: Il viaggio di Heinrich von Ofterdingen: Spazio, Storia, Sé

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Questo articolo verifica le particolarità del ntema letterario del viaggio nel Romanticismo tedesco, specialmente in Heinrich von Ofterdingen, romanzo di Novalis. Attraverso una cartografia letteraria elaborata ad hoc  si analizza nel profondo l’itinerario del protagonista, contestualizzandolo e confrontandolo con quello dello stesso autore. 
   Ci si concentra sul ruolo pedagogico del viaggio, sull’allontanamento che l’individuo opera nei confronti del noto e del familiare come unica possibilità per ridefinire la propria identità perduta nel corso della vita.
   Si mostra l’evoluzione di un topos universale che ingloba ogni livello di esperienza umana, in cui gli itinerari dei movimenti individuali sono sempre gli stessi, determinati da una serie di spostamenti ‘standardizzati’ in cui la Erfahrung occupa un ruolo decisamente centrale. Il viaggio riconfigura il rapporto tra l’uomo e il mondo, lo porta alla luce e mostra come il confronto con l’estraneo, il diverso-da-sé, sia uno dei pochi punti fermi della tradizione odeporica. L’esperienza dell’alterità è perciò un aspetto fondamentale di questo studio che sottolinea l’importanza del ‘muoversi per conoscere’.
 
Qui sotto anche  una ritraduzione / rivisitazione di alcuni passi del romanzo che hanno ispirato l'illustrazione pubblicata qui accanto  (Viviana Scarinci, Die Blaue Blume, 2014 acrilico su tela) 


Viviana Scarinci ha conseguito la laurea triennale in Lingue e Letterature Moderne nel marzo 2014

2014, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’università “La Sapienza” di Roma.

“Die Blaue Blume”. Rivisitazione e traduzione del testo di Novalis Heinrich von Ofterdingen [Viviana Scarinci]   Ma lo attirava con tutta la forza un alto fiore rilucente d’azzurro, nei pressi della fonte, e lo sfiorava con le sue ampie foglie splendenti. Non vedeva altro che il fiore azzurro e lo osservò a lungo con indicibile tenerezza. Infine volle avvicinarglisi ma esso all’improvviso iniziò a muoversi e a mutare. Le foglie divennero ancor più brillanti e si strinsero allo stelo che cresceva. Il fiore si chinò verso di lui, e i suoi petali mostrarono dispiegata una corolla azzurra, nella quale sospeso stava un tenero viso. La meraviglia di fiore gli si offriva. Egli era intenzionato a tuffarsi nel suo flutto azzurro. «Certamente il sogno di stanotte non fu frutto del caso e privo di significato per la mia vita, poiché io sento che esso affonda nella mia anima come un’ampia ruota e con potente slancio la spinge in avanti. Un sogno leggiadro che non dimenticherò per lungo tempo, e che mi sembra essere più di un semplice sogno... Quel viso, che dal c.... [continua]

Scrittrici nomadi. Passare i confini tra lingue e culture

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Venerdì 30 maggio 2014

Facoltà di Lettere e Filosofia (sede di Villa Mirafiori) Aula VI

 

Durs Grünbein in traduzione. Workshop e Lettura con l'autore

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Casa di Goethe
Venerdì, 9 maggio 2014
ore 14.00 
In lingua tedesca e inglese
 
Simposio
Durs Grünbein in traduzione. Due casi
di studio: inglese e italiano
 
 
Interventi di Silvia Ruzzenenti (Bologna),
Karen Leeder(Oxford), Anna Maria
Carpi (Milano). 
 
Nell’ambito di un workshop 
per studenti sulle traduzioni 
delle poesie di Durs Grünbein
 
Iideato e organizzato da Università 
di Roma „La Sapienza“ e  DAAD
 
ore 16.00 
 
Presentazione del lavoro di gruppo 
Modera:
Melanie Kunkel
(DAAD/Università La Sapienza)
 
ore 18.30
 
(in lingua tedesca con traduzione
italiana)
 
Lettura 
 
Durs Grünbein
 
Modera:
Camilla Miglio
(Università La Sapienza)

Heinrich Heine, Im Hafen / Al porto, trad. di Flavia Di Battista

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Im Hafen è il nono componimento del ciclo Die Nordsee di Heinrich Heine; fu scritto nel 1826, in occasione di un soggiorno del poeta nella città di Brema.
La sensazione di pace e tranquillità provata dal viaggiatore che ha appena raggiunto la propria meta viene trasmessa al lettore anche attraverso la lentezza del ritmo, ma si dissolve quasi subito nei toni declamatori di un’esaltata ubriachezza.
Il poeta evoca in maniera irriverente i simboli di diverse religioni, denunciandone implicitamente l’inefficacia. È infatti il vino, l’ottimo vino del Reno servito ancora oggi nel Ratskeller di Brema, l’unica via di accesso alla beatitudine, al perdono e alla fratellanza.
Heine sembra qui anticipare Baudelaire sul tema della perdita dell’aureola: l’io poetante che annuncia queste verità non è altro che un ubriacone, il quale straparla e a stento si regge in piedi e viene perciò portato via di peso dall’oste. [F.D.B.]
 
 
Immagine: Moritz Daniel Oppenheim, Ritratto di Heinrich Heine, 1831. 

Flavia Di Battista: Visioni e proiezioni sul paesaggio renano nel Romanticismo franco-tedesco e in particolare nell’opera di Heinrich Heine

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Introduzione
 
“Les paysages dont le Rhin est entouré sont superbes presque partout; on dirait que
ce fleuve est le génie tutelaire de l'Allemagne; ses flots sont purs, rapides et
majestueux comme la vie d'un ancien héros. Le Danube se divise en plusieurs
branches. Les ondes de l'Elbe et de la Sprée se troublent facilement par l'orage. Le
Rhin seul est presque inaltérable. Les contrées qu'il traverse paraissent tout à la fois
si sérieuses et si variées, si fertiles et si solitaires qu'on serait tenté de croire que
c'est lui même qui les a cultivées, et que les hommes d'à présent n'y sont pour rien.
Ce fleuve raconte, en passant, les hauts faits des temps jadis, et l'ombre d'Arminius
semble errer encore sur ces rivages escarpés” -  così Mme de Staël nel suo
monumentale trattato De l’Allemagne, che costituirà a lungo il filtro principale
attraverso cui la Francia guarderà ai territori oltre il Reno. La storia di questo fiume è
soprattutto la storia di un confine, che si fa tanto più interessante nel momento in cui
la Germania comincia a formarsi un’autocoscienza come nazione: solo a partire da
allora, secondo Michel Espagne, si può infatti parlare di un transfer culturale tra
Francia e Germania. Possiamo aggiungere che proprio questo confronto tra i due
paesi contribuisce a rafforzare il sentimento di un’identità tedesca. Secondo Hohmi
Bhabha, infatti, “è negli interstizi – emersi dal sovrapporsi e succedersi delle
differenze – che vengono negoziate le esperienze intersoggettive e collettive di
appartenenza ad una nazione, di interesse della comunità o di valore culturale”.
Negli intestizi, ovvero negli spazi in-between, nelle terre di confine, come appunto

In libreria Testo a Fronte n. 49 "Filosofia e Poetica della Traduzione"

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Si compie il ciclo di pubblicazioni nate dall'impulso del progetto europeo
"Europe as a Space of Translation"
EST, EACEA 2007-2013
Università di Napoli L'"Orientale" (coordinatore)
Università di Vienna, Parigi 8 (co-organizzatori)
Università Roma "Sapienza", Napoli Federico II, Lille3, Dresda, Istanbul, Bucarest,
Riviste "Semicerchio" e "Testo a Fronte" (Partner associati)

 
dopo 


 
arriva in libreria 


Alessandro Piccirillo, GERMANIA – INGHILTERRA E RITORNO. LE FIABE DEI GRIMM: 1812 / 1823 / 1857

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 Lo sapevate che il primo grande successo dei Fratelli Grimm con le loro fiabe non ebbe luogo in germania ma in Inghilterra con l'edizione illustrata a cura di Edgar Taylor?
 
Questa tesi di laurea triennale intende dimostrare da un lato come la prima traduzione inglese delle Fiabe del focolare dei Grimm, realizzata da E. Taylor, abbia influenzato la riscrittura delle fiabe nella forma che possiamo leggere nella seconda edizione, spingendoli a proseguire il labor limae in direzione di ua resa sempre più letteraria, che sarebbe proseguito senza sosta fino al 1857 decretando il successo delle Fiabe anche in Germania. Si prova altresì a sfatare il mito che tende a associare la Fiaba soltanto al mondo dell’infanzia mettendo a confronto le “edizioni – cardine” di alcune fiabe che possono ormai essere ritenute “classici” del canone letterario europeo e analizzando differenze e somiglianze sia sul piano microscopico (lessicale) che su quello macroscopico (struttura della narrazione). Accompagna lo studio di questi fenomeni un repertorio di grafici e la trascrizione di lettere dal carteggio Taylor .
 
 Alessandro Piccirillo si è laureato in Lingue e Letterature Moderne presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della "Sapienza" nel 2013 e attualmente è iscritto alla laurea magistrale presso la stessa università.

Homelands in Translation

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È appena stato pubblicato il volume Homelands in Translation a cura di Stefania De Lucia e Gabriella Sgambati, dalla casa editrice Edizioni di Storia e Letteratura all’interno della collana “Civiltà del Mediterraneo”.

 

Il volume raccoglie i contributi della Summer School tenutasi a Procida (Napoli) nel 2010 nell’ambito del progetto Est (Europe as a Space of Translation - eacea culture 2007-2011).

 

Scarica l’indice qui!.

 

Il volume e i singoli articoli possono essere acquistati anche online:

http://storiaeletteratura.it/civilta-del-mediterraneo-23-24/ 

 

Paul Celan in Italia 2007-2014. Un percorso tra ricerca, arti e media.

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Paul Celan in Italia 2007-2014. Un percorso tra ricerca, arti e media.
 
 
Ricercatori, artisti e poeti italiani si incontrano nel giorno della memoria per confrontare i loro percorsi intorno a Paul Celan negli ultimi 7 anni.
Partecipa anche, nella mattinata del 27, il liceo scientifico Lazzaro Spallanzani di Tivoli con letture e lavori originali degli studenti.
 
 
Sapienza Università di Roma
27-28 gennaio 2014 ore 10.00
Ex vetrerie Sciarra
Aula A 
 
Poeti e traduttori per Paul Celan. Lettura e mostra (INGRESSO SU PRENOTAZIONE FINO A ESAURIMENTO POSTI)
27 gennaio 2014 ore 20.00
Zibaldone di Cose
Via dei Marsi 1/3
 
Nell'ambito del progetto d'Ateneo "Lingue in transito", Sapienza Università di Roma.
 
 
IDEAZIONE
Diletta D’Eredità, Francesca Zimarri

 
COMITATO SCIENTIFICO

FIRB – Storia e mappe digitali della letteratura tedesca in Italia nel Novecento: editoria, campo letterario, interferenza.
Daria Biagi, Franco D’Intino, Stefania De Lucia, Irene Fantappiè, Camilla Miglio
 
COMITATO ORGANIZZATIVO

Ylenia Carola, Diletta D’Eredità, Angela Scrofina, Francesca Zimarri


L'immagine riproduce un quadro di Giosetta Fioroni 

Secondo appuntamento, La terra sonora: il teatro di Peter Handke

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La terra sonora: il teatro di Peter Handke. Lab. di traduzione
a cura di Francesco Fiorentino e Camilla Miglio
 
promotori: Centro Teatro Ateneo, Sapienza Università di Roma, Università Roma Tre – Dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere, Italiano Studi Germanici, Goethe Institut Rom, Istituto Forum austriaco di cultura, Fondazione Roma Europa;con la collaborazione di ScuolaRoma, PAV
 
 
21 gennaio 2014 | ore 15.00-18.00; 22 gennaio 2014 | ore 9.30 – 13.00
 Forum Austriaco di Roma, viale Bruno Buozzi, 113 – Roma
 
21 gennaio 2014: ore 15-18
Teatro e Traduzione.
Discussione con Valentina Valentini, Scuola Roma, studenti delle Università Roma 3 e Sapienza, traduttori.
 
22 gennaio 2014: ore 9,30-13
Reading e discussione con i traduttori
 
Eleonora Bosca, Ylenia Carola, Stefania De Lucia, Diletta D’Eredità, Francesco Fiorentino, Angela Scrofina, Paolo Scotini, Dora Rusciano, Linn Settimi, Silvia Zagarese, Francesca Zimarri
Modera Francesco Fiorentino
 
Il teatro di Peter Handke continua a riservare sorprese anche se sono passati molti anni dai suoi rivoluzionari Sprechstücke. È un teatro che ha per protagonista il linguaggio stesso e rappresenta una sfida in particolare per il traduttore.
Nell'ambito del workshop, un gruppo di studenti e giovani ricercatori presenterà  le versioni italiane dei testi teatrali di Handke non ancora apparse in italiano, interpellando il regista Werner Waas e altri, discutendole insieme in un vero laboratorio, didattico e scientifico.
 
 

Spazio Ekphrasis: Giovanni Di Brino: Quadri Testi_2013

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Giovanni Di Brinogià presente nel Porto di Toledo con sue opere pittoriche e poetiche
affianca le sue tele. come traduzioni iconiche,
a fronte di testi moderni e antichi
 
I 'Limoni' di Eugenio Montale
a fronte di
La luce si fa avara – amara l’anima - Acrilico su tela di Giovanni Di Brino 
 
Socratis Scholastici Ecclesiastica Historia, in Migne, PG 67, col. 768 B, e Suidae Lexicon, ed. A. Adler, IV, Stuttgart 1971, p. 645, 4-12,
a fronte di
Ultime preghiere agli dei pagani - Acrilico, olio, acqua, terra su tela di Giovanni Di Brino

Seneca, Sulla felicità, I, 1
a fronte di
La ricerca della felicità - Acrilico su tela di Giovanni Di Brino
 
Virgilio, Eneide, IV, 641-666,
a fronte di
Didone - olio su tela di Giovanni Di Brino
 

Da "Spiele" ("Giochi") di Ulrike Draesner, traduzione di Irene Fantappiè

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Le seguenti pagine sono tratte dal romanzo di Ulrike Draesner Spiele (München, Luchterhand 2005), ambientato a Monaco durante i giochi olimpici del 1972. La traduzione è di Irene Fantappiè.
 
 
 
Ringraziamo Ulrike Draesner che ha acconsentito alla pubblicazione.
 
 
 

Maurizio Sonnino: Una traduzione pericolosa. L’Aristofane ‘scomparso’ di Michel’Angelo Giacomelli

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Il Porto di Toledo riprende qui un articolo pubblicato da Maurizio Sonnino in "SemRom. Seminari Romani di cultura greca", n.s. I (2012), pp. 95-128.

L'articolo documenta la scoperta di un manoscritto scomparso o occultato, primo volgarizzamento della Lisistrata di Aristofane.  Diverse opere di Aristofane erano state tradotte dal Giacomelli, e tramandate in un manoscritto "d’autore giunto, per vie traverse, nella Biblioteca Capitolare di Toledo (ms. BCT 105-14); com’anche – ma limitatamente alle sole Lisistrata ed Ecclesiazuse – su un suo apografo di poco successivo, che, già dagli inizi del XIX sec., si trovava nella Biblioteca Universitaria di Bologna (ms. BUB 3566). [...] Vero è, però, che, per una serie di strane circostanze che ricostruiremo, entrambi i manoscritti caddero nell’oblio, tanto che, dopo due secoli e mezzo, la traduzione ‘scomparsa’ di Giacomelli attende ancora di vedere la luce. Quel che qui si fornisce, pertanto, è una comunicazione preliminare sull’Aristofane di Giacomelli e sulle vicende, da me ricostruite, di entrambi i mss. BCT 105-14 e BUB 3566; seguita dalla disamina del lavoro giacomelliano, limitata, per ragioni di spazio, a qualche aspetto del primo volgarizzamento (Lisistrata). Leggi l'articolo >>>
 
Uno studio dettagliato e completo sarà, successivamente, premesso all’editio princeps annotata delle quattro traduzioni per cura di chi ha redatto queste stesse note" [M.S.]

Abstract: In the XVIIIth century Michel’Angelo Giacomelli made the first important Italian translation with commentary of four Aristophanic plays (Lysistrata, Ecclesiazusae, Thesmophoriazusae, Frogs), but moral scruples prevented him from editing his work. The Author reconstructs the story of the two forgotten mss. BCT 105-14 and BUB 3566 containing Giacomelli’s work, and gives preliminary information about his forthcoming editio princeps of Giacomelli’s translation.
 
M.S. ha pubblicato per il Porto anche una traduzione in romanesco dell'incipit della Pace di Aristofane.Leggi>>>
 
Maurizio Sonnino (Roma, 1971) è ricercatore di Lingua e Letteratura Greca presso l'Università di Roma 'Sapienza'. Ha studiato il teatro attico del V sec. a.C., con particolare attenzione per i comici greci e per Euripide. Tra i suoi lavori si ricorda l'edizione critica con commento dei frammenti dell'Eretteo di Euripide (M. Sonnino, Euripidis Erechthei quae exstant, Firenze 2010). E' in procinto di pubblicare l'editio princeps di un manoscritto settecentesco contenente la più antica e inedita traduzione di parte del teatro di Aristofane. 

Una voce poetica dalla Libia: Ashur al-Tuwaybi

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Simone Sibilio presenta alcune poesie di uno dei massimi poeti libici contemporanei, Ashur al-Tuwaybi (Etwebi) impegnato nel rilancio culturale del suo paese, dopo i decenni bui del regime di Mu’ammar al-Gheddafi, che aveva soffocato nel terrore ogni voce di dissenso.
 
Al-Tuwaybi è promotore di numerose iniziative culturali sorte con la fine del regime.
È direttore del festival internazionale della poesia di Tripoli, nonché fondatore ed attuale presidente dell’Associazione Arkanù per la letteratura e le arti, basata a Tripoli, e che pubblica l’omonima rivista letteraria dedicata alla poesia araba, ma anche alla traduzione di poesia straniera. Scarica il PDF (traduzioni con testo a fronte)

Diletta D'Eredità. Paul Celan in Italia dal 1956 a oggi: una cronologia ragionata

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PAUL CELAN IN ITALIA*  dal 1956 a oggi  ricostruisce per la prima volta in modo sistematico tempi e modalità del transito dell'opera di  Paul Celan nel sistema letterario e culturale italiano. 

La ricezione estetica di un'opera si inserisce in un processo dinamico legato  agli eventi storici che influiscono sui criteri percettivi (cfr. Jauss, Estetica della ricezione). Così come le letture di un testo possono essere molteplici, la sua  ricezione assume connotazioni diverse a seconda del periodo storico e in relazione agli “agenti” di un campo culturale. A partire dalla Polysystem Theory di Itamar Even-Zohar e dall'idea di "campo" elaborata da Pierre Bourdieu, questo lavoro intende individuare gli "agenti", case editrici, traduttori, studiosi e critici, che hanno reso possibile il transfer della poesia celaniana in Italia.

Il pubblico italiano conosce l'opera di Paul Celan tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60. Si tratta di un periodo di grandi cambiamenti, anni di rinascita caratterizzati dal boom economico e dall'introduzione di nuovi modelli culturali provenienti soprattutto dall'America. In questo periodo compaiono le prime traduzioni di alcune poesie all'interno di riviste, saggi e antologie. Bisogna però aspettare il 1976 per leggere in traduzione italiana un'ampia scelta di poesie di Paul Celan. Pochi anni prima Ladislao Mittner lo aveva definito «il più grande poeta emerso dalla tragedia della seconda guerra mondiale»**.

Sono forse proprio le sue parole a rendere necessaria questa prima traduzione italiana, realizzata per Mondadori da Moshe Kahn e Marcella Bagnasco. Il volume è oggi  fuori catalogo, sostituito ormai dalla pubblicazione dell'intero corpus poetico celaniano in traduzione italiana a cura di Giuseppe Bevilacqua, inserito all'interno della collana I Meridiani della casa editrice Mondadori.

La traduzione è sempre lettura possibile di un testo, il suo prodotto è sempre “altro” rispetto al testo di partenza, ma anche rispetto a se stesso, se considerato nel processo dinamico in continuo cambiamento nel tempo e nello spazio. 

Traduzioni differenti possono mostrare aspetti divergenti di un testo. Come scrive Camilla Miglio «la traduzione, come la lettura, interagisce con lo spazio umano, trasformando memorie culturali statiche in nuove azioni umane. […] Tradurre significa fare attenzione a un lavoro concreto che mette in contatto diacronico memorie umane condensate, facendole reagire e creando qualcosa di nuovo e inaspettato"***.

Negli anni successivi alla pubblicazione del volume curato da Giuseppe Bevilacqua, si riscontra un incremento di interesse verso l'opera di Paul Celan da parte del pubblico italiano; come dimostrato dalle sempre più frequenti pubblicazioni di scambi epistolari, di scritti e di poesie inedite, di saggi che spaziano dalla filosofia alla letteratura e di traduzioni italiane all'interno del web.

Nonostante l'interesse crescente, la sua “literary fame” (Lefevere) è in parte, però, ancora da attestare: c'è chi lo considera un poeta-filosofo, chi un poeta ermetico, chi il massimo esponente della lirica chassidica, chi un francese, chi un tedesco e chi un poeta surrealista rumeno. Altri, invece, anche tra gli studiosi e i lettori più attenti, non lo hanno mai sentito nominare oppure non hanno mai letto un suo componimento. Di fronte alla difficoltà della sua poesia c'è chi ha abbandonato la lettura e chi, invece, ha cercato di “lottare” con/contro il testo, pur di capirlo, sfidando ogni sua oscura resistenza. 

Germanisti, traduttori e filosofi hanno filtrato e influenzato la lettura di Celan in Italia. Il suo linguaggio, spezzato, agghiacciante e innovativo, è stato accolto nelle liriche di alcuni poeti italiani. L’interferenza dei caratteri della sua poetica nelle 
opere di autori a lui successivi apre la ricerca verso sviluppi futuri.
 
 
 
* Tratto dalla tesi di laurea magistrale di Diletta D'Eredità, conseguita il 22 gennaio 2013 presso l'Università di Roma  “Sapienza”. Relatrice Camilla Miglio – Correlatrice Irene Fantappiè.
 
** Ladislao Mittner, Storia della letteratura tedesca, Vol.3, III tomo, Torino: Einaudi 2002, p. 1635. 

*** Cfr. Camilla Miglio, The Vita Activa of Translation, in : Federico Italiano, Michael Rössner (a cura di), Translatio/n. Narration, Media and the Staging of Differences, Bielfeld: transcript Verlag 2012, pp. 94-97.
 
D.D'E. 

Diletta D'Eredità. Paul Celan in Italia dal 1956 a oggi: appendice alla cronologia

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Questa linea del tempo evidenzia le tappe fondamentali della ricezione dell'opera di Paul Celan in Italia dal 1976 a oggi.

Vai alla linea del tempo in PDF realizzata da Diletta D'Eredità.

 Conosciute da un pubblico limitato durante gli anni Cinquanta e Sessanta, le poesie di Celan arrivano nel nostro paese solo alcuni anni dopo la sua scomparsa. Successivamente alla prima pubblicazione di una selezione di poesie, la sua opera entra lentamente nel sistema culturale e letterario italiano.

La storia della sua ricezione giunge oggi a un momento decisivo, caratterizzato da un crescente interesse. Recentemente, le pubblicazioni di materiale sconosciuto, come scambi epistolari, poesie e scritti inediti, si stanno succedendo con ritmo rapido e incalzante, di pari passo alla divulgazione dei testi in tedesco. Nell'arco temporale rappresentato sono stati inoltre inseriti i nomi degli “agenti”, case editrici, traduttori e curatori, che hanno permesso all'opera celaniana di essere traghettata nel nostro paese.