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Sapienza metrica e scatole cinesi: sei poesie di Jan Wagner

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I versi del poeta tedesco Jan Wagner colpiscono innanzitutto per l’ottima fattura ritmica e per l’ampiezza dei riferimenti intertestuali, che vanno dai classici della lirica tedesca ai più giovani poeti inglesi, dalla letteratura alla biologia, dai racconti di viaggio alla fisica sperimentale. Se nei primi testi questi elementi sono spesso inseriti in uno spazio-tempo indefinito, astratto, simile a una cornice bianca che li esalta puramente per quel che sono, nelle ultime due raccolte la sapienza ritmica e la vastità del terreno culturale sono accompagnate da un’ampiezza dell’arco spaziale e temporale: le poesie di Wagner si muovono con grande disinvoltura dalla Germania del XVII secolo fino al nostro tempo, dai continenti ancora inesplorati fino alle confortevoli cucine delle case europee. Traducendo questi testi, dunque, è necessario seguire e riprodurre questi viaggi nel tempo, nello spazio e nei vari saperi – anche quelli che avvengono per mezzo di un congegno minuto di ekphrasis. La sua poesia è costruita per mezzo di connessioni di immagini che, come scatole cinesi, contengono il significato senza esibirlo, e che permettono al lettore di costruire il proprio percorso lasciandosi guidare dalla sorprendente sapienza metrica. Le poesie di Wagner, infatti, sono caratterizzate da un ritmo preciso, stringente, che è la vera ossatura dei suoi versi: la trama ritmica unifica i dettagli del reale. Si tratta di una successione di accenti accurata, estremamente studiata. La difficoltà di chi traduce sta nel riprodurre questo ritmo piuttosto regolare facendolo rimanere una struttura leggera, ovvero senza farlo diventare un passo di marcia. Wagner infatti interrompe la concatenazione degli accenti un attimo prima che il ritmo prenda il sopravvento sul senso; a questo fine usa l’interpunzione e l’enjambement, o semplicemente sorprende il lettore inserendo un accento inaspettato, che rompe la successione. I suoi testi sono manufatti curatissimi con crepe volute, messe ad arte: sta al traduttore rendere questo gioco di regolarità vs. irregolarità. [...]  

PER LEGGERE L'ARTICOLO E LE TRADUZIONI APRIRE IL FILE PDF: http://www.lerotte.net/download/article/articolo-71.pdf

Xarhs Vlavianos tradotto da Marina Pizzo

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Vlavianos è nato a Roma nel 1957. Ha studiato Economia e Filosofia all’Università di Bristol e Scienze politiche e Storia all’Università di Oxford. La sua tesi di dottorato, Greece 1941-1949: From Resistance to Civil War, è stata pubblicata da Macmillan (1992) e ha vinto il “Fafalios Foundation” Prize. Ha pubblicato collezioni di poesia e saggi. Tra le sue collezioni di poesia (riportiamo I titoli delle edizioni in inglese) The Angel of History (1999), in finale per il premio nazionale di poesia. Aformismi sulla poesia e sulla poetica The Other Place (1994). La raccolta di poesie Adieu (1996) è stata tradotta in inglese da David Connolly e pubblicata dalla Birmingham University Press (1998). Un’antologia poetica è stata tradotta in tedesco da Dadi Sideri Speck, in olandese Hero Hokwerda, in italiano da Nicola Crocetti. Una nuova antologia è stata pubblicata da Torsten Israel nel febbraio 2007 da “Hanser Verlag” con una introduzione Joachim Sartorius, in una nuova collana insieme a un volume di Derek Walcott; tradotto in Irlanda da “Dedalus” da Mina Karavanta, introdotto dal poeta Michael Longley. Tradotto anche in francese, spagnolo, portoghese, bulgaro, albanese e svedese. Dell’aprile 2007 la raccolta di saggi Does Poetry Matter? Thoughts on a Useless Art, con grande successo di critica. L’ultimo volume Dopo la fine della bellezza (After the End of Beauty), è apparso nel marzo 2003 e selezionato per il premio nazionale di poesua e per il premio “Diavazo”. Ha tradotto tra gli altri lavori di Walt Whitman, Ezra Pound, Wallace Stevens, Carlo Goldoni, Fernando Pessoa e E. E. Cummings, William Blake, Zbigniew Herbert, ed è stato selezionato per il premio nazionale di Traduzione. Le sue poesie sono state tradotte in un gran numero di lingue tra cui l’italiano (la traduzione di Crocetti è di prossima pubblicazione). Un suo saggio su Dante (“La Divina Commedia come autobiografia poetica”) è stato pubblicato come introduzione alla traduzione greca della biografia di Dante scritta dal Boccaccio. È attualmente professore di Storia e Scienze politiche all’American College of Greece ed insegna Teoria della traduzione al Centro europeo di traduzione. E’ editor della rivista “Poetry”. Per il suo contributo alla diffusione della cultura e letteratura italiana è stato insignito del titolo di Cavaliere nel Febbraio 2005.
É stato editor del Poetry International web site (www.poetryinternational.org ) fino al 2005.

(Foto Marina Pizzo, Grecia)

 

 

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