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Sito realizzato con il patrocinio del Dipartimento di Studi Comparati - Università degli studi di Napoli "l'Orientale" e del dipartimento di Studi Europei e interculturali dell'Università di Roma "La Sapienza"

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Europe as a Space of Translation
Vivere e scrivere tra le lingue
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Incontri linguistici e metamorfosi: mobili a Istanbul, parenti ad Adana

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Si propongono qui traduzioni di alcune poesie di Tawada Yoko, raccolte nel libro Aber die Mandarinen müssen heute abend noch geraubt werden, Tübingen: Konkursbuch Verlag Claudia Gehrke, 1997.   

Ancora una volta Tawada dà vita a nuovi spazi in cui si muovono e si intrecciano lingue diverse. Si tratta di spazi aperti continuamente trasformati dalla Sprachbewegung - movimento metafmorfico del linguaggio.

per leggere le poesie e le traduzioni apri PDF

http://www.lerotte.net/download/article/articolo-82.pdf

 

A. Anedda, M. G. Calandrone, L. Neri riscrivono Hafez

Hafez, Il poeta persiano che ispirò il Divano occidentale-orientale di Goethe, continua a riscriversi nella poesia italiana contemporanea.

Challenging Exile, on translating a "political" poem by Esmail Khoi

22.09.2008

Formato pdf

Autore: Samad Alavi translates Esmail Khoi

A translation of Esmail Khoi's "Yek Chehre az Sa'id" from Persian to English. In the introduction, the translator discusses the poetics and politics of both the original poem and its translation.

 

Le rotte seguite da questo scritto

Qual è la linea di confine tra l'impegno prettamente letterario e l'impegno politico? E' questa la principale domanda che si pone lo studioso Samad Alavi, traducendo in inglese una poesia dell'autore iraniano Esmail Khoi, da vari anni in esilio.

Esmail Khoi dedica la poesia A portrait of Saeed (Yek chehre az Saeed) al poeta Saeed Soltanpour, messo a morte a Tehran all'indomani della Rivoluzione Islamica, il 21 giugno 1981.

Samad Alavi lavora in modo serrato con il testo a fronte, riflettendo acutamente su ogni propria di traduzione, in un corpo a corpo con il testo che recupera ciò che nella censura si perde, che sia censura di carta strappata o di corpo condannato:

"Execution is the most definitive form of violence through which a state exercisesits authority. For the executed individual, the punishment carries no corrective or redemptive value and offers no possibility for reform. The “offender” can neither regain entry into the offended society or political order nor seek its pardon. Thus, execution attempts a severe and permanent exclusion; its victims become the physical embodiment of that which the state forbids to exist."