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Sito realizzato con il patrocinio del Dipartimento di Studi Comparati - Università degli studi di Napoli "l'Orientale" e del dipartimento di Studi Europei e interculturali dell'Università di Roma "La Sapienza"

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Europe as a Space of Translation
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"Yoneko's Earthquake" di Hisaye Yamamoto

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Nicolangelo Becce traduce un racconto della  scrittrice nippoamericana Hisaye Yamamoto: "Yoneko's Earthquake" (1951).

"Yoneko's Earthquake" è il 'terremoto', il dramma del cambiamento culturale di Yoneko, una ragazza nippoamericana di seconda generazione che cresce con i propri genitori giapponesi in un’America percepita come diversa e poco ospitale.

 Immagine della copertina di "Seventeen Syllables". Fonte: http://reader2.com/kerplooey/?skip=&style=blocks&perpage=60&sort=date

Oltre la traduzione: una proposta

foto articolo

Ci sono romanzi, in tutte le culture e in ogni tempo, (e a prescindere dalla tradizione e dal Canone) che presentano particolari qualità di ‘icona’ della cultura che li ha generati.

Jornada de África (1989) del portoghese Manuel Alegre può essere considerata un’opera ‘icona’, afferma Iaia De Marco che ne ha realizzato la traduzione. In quest'articolo la traduttrice si sofferma sulle difficoltà di traduzione del testo e ci propone interessanti soluzioni per poter godere della versione italiana di questo romanzo.

 - English -

Beyond translation:

a proposal

In any time we can detect poems, romances, novels and so on, that work as icons of their own cultures. Jornada de África, witten 1989 by the Portuguese writer Manuel Alegre, is such an “icon”. My work would demonstrate why and for which reasons it deserves a special translational treatment. I try to propose and solve some questions in order to enjoy the italian version of this novel.

Maddalena Crippa legge Celan all'Auditorium di Roma. Introduce Camilla Miglio

16.04.2009

Autore: Camilla Miglio

Fondazione Musica per Roma presenta
Maddalena Crippa legge Celan
Introduzione di Camilla Miglio

GIOVEDì 16 APRILE 2009, AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

TEATRO STUDIO ORE 21

http://www.auditorium.com/eventi/4937566

 

 

Le rotte seguite da questo scritto

LE LINGUE DELLA POESIA 

Conversazioni a cura di 
Valerio Magrelli

Dopo il grande successo riscosso da Tra Musica e Poesia nella passata stagione, Musica per Roma torna ad occuparsi di versi con Le lingue della poesia, sei serate dedicate ad altrettanti grandi autori europei vissuti tra la fine dell’Ottocento e il Novecento. Da gennaio a giugno 2009, un incontro al mese per conoscere un repertorio di straordinaria bellezza e apprezzare la voce della poesia.
La lettura dei testi sarà affidata a grandi attori, artisti provenienti dal teatro e dal cinema. Tutti gli appuntamenti saranno preceduti da un’introduzione di Valerio Magrelli affiancato, ogni volta, da un critico letterario.
Organizzati in forma di conversazione introduttiva alla lettura vera e propria, gli incontri dureranno circa quaranta minuti ciascuno. Insieme a Valerio Magrelli, ognuno degli studiosi invitati presenterà alcune composizioni degli autori scelti. Si partirà dalla lettura dell’originale, per passare al commento della traduzione, anche attraverso l’esame di versioni alternative.
L’iniziativa vuole evitare tanto le secche dello specialismo, quanto i naufragi del dilettantismo, per dare agli spettatori non solo la possibilità di conoscere alcuni fra i classici della poesia europea, ma anche quella di scendere nel vivo dell’officina linguistica, in uno spazio troppe volte ignorato dai lettori. Sarà insomma l’occasione giusta per affrontare una vera e propria visita guidata nella sala macchine della composizione poetica.


Maddalena Crippa legge Celan

introduzione di
Camilla Miglio

Paul Celan nacque nel 1920 a Czernowitz-Cernauti, in Bucovina, una enclave multilinguistica, già austroungarica, poi romena e oggi ucraina. Dopo la guerra, scelse la strada dell’esilio, prima a Bucarest e Vienna, poi a Parigi, continuando però a scrivere in tedesco, lingua-madre e lingua degli aguzzini nazisti. Morì suicida nella Senna nell’aprile del 1970. Il suo sguardo di poeta si fissa nella memoria: la cultura ebraica, la patria orientale perduta, la madre morta nella deportazione, la Shoah. Vivere e scrivere tra diversi poli culturali, vivere e scrivere tra molte lingue diventa per Celan un tradursi continuo: la vita è testo a fronte della scrittura, e viceversa. Ma c’è di più: egli tradusse poesia da nove lingue diverse, quasi a voler ricomporre attraverso il dialogo con altri autori la propria identità ferita dal trauma postbellico. Celan pone una domanda insieme storica e filosofica: è possibile esprimere in forma poetica la violenza e la morte vissute nei campi? Frammenti di lessico provenienti dalle scienze naturali, dai testi sapienziali e cabalistici, dalle tradizioni dell’ebraismo orientale e dalle traduzioni della grande poesia occidentale, convergono nei suoi testi alla ricerca di questa disperata risposta.