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Archivio del Novecento. Ludmilla di Siegfried Lenz tradotto da Alba M. Aronica

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Il racconto Ludmilla mostra il cauto avvicinamento tra lo scrittore amburghese Boretius e la russa d’origine tedesche Ludmilla Fiedler. Quest’ultima, che è cresciuta nelle foreste della Siberia, si imbatte nella lontana Germania in un modo di vivere che le è del tutto estraneo. Quando scopre per caso che Boretius detraeva dalle tasse ogni regalo che le faceva, Ludmilla, delusa e disillusa, si congeda da lui definitivamente. La fine di questa relazione coglie di sorpresa sia il lettore sia gli eroi. Calcolo e ingenuità non possono andare d’accordo. Con grande delicatezza psicologica l’autore ha saputo sottolineare il dislivello tra le culture in modo discreto ma incisivo. Siegfried Lenz descrive minuziosamente il comportamento dei suoi eroi, coglie con precisione l’intreccio delle situazioni e concentra in modo brillante cose e situazioni in piccoli spazi con una particolare, rara intensità.

(Immagine Isaak Ilijc Lewitan  [1860-1900], Sera sul Volga, olio su tela)

 

Thorsten Becker, Das Ewige Haus/ La casa eterna, traduzione di Monica Lumachi

09.10.2009

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Autore:

Presentiamo qui la traduzione di alcune pagine del romanzo di Thorsten Becker, Das ewige Haus (Rowohlt 2009), che lo scrittore ha letto in anteprima a Napoli in occasione del consueto appuntamento con i borsisti di Villa Massimo -  «Neapolitanische Lesungen / Letture Napoletane» - del dicembre 2008. 

dowload http://www.lerotte.net/download/article/articolo-142.pdf

 
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Thorsten Becker è nato nel 1958 a Oberlahnstein, ma è cresciuto a Colonia. Dopo aver frequentato l’accademia di recitazione a Vienna, studia filosofia e storia a Berlino, in seguito lavora come attore e assistente di regia presso teatri di Colonia, Stoccarda e Bochum. Nel 1990 riceve il Premio Grinzane Cavour con L’ostaggio (tit. originale Die Burgschaft, traduzione di Giovanna Cermelli, Milano, Serra e Riva 1989). Oggi vive a Berlino, ed è autore di numerosi saggi, romanzi, prose brevi autobiografiche nonché di traduzioni dal francese.


Das Ewige Haus

Romanzo nel romanzo, il libro di Becker si apre con una premessa, datata 31.10.1943, di Wolfgang von Wolzogen, l’io narrante. Ex pilota Luftwaffe e attore di teatro, adesso disertore e fuoriuscito dalla Germania nazista, von Wolzogen ha ricevuto infatti da Erich Weinert il compito di curare l’edizione del romanzo postumo intitolato Das Ewige Haus di Gisbert Gutsche, suo amico. Il romanzo tratta della vita di Martin Lutero, dei suoi rapporti con Melantone, con Thomas Müntzer, ma soprattutto del suo matrimonio con Katharina von Bora. L’ordine da Mosca tuttavia, è quello di sottolineare il profilo di martire antinazista dell’autore. Gutsche infatti, studente di teologia, figlio di un pastore protestante, romanziere e autore di teatro, si era suicidato nel dicembre del ‘42  assieme alla moglie e ad una delle due figlie adottive (di origini ebraiche), perché convinto di non poterle salvare dalla deportazione. L’evento aveva avuto luogo subito dopo la prima teatrale del suo dramma Katte (tratto da un precedente romanzo su Federico Guglielmo I, il Re Soldato), allestita al teatro di Potsdam per volere di Göring e dove aveva recitato lo stesso Wolzogen. Mentre scrive, Wolzogen si trova a Alma Ata con l’alta figlia adottiva di Gutsche, Iris, sopravvissuta al dramma.