Patrocinio
Sito realizzato con il patrocinio del Dipartimento di Studi Comparati - Università degli studi di Napoli "l'Orientale" e del dipartimento di Studi Europei e interculturali dell'Università di Roma "La Sapienza"Le Rotte
Cerca
Due lingue in una voce sola: Ungaretti tradotto da Bachmann e Domin
Poets translating other poets working at a new poetic language.
Giuseppe Ungaretti translated into German by the Austrian poet Ingeborg Bachmann.
This study analyses the translations of the poems “Sono una creatura” (1916), “Canto beduino” (1932) and “Soldati” (1918), comparing the latter poem with another translation by the German poet Hilde Domin.
scarica pdf
Antonella Anedda, Autotraduzione. Dedicato a Bill Viola
Perchè un autore si riscrive in altra lingua?
Scopre la propria lingua da un altro capo. Si guarda da fuori. Si guarda di lato. Si legge in uno schermo?
Report da Vienna - Erich Fried Tagung. Un simposio e un premio
11.12.2007
Autore: Valeria Morra
10. Erich Fried Tage
22 - 25 Novembre 2007
Mit den Worten des Anderen - Con le parole dell'altro.
Valeria Morra è andata a Vienna a seguire i lavori del simposio sulla traduzione dedicato dal Literaturhaus a Erich Fried.
E' stata inoltre l'occasione per conferire il Premio Erich Fried, che quest'anno è andato a Peter Waterhouse
Le rotte seguite da questo scritto
- Jeder Dichtererfolg ist ein Zeichen, woraus man auf die Konstitution der Zeit schließen kann.
Robert Musil - Das Übersetzen großer Dichtungen ist unmöglich und sehr nützlich
Erich Fried
Vienna, dal 22 al 25 novembre si rende omaggio al poeta e traduttore Erich Fried con tre giorni di incontri e dibattiti dedicati alla traduzione. Al simposio prendono parte autori e traduttori di diversa provenienza e formazione e che si occupano di svariati ambiti culturali (tra cui Sverre Dahl, Karin Fleischanderl, Peter Borkovec, Shelly Frisch, Frank Günter, Zsuzsanna Gahse, Ilma Rakusa, ecc.). Tras-portare in un’altra lingua le particolarità culturali e le qualità artistiche che l’opera porta con se ed ha in se è un arduo compito, non sempre realizzabile o realizzato. Lost in traslation, dice Christa Schuenke: “in una traduzione si perde sempre qualcosa”.
Avere un talento linguistico non assicura quella vena artistica in grado di creare una traduzione, e una buona traduzione non è detto che sia congeniale. Come mostra ad esempio la difficoltà incontrata da Shelley Frisch nel tradurre il termine Übermenschen di Nietzsche in inglese: overman, superman? La traduzione sarebbe linguisticamente corretta ma assumerebbe tutt’altro significato, riportando immediatamente alla mente per associazione di idee il personaggio ormai leggendario dei fumetti e del cinema.
I traduttori letterari sono ancora impegnati nel rivedere e ri-tracciare quegli “antichi” confini tra fedeltà all’opera e versione libera. Si discute sui problemi stilistici e sull’incontro/scontro del proprio stile con quello dell’originale: l’originale finisce per coprire la propria voce o è il proprio modo di scrivere che entra in conflitto con il testo originale.
E le nuove traduzioni? Le nuove traduzioni delle opere della letteratura mondiale, dei cosiddetti “grandi”, immancabilmente paragonate ai modelli già accreditati e acclamati, sono un’impresa ancor più difficile; due sono le strade che si aprono: i traduttori possono usare gli esperti come guida o procedere con versioni libere, e inoltre, possono cercare di moderinizzare il testo o rispettare i cronotopi temporali. Ad esempio Christa Schuenke ha tradotto Jonathan Swift ricostruendo il linguaggio del XVIII secolo, cercando di trovare in tedesco termini affini e con lo stesso valore temporale. E la posizione degli editori? Anche la posizione degli editori viene presa in esame: pubblicare ri-traduzioni di opere classiche determina una grande difficoltà di scelta da operare. Ma ciò che non va dimenticato, ma anzi sottolineato, è che il concetto di Weltliteratur sarebbe un concetto vuoto, privo di senso, se non ci fossero i traduttori. Punto di partenza è quindi accettare l’idea che una traduzione non potrà mai essere identica all’originale.
Quando si dice “pensiamo se l’autore avesse scritto nella nostra lingua"... a questa domanda risponde Frank Günther: “se Shakespeare avesse scritto in tedesco oggi sorgerebbero problemi simili per gli inglesi ad esempio”.
A chiudere il simposio è Peter Waterhouse al quale viene conferito il premio letterario Erich Fried 2007 da “die Internazionale Erich Fried Gesellschaft für Sprache und Literatur”. Traduttore dall’inglese e dall’italiano, autore bilingue, di madre austriaca e padre inglese, Waterhouse, è entrato con pieno diritto nella tradizione delle riflessioni sulla lingua: Menz ist der Versuch, aus einer sprachlichen Verstrickung herauszutreten.



