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Da Eurozine: Quelques remarques sur la traduction des textes de la théorie littéraire française en Slovaquie

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Les textes de la théorie et de la critique littéraire françaises des années 1960 et 1970 (Roland Barthes, Paul Ricoeur, Gérard Genette et autres) sont devenus des "classiques", ...  Or, ces textes commencent à être plus systématiquement traduits en Europe centrale, notamment en Slovaquie, depuis seulement une dizaine d'années ; plus exactement depuis la fin des années 90. Il se produit donc une situation assez curieuse : ces textes ou les synthèses sur ceux-ci – qui ont joué un rôle important voire presque" révolutionnaire " dans la pensée critique des années 1960-1980 –, se retrouvent souvent pour la première fois dans un autre espace culturel avec un décalage de plusieurs décennies.ques " en France et en Europe occidentale

                                                Jana Truhlarova

Antonella Anedda su e da Ann Carson, sul tradurre letteratura. Una Mesopotamia interiore

14.04.2008

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Autore: Antonella Anedda

Una nuova, rimeditata versione del saggio di Antonella Anedda sul tradurre poesia e letteratura.
“Oh dad, it’s been hard.” E’ la frase che il poeta Mark Strand nel testo Traduzione, attribuisce al figlio di quattro anni intento a tradurre Palazzeschi. Anche noi, traducendo, ripetiamo come questo bambino: è stata dura. E’ dura anche scrivere della traduzione. Avanziamo storditi dalle possibilità. Inghiottiamo immagini, metafore: la testa del poeta mozzata sul piatto di Nabokov si sovrappone a quella di Caronte che trasporta morti.
Queste righe nascono dal desiderio di riflettere ancora e di nuovo sulla traduzione, come ripetizione, come richiesta ulteriore al testo, anche sulla spinta del pensiero che attraversa il recente libro di Camilla Miglio dedicato alla poesia e alle traduzioni di Paul Celan. (3). In ogni ripetizione infatti si nasconde una possibilità. Qualcosa sfugge in avanti, qualcosa risponde a chi ripete

 
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