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Sito realizzato con il patrocinio del Dipartimento di Studi Comparati - Università degli studi di Napoli "l'Orientale" e del dipartimento di Studi Europei e interculturali dell'Università di Roma "La Sapienza"

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Maria Arpaia: Dal testo al corpo sulla scena. La Danza delle Baccanti

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Maria Arpaia parte dall’analisi della componente scenica dei testi drammatici greci, per fermarsi in particolare  sulle Baccanti di Euripide, mettendone infine la resa scenica in relazione con le forme “di invasamento bacchico” della danza delle tarantolate del Sud Italia, descritta e analizzata nelle sue valenze mitico-rituali dall’etnologo Ernesto De Martino.

leggi l'articolo http://www.lerotte.net/download/article/articolo-146.pdf

 

Maria Arpaia ha studiato lettere classiche presso l'Università di Napoli, L'Orientale, dove si è anche specializzata (SICSI). Ha insegnato latino e greco nei licei e attualmente è dottoranda in Letterature Comparate presso L'Università di Napoli, L'Orientale.

La traduzione di The Merchant of Venice in swahili: viaggio di lingua e di ideologia

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This paper tries to describe the process that led to the translation of Shakespeare’s work, The Merchant of Venice into swahili, both from a practical and an ideological point of view.
The translated text appeared in postcolonial Tanzania during a period of great indoctrination of socialist ideas. Because of this it will be important to comprehend the transformation and, in particular, the re-examination of the text in a new context looking at how the extra-textual reality has become artistic material, essential to the resignification.
The research is aimed at pointing out poetological and ideological shifts, stressing how and to what extent the source text has been assimilated and  re-interpreted.
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Laura Bocci: Scrivere di seconda mano. Riscrivere la letteratura

14.04.2008

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Autore: Laura Bocci

"Che cosa fa realmente chi traduce letteratura? Che cosa è in sostanza la traduzione letteraria? Una forma, o piuttosto una ‘poetica’? - come di recente è stata definita, proprio per la sua capacità di riflettere continuamente su se stessa, sul proprio senso, sul proprio fare? E qual è il suo vero spazio letterario? Il traduttore letterario è o no il ‘secondo autore’,  la ‘seconda mano’? -  colui, o molto più spesso colei, che di fatto ‘riscrive la letteratura’, facendosi carico del rischio insito nel passaggio e assumendosi la responsabilità del compromesso implicito in questa operazione? Oppure è solo un “vile”- come ironicamente lo ‘provoco’ nel mio Di seconda mano (DSM): uno che vuole solo nascondersi dentro la pagina presa in prestito da un altro,  dal “vero scrittore”? E ancora: in che modo l’umile pratica artigianale e quotidiana di chi traduce, spesso per guadagnarsi da vivere, può confrontarsi con l’immenso apparato teorico che negli ultimi vent’anni è andato accumulandosi – aggiungendosi dunque alle teorie “classiche” - sul problema del tradurre, e del tradurre letteratura in particolare?"

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http://www.lerotte.net/download/article/articolo-78.pdf

 

 

 
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[Deutsche Zusammenfassung]

Laura Bocci: Second-Hand-Schreiben. Literatur wieder-schreiben.
 
Der Aufsatz setzt sich mit verschiedenen Fragen zur Problematik des Übersetzens und der Übersetzung auseinander: Was tut wirklich der/die jenige, der/die literarische Texte übersetzt? Was bedeutet eigentlich die Bezeichnung ‚literarische Übersetzung?” Bezieht sie sich auf eine Form, oder meint sie eher eine Poetik? Und ist der literarische Übersetzer wirklich der ‚zweite Autor“, die so gennante„zweite Hand“? Oder ist er nur ein „Feigling“, wie die Autorin ironischerweise schreibt, der sich bloss hinter den von einem anderen, ‚wirklichen’ Autor geschriebenen Seiten verstecken will? Und weiter: Wie kann man die alltägliche Praxis mit den theoretischen Überlegungen zur Übersetzungstheorie, die  in den letzten zwanzig Jahren formuliert worden sind, verbinden und damit ergänzen?