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Sito realizzato con il patrocinio del Dipartimento di Studi Comparati - Università degli studi di Napoli "l'Orientale" e del dipartimento di Studi Europei e interculturali dell'Università di Roma "La Sapienza"Le Rotte
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Traduzione comparata. Isaia I, 1-9: Lutero e Buber-Rosenzweig.
Questo studio nasce nella più ampia cornice di un seminario diretto dal Prof. Riccardo Maisano, durante il quale studiosi e studenti si sono confrontati con un medesimo passo veterotestamentario e con le sue più diverse traduzioni (greco, latino, serbo, croato, romeno, tedesco, la versione di Qumran) nonchè con i principali commenti (da Giovanni Crisostomo a S. Girolamo ai commentatori slavi).L'articolo qui riprodotto mette a confronto "l'assillo della chiarezza" che dirige l'approccio interpretativo e chiarificatore di Lutero e l'ermeneutica di ascolto del corpo sonoro del testo che informa di sé la traduzione novecentesca di Buber e Rosenzweig.
Cfr. Riccardo Maisano e Viviana Mangogna (a cura di), Seminario interdisciplinare sul libro del Profeta Isaia, Università di Napoli, L'Orientale (Il Torcoliere), Napoli 2007, ISBN 88-88980-18-0
Seminario interculturale alla « Sapienza» : «La lettura degli altri» 2-4 maggio 2012
Antonella Anedda traduce il Sonetto 73 di Shakespeare in sardo.
ABSTRACT EN
Antonella Anedda traduce in sardo, una lingua molto vicina al latino, sintetica come e più dell'inglese, uno dei sonetti più famosi e interpretati di William Shakespeare. La traduzione è interpretazione 'a levare', e pare uno sbozzare di marmi.
APRI pdf http://www.lerotte.net/download/article/articolo-96.pdf
Le rotte seguite da questo scritto
Abstract EN
Antonella Anedda translates Shakespeare's Sonnet 72 into Sardinia's very own language, which is synthetic in nature and structure as well as similar to its latin root. The result is a strong and dramatic interpretation of time, love and nature in a sort of new rocky and yet sublime expression.
Antonella sarà presente il 24 novembre 2010 al festival della Traduzioen di Napoli www.estranslation.net
Il sardo come il latino è una lingua sintetica. Le scelte di questa traduzione obbediscono a questa esigenza. Altre decisioni sono invece più personali ma tendono comunque a inasprire piuttosto che addolcire. Per es. “Bare ruin’d choirs”= nudo nuraghe= spazio spoglio e antico.
Così: …late the sweet bird sang = piangeva e non cantava con soppressione per esigenze metriche di “late”.
Anche “…black night does take away” è stato prosciugato in “occhiret”: uccide.
“Umbra d’eternu meo riposo” accoglie il concetto di “Death’s second self” che sigilla tutto nel riposo.
A. A.




