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Sito realizzato con il patrocinio del Dipartimento di Studi Comparati - Università degli studi di Napoli "l'Orientale" e del dipartimento di Studi Europei e interculturali dell'Università di Roma "La Sapienza"

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Europe as a Space of Translation
Vivere e scrivere tra le lingue
Progetto Biennale EU

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In un' intima distanza: un saggio/racconto di Laura Bocci

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..."Lui se ne sta lì da sempre: nato da secoli o solo ieri, nel suo essere compiuto, finito, a suo modo perfetto, pronto a sfidare o a catturare  qualsiasi uomo o donna che cada nel suo cerchio magico, nella sua immutabilità, nella sua forma raggiunta, nella sua resistenza alle epoche e al cambiamento rappresenta per definizione la norma anche se è al di fuori di ogni norma, lo standard anche se è al di fuori di ogni standard. Lui è il già dato, il canone, l’esistente, anzi l’Essere stesso. Lui, il testo letterario, il mio potente avversario, il mio Gegner, colui che mi sta di fronte e contro al tempo stesso; al quale continuamente mi avvicino e dal quale mi allontano come nel movimento ossessivo delle onde sulla riva; lui, al quale mi legano avversione per paura e attrazione per passione, dal quale sono attirata e respinta, così come sempre si attraggono e si respingono i contrari"...

 

(Immagine copertina del primo romanzo di Laura Bocci)

Michele Ranchetti "Über sich selbst/ Su se stesso".

"Ha insegnato molto e non ha imparato niente. Ho immaginato questo mio necrologio già alcuni anni fa. E credo che sia vero a distanza di anni. È vero, mi sembra, nel senso che l’apprendimento, nel modo tradizionale, di acquisizione di nozioni, di fatti, di date, di esperienze, che caratterizza ogni esistenza (e in parte anche la mia) e corrisponde a una crescita, a un itinerario verso una certezza o almeno una persuasione conoscitiva, estetica, morale, religiosa, si è sempre accompagnato in me, spesso scontrato, con una sorta di deposito originario rimasto immutato, direi intangibile, in larga misura, inconscio. Ed è a questo deposito non dottrinale, né esperienziale, che fa riferimento, meglio, che attinge ogni mia forma di espressione: poetica, artistica, musicale, ma anche ogni idea, filosofica o religiosa (per quanto possa apparire una contraddizione in termini) [...] Quanto a Wittgenstein, mi sono accostato al suo proposito, che non è unicamente morale, di divenire un uomo decente forse solo per poter dire con lui, alla fine della mia esistenza di “aver avuto una vita felice”.
Dire agli altri, ai rimasti, forse più che a me stesso… ."  (Michele Ranchetti)

Schede e letture critiche dal mondo

Una lettura di "Con la lingua, contro la lingua: Sulla scrittura di Terézia Mora"

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Claudia Tatasciore’s study analyses the deterritoralisation of language in Terézia Mora’s collected stories Seltsame Materie and novel Alle Tage.

Come all'estero si traduce "Il caso Italia"

Articolo interessante di Franz Haas apparso sulla NZZ e tradotto dal sito http://italiadallestero.info/

Franz Haas (Austria 1955) dal 1985 ha lavorato alle università di Bari, Napoli (“L’Orientale”), Roma, Udine; professore associato dal 1992, all’università di Milano dal 1997; insegna Letteratura tedesca contemporanea e scrive come critico letterario per varie testate di lingua italiana e tedesca, soprattutto per la “Neue Zürcher Zeitung“. Nelle sue ricerche si occupa prevalentemente di letteratura di lingua tedesca del Novecento, in particolare di letteratura austriaca contemporanea e di letterature comparate.

Biennale e Festival della Traduzione. Europe as a Space of Translation

Il Festival della Traduzione si svolgerà a Napoli dal 22 al 29 novembre 2010. Momento culminante di un progetto biennale itinerante, sarà un evento di rilievo internazionale ma anche un modo per proporre la traduzione (nel suo senso più generale, tra musica, teatro, cinema, fumetto e letteratura).

scarica brochure informativa    http://www.lerotte.net/download/article/articolo-124.pdf

Segretaria organizzativa

biennaletraduzione@gmail.com

Camilla Balsamo

balmilla@gmail.com

320 04 57 474

 

Mahmud Darwish, Oltre l'ultimo cielo. Recensione di Marina Pizzo

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Mahmud Darwish: Oltre l’ultimo cielo. La Palestina come metafora, Epoché, Milano 2007. Traduzioni dal francese di Gaia Amaducci e Maria Nadotti; dall’arabo di Elisabetta Bartuli.

This book reveals in a sensational way Darwish’ latest poetic thought. To follow and understand it we try to watch beyond the “palestinian poet” Mahmud Darwish and follow the “poet” Mahmud Darwish. Poetry enters metaphorically a new dimension, where the individual experience longs for its universal expression, and exile becomes a creative condition, so deep that the poet will take it always in himself, even to his first home: no victory, no peaceful rest is granted to this soul which in the defeat, in its silent speech, finds its reason for existence.

(Marina Pizzo)

Scheda: Remo Ceserani, Il testo poetico

Un agile compendio con antologia per chi voglia cominciare a confrontarsi con la nozione di testo poetico.

PER LEGGERE APRI PDF

http://www.lerotte.net/download/article/articolo-84.pdf

Scheda: Letteratura tedesca postcoloniale in Namibia

Quando si parla di letteratura post-coloniale tedesca, ci si riferisce all’attività letteraria in lingua tedesca sviluppatasi con la fine della colonizzazione, avvenuta durante la I Guerra Mondiale, in Namibia, paese dell’Africa sud-occidentale e appunto ex colonia della Germania. Il periodo della colonizzazione tedesca in Namibia non è stato particolarmente lungo, ma evidentemente foriero di conseguenze. Ne scrive Thomas Keil in Die postkoloniale deutsche Literatur in Namibia (1920 – 2000), Literaturwissenschaftliches Institut der Universität Stuttgart, 2003

 

Un libro di Eva Hoffman sulla traduzione e trasmissione del dolore.

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Dopo il romanzo Lost in Translation. A Life in a New Language, Penguin New York 1994 (in ital. "Come si dice", Donzelli Roma 1995, Dopo Shtetl (Mariner Books 1997, in ital. Einaudi Torino 2001), Eva Hoffman scrive un saggio sulla traduzione e trasmissione del trauma della Shoah, dalla generazione dei protagonisti degli eventi a quella dei figli, spesso emigrati con le famiglie in nuovi contesti culturali e linguistici: After Such Knowledge (Public Affairs New York 2004). Una versione ridotta di questo articolo, in forma di scheda su After Such Knowledge è pubblicata nella rubrica 'Cercasi editore' della rivista pl.it Rassegna di Argomenti Polacchi, n. 2 (2008)

 

Scheda: Harald Weinrich, La lingua bugiarda, il Mulino, Bologna 2007

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 Le parole sono in grado di nascondere ciò che l’ uomo in realtà pensa? Weinrich risponde in questo modo: l'inganno non è nelle parole, ma nell’ uso che ne fa l’ uomo.

Un lungo e arduo lavoro di analisi e riflessione; un excursus linguistico, filosofico, religioso e politico da Agostino ai terribili inganni della lingua assassina di Hitler.
         

Scheda: Erri De Luca, Una nuvola come tappeto, Feltrinelli, Milano 1991

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De Luca dialoga col testo come i personaggi biblici fanno col Signore, propone una lettura, gioca con le parole, con i sensi, lascia anch’egli la sua impronta agli angoli delle pagine di un testo che da millenni viene sfogliato e studiato. E lo fa conscio della pregnanza del testo, ma anche con l’ingenua semplicità di chi attinge al sacro al tempo stesso con  sensibilità e talento intellettuale e, ascoltando l’eco delle parole, fa rimare Sacro con Antico. Scrive su ciò che ha letto e così aggiunge filo alla trama della narrazione, rimane nel testo.

(foto di Gabriella Sgambati - Stoccarda -)