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Sito realizzato con il patrocinio del Dipartimento di Studi Comparati - Università degli studi di Napoli "l'Orientale" e del dipartimento di Studi Europei e interculturali dell'Università di Roma "La Sapienza"Le Rotte
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Dalla rivista on line BABELMED. Ancora su Darwish
A very interesting article on Mahmoud Darwish, from the on line magazine Babelmed.
Gelobt seist du, Niemand
Enza Dammiano's study is focused on the analysis of the Bible re-writing in the Jewish poet Paul Celan, whose poetry continually faces with God’s figure. The collection Die Niemandsrose is one of the most intensive moments of struggle with biblical themes and features: this study aims at examining the lyric deconstruction of biblical elements.
Orienti e Occidenti
Homelands in Translation
Faglie tra Africa e Europa: Euphrase Kezilahabi e Ingeborg Bachmann
Gelobt seist du, Niemand
Enza Dammiano's study is focused on the analysis of the Bible re-writing in the Jewish poet Paul Celan, whose poetry continually faces with God’s figure. The collection Die Niemandsrose is one of the most intensive moments of struggle with biblical themes and features: this study aims at examining the lyric deconstruction of biblical elements.
"Quando il Demone fuggi, l'Angelo apparve" - Poesia persiana e sovversione
Quando il Demone Fuggì l'Angelo Apparve - Poesia persiana e sovversione
Domenico Ingenito è intervistato sul valore eversivo della poesia persiana classica.
Intervista a cura di Farian Sabahi per la Radio Svizzera. Introduzione e traduzioni a cura di Domenico Ingenito.
http://www.fileden.com/files/2010/4/24/2838230//domenicoingenito.mp3
Joan Vinyoli - Libro dell'Amico
Domenico Ingenito traduce dal catalano il Libro dell'Amico di Joan Vinyoli:
"Le poesie di questo libro furono scritte tra il 1955 e il 1959. Sono il correlato oggettivo verbale di un lungo processo d'interiorizzazione. Hanno significato un'immersione nelle acque più profonde della poesia e della vita. Poesia, questa, che porta in sé un linguaggio indiretto, allusivo. Il vissuto che intende trascrivere esige che i versi si pieghino quanto più possibile al loro stesso movimento. Ed è questo il movimento custodito dal canto. Se vent'anni fa questo testo poteva sembrarmi insolito, adesso mi pare perfettamente attuale nel complesso tessuto della poesia contemporanea."
J.V.
http://www.lerotte.net/download/article/articolo-160.pdf
Joan Vinyoli i Pladevall (Barcellona 1914 – 1984), poeta e traduttore di Rilke in catalano. Vincitore di numerosi premi, la sua poetica è caratterizzata da una forte oscillazione tra le rotte del sacro e l’abbandono alle forme materiali dell’esperienza mondana. Rielabora la tradizione mistica romanza medievale trasportandola in catalano tramite il filtro dell’espressionismo tedesco. Il Llibre d’amic, di cui qui si propone una traduzione in italiano, è liberamente ispirato al Llibre d’Amic e Amat dagli accesi toni erotico-spirituali del maiorchino Ramon Llull (secolo XIV).
Ulrike Draesner, damasco, manovra. da viaggio obliquo, Lavieri 2010
E' in libreria il volume di Ulrike Draesner, viaggio obliquo (poesie 1995-2009), a cura di Camilla Miglio e Theresia Prammer, Traduzioni di Alessandro Baldacci, Alberto Destro, Camilla Miglio, Theresia Prammer, Lavieri 2010. Ne pubblichiamo un estratto: il poemetto damasco, manovra, nella traduzione di Camilla Miglio.
vai al sito Lavieri http://www.lavieri.it/Catalogo/A-libri/arno/Draesner.htm
Viaggio obliquo non vuol essere un’antologia, ma un andare attraverso un decennio di scrittura di Ulrike Draesner. Ognuno dei volumi da cui abbiamo tratto i testi presentati in questa edizione è un «luogo toccato» dalla nostra ricerca di tracce. Tracce di un movimento doppio. Sfavillante: accende in noi un desiderio. Inquietante: ci mette di fronte, in modi e linguaggi sorprendenti, al lutto di perdite definitive, personali e collettive. Da sempre Ulrike Draesner ha guardato con grande interesse alle possibilità d’intersezione tra la storia individuale e quella pubblica e culturale. Anche come narratrice è tornata a più riprese a interrogarsi su alcuni rilevanti accadimenti storici del Novecento. Si tratta di temi e di nodi problematici presenti anche nella poesia della Draesner, affiancati tuttavia da diversi altri, privati e profondi. La sua lingua poetica viene investita della responsabilità di farsi il mezzo non prevaricante di un contatto con il nuovo e il diverso: con un nuovo paese, un’altra lingua e un’altra scrittura, un corpo diverso e lontano. E come la sensazione del tocco è passeggera, mai appagata (da qui il suo rapporto costante con il desiderio), così anche il nome non aderisce perfettamente alle cose, le frasi sulla pagina vibrano e oscillano, le percezioni si susseguono per lampi e intermittenze. Ulrike Draesner, che significativamente ha curato un libro di racconti sulla seduzione, ha interrogato il desiderio non solo come tensione fra i sessi, ma più ampiamente come modo di rapportarsi al mondo esterno tramite la scrittura. Leggere Ulrike Draesner è udire il dire nel vedere. Il dislocamento passa per parole e suoni, che diventano persōnǎ, maschera in cui le lingue invocano desiderio e piacere, balbettano trauma e lutto. Il piacere della lingua, avverte l’autrice, «ha sempre un lato nascosto, e si chiama panico». Il gioco del viaggio linguistico, a più riprese intrapreso verso orizzonti inaspettati, dalle metropoli europee (Berlino, Londra) ai paesaggi alpini, fino ai deserti tra Siria e Libano, alle città del Medio Oriente tra suk e fortezze - è sempre accompagnato da un sentimento perturbante d'inquietudine e spostamento. Spostamento è trapianto di corpo, corpo in parti. La scrittura cattura a tratti elementi di chimica, anatomia, chirurgia. Spostamento è salto: «dal cervello alla pancia». Spostamento è cromatico: musicale, di accenti e colori, determinato dall’assenza e dal desiderio. Se il tu desiderato non c’è tutto il mondo si ripiega ex negativo: i prati sono rossi, bocca e sangue verdi. Bluastra è la sfinge, il viso enigmatico di chi abortisce, o forse la faccia mai diventata viso del non nato. Il corpo perduto e fatto a pezzi, quasi traccia orfica postmoderna, è disperso nella natura: nuvola e campo, radicina e foglia. Il liquido amniotico è neve disciolta e pozza inquinata, tigna del paesaggio. Il viaggio più doloroso è interiore: peregrinazione tra i segni di una memoria di corpo che si sfalda, in stazioni di sosta nella natura diffranta, in voci e forme molteplici. La diffrazione del corpo che parla e percepisce ancora si traduce in continua oscillazione tra corpo e luogo, nello spazio urbano. Grande il trauma, toccato con mano, disperso per indizi nel poemetto damaskus, manöver, di cui il porto pubblica la traduzione con testo a fronte, per gentile concessione dell'autrice. Toccare luoghi è toccare fibre interne di sé, è arrivare con le mani nelle viscere lacerate dell’altro, ricomporle, provare a farlo in un canto frammentario, a volte in singulti, a volte in visioni splendenti come fate morgane. Parole dell’altra lingua risuonano nell’intratesto. Corpi sono i luoghi, le pietre, le fortezze, le dune. Esplose sono le mani dei bambini che raccoglievano multicolori penne a scatto colorate, paracadutate dal cielo. Questo libro apre al lettore italiano una regione tra psiche e soma, uno sguardo intermittente tra profondità della memoria ed evidenze della storia, una voce tra le più potenti e pungenti della letteratura tedesca contemporanea.
scarica pdf damasco, manovra
http://www.lerotte.net/download/article/articolo-152.pdf
Tradurre la Poesia Persiana - Hafez di Sciraz: Quattro Divan Attuali
Hafez - Domenico Ingenito
Maria Arpaia: Dal testo al corpo sulla scena. La Danza delle Baccanti
Maria Arpaia parte dall’analisi della componente scenica dei testi drammatici greci, per fermarsi in particolare sulle Baccanti di Euripide, mettendone infine la resa scenica in relazione con le forme “di invasamento bacchico” della danza delle tarantolate del Sud Italia, descritta e analizzata nelle sue valenze mitico-rituali dall’etnologo Ernesto De Martino.
leggi l'articolo http://www.lerotte.net/download/article/articolo-146.pdf
Maria Arpaia ha studiato lettere classiche presso l'Università di Napoli, L'Orientale, dove si è anche specializzata (SICSI). Attualmente insegna latino e greco nei licei e conduce ricerche in campo filologico e comparatistico.
Navid Kermani, Due racconti da "Devi". Traduzione di Camilla Miglio
In traduzione per la prima volta in italiano due racconti dello scrittore e orientalista tedesco-iraniano
Scrittura tedesca postcoloniale in Namibia. Nunzia Peluso intervista Giselher Hoffmann.
An interview of Nunzia Peluso with the most important German-speaking Author in the setting of the Namibian postcolonial Literature. German and Italian Text available.
Inedito di Forugh Farrokhzad - La Rivolta di Dio
Traduzione inedita, a cura di Domenico Ingenito, di un testo della poetessa iraniana Forugh Farrokhzad (1935-1967): La Rivolta di Dio.
Edoardo Zuccato riscrive il poeta persiano Hafez in altomilanese
Edoardo Zuccato, poeta e traduttore, è Professore Associato di letteratura inglese presso l’Università IULM di Milano, dove insegna dal 1991. E' caporedattore della rivista Testo a fronte, fa parte dell’Editorial Board della rivista Comparative Critical Studies (Edinburgh, UK).
Persia tedesca. Oriente senza esotismi
Just published: Atlante della letteratura tedesca, ed. by Francesco Fiorentino e Giovanni Sampaolo, Quodlibet Macerata 2009.
http://www.quodlibet.it/schedap.php?id=1812
We reproduce here the "Persia" article of the Atlas of German Literature, where Camilla Miglio goes after the evidence of the shaping of a poetic image of Persia in the German tradition by means of a cultural, multilingual translation process that lasted centuries, passing through both the Ottoman and Habsburg Empire.
download http://www.lerotte.net/download/article/articolo-129.pdf
Seminari all'Orientale di Napoli sulle metamorfosi dei temi, delle arti, delle lingue
Alla Facoltà di Lettere e filosofia l'appuntamento annuale dei Seminari interdisciplinari di comparatistica si avvia alla sua ottava scadenza. Quest'anno si presenta in nuova forma, con una opzione doppia, che ci consentirà uno sguardo multifocale su storia e arti, su traduzione e riscrittura.
1. Le metamorfosi tematiche dell'arte. Un viaggio attraverso il tempo e le forme. Dall'archeologia, alla storia, alla musica, alla letteratura, alle arti figurative, fino alla psicanalisi. A cura di Michele Bernardini
2. Esistono davvero gli Intraducibili?
In questo seminario raccogliamo indizi contro il falso mito, o dogma, dell'intraducibilità. Non di intraducibilità ci sforzeremo di parlare, ma di movimento del linguaggio, in una dimensione, ancora una volta, metamorfica e transculturale.
scarica il programma in PDF
Biennale e Festival della Traduzione. Europe as a Space of Translation
Il Festival della Traduzione si svolgerà a Napoli dal 22 al 29 novembre 2010. Momento culminante di un progetto biennale itinerante, sarà un evento di rilievo internazionale ma anche un modo per proporre la traduzione (nel suo senso più generale, tra musica, teatro, cinema, fumetto e letteratura).
scarica brochure informativa http://www.lerotte.net/download/article/articolo-124.pdf
Segretaria organizzativa
Camilla Balsamo
320 04 57 474
Elogio della poesia. Quaderno di traduzioni e pensieri intorno alla poesia polacca
Valeria Rossella, poet and translator, offers to the readers of the Haven a selection of polish poetry (Zahradnik, Leśmian, Miłosz, Herbert, Szymborska: polish-italian texts), and provides a critical interpretation aof the poems and of the motivations and strategies of her translations.
"Poetic translation is a Sosia, not a copy.
A twin-brother, that leads a life of its own"
(V.R.)
Haiku e natura. Traduzione visuale da Chiyojo
Sul rapporto tra haiku e natura, una proposta di traduzione visuale secondo le leggi della sezione aurea. Selezione di poesie di Chiyojo.
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http://www.lerotte.net/download/article/articolo-119.pdf
Kanji Tropo Figura
Nelle lingue ideografiche il significato ha un rapporto di significazione diretto sia con la sua forma orale che con la sua forma grafica a differenza delle lingue alfabetiche in cui l’asse della significazione del segno è mediato dalla forma orale del significato . Il kanji smette così di essere, per dirla con Derrida, “segno di segno” .
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http://www.lerotte.net/download/article/articolo-118.pdf
Mahmud Darwish, Oltre l'ultimo cielo. Recensione di Marina Pizzo
Mahmud Darwish: Oltre l’ultimo cielo. La Palestina come metafora, Epoché, Milano 2007. Traduzioni dal francese di Gaia Amaducci e Maria Nadotti; dall’arabo di Elisabetta Bartuli.
This book reveals in a sensational way Darwish’ latest poetic thought. To follow and understand it we try to watch beyond the “palestinian poet” Mahmud Darwish and follow the “poet” Mahmud Darwish. Poetry enters metaphorically a new dimension, where the individual experience longs for its universal expression, and exile becomes a creative condition, so deep that the poet will take it always in himself, even to his first home: no victory, no peaceful rest is granted to this soul which in the defeat, in its silent speech, finds its reason for existence.
(Marina Pizzo)
Mahmud Darwish, Un altro giorno verrà - inedito con testo a fronte
If You wish to read Il nuovo giorno verrà both in the Arab text of Mahmud Darwish and in the translation of Simone Sibilio, published here for the first time in Italian, please read below and downolad
Mahmud Darwish, Ecco le parole - inedito con testo a fronte
If You wish to read both the Italian translation of Simone Sibilio and the Arab original of Mahmud Darwish, Ecco le parole, please read below and download
http://www.lerotte.net/download/article/articolo-106.pdf
(this is the first Italian translation of the poem)
Addio a Mahmud Darwish. Quando la poesia educa alla vita
Simone Sibilio recalls Mahmud Darwish, the most important poet in the contemporary arab world. He proposes a critical and yet very intimate profile of the poet and adds new translations of two poems.
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I Fiumi di Ungaretti tradotta in persiano
Nafiseh Alavi translates one of the most famous poems of Giuseppe Ungaretti into Persian.
"I FIUMI" of Giuseppe Ungaretti translated into Persian (Farsi):
This outstanding verse has been composed by Italian poet Giuseppe Ungaretti in 1918, the year he was serving as a soldier in world war. Composition occured on Isonzo bank where was a strategic location during the I World War.
N. A.
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Dalla Cina: Cane Celeste di Guo Moruo
The translation of a poem by Guo Moruo, one of the major poets of the Chinese XX Century poetry.
In morte di Mahmoud Darwish
Selezione dalla stampa italiana in memoria del più grande poeta palestinese recentemente scomparso. Presto sul porto sue poesie inedite.
Da Liberazione, Francesca Maria Corrao, Valentina Pierniciaro
Da il manifesto, Ali Rashid
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http://www.lerotte.net/download/article/articolo-98.pdf
Le porte di Euphrase Kezilahabi. Poesia swahili dalla Tanzania
Roberto Gaudioso traduce e interpreta per il porto i versi di uno dei maggiori poeti della moderna letteratura swahili: Euphrase Kezillabi.
I versi di Euphrase Kezilahabi scavano a fondo e dell’uomo prendono quell’impasto di terra, sangue ed acqua. Kezilahabi è una delle figure più discusse ed emblematiche della poesia moderna swahili, ci mette di fronte ad una sfida cognitiva. Dove e come…e l’Africa? Tra la Terra e la gente ci sono porte, aperte e chiuse, ed entrambi i termini costituiscono un’utopia tanto poetica quanto universale ed intima. Egli è un africano di Namagondo, Tanzaniano e Swahili che ha iniziato a scrivere in un periodo storico particolare: indipendenza, unificazione ed Umajaa
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http://www.lerotte.net/download/article/articolo-89.pdf
Incontri linguistici e metamorfosi: mobili a Istanbul, parenti ad Adana
Si propongono qui traduzioni di alcune poesie di Tawada Yoko, raccolte nel libro Aber die Mandarinen müssen heute abend noch geraubt werden, Tübingen: Konkursbuch Verlag Claudia Gehrke, 1997.
Ancora una volta Tawada dà vita a nuovi spazi in cui si muovono e si intrecciano lingue diverse. Si tratta di spazi aperti continuamente trasformati dalla Sprachbewegung - movimento metafmorfico del linguaggio.
per leggere le poesie e le traduzioni apri PDF
http://www.lerotte.net/download/article/articolo-82.pdf
Antonella Anedda. Una Mesopotamia interiore. La ripetizione tra parola e immagine.
ABSTRACT DEUT/ FR http://www.lerotte.net/index.php?id_article=80
Una nuova, rimeditata versione del saggio di Antonella Anedda sul tradurre poesia e letteratura.
“Oh dad, it’s been hard.” E’ la frase che il poeta Mark Strand nel testo Traduzione, attribuisce al figlio di quattro anni intento a tradurre Palazzeschi. Anche noi, traducendo, ripetiamo come questo bambino: è stata dura. E’ dura anche scrivere della traduzione. Avanziamo storditi dalle possibilità. Inghiottiamo immagini, metafore: la testa del poeta mozzata sul piatto di Nabokov si sovrappone a quella di Caronte che trasporta morti.
Queste righe nascono dal desiderio di riflettere ancora e di nuovo sulla traduzione, come ripetizione, come richiesta ulteriore al testo, anche sulla spinta del pensiero che attraversa il recente libro di Camilla Miglio dedicato alla poesia e alle traduzioni di Paul Celan. In ogni ripetizione infatti si nasconde una possibilità. Qualcosa sfugge in avanti, qualcosa risponde a chi ripete - [...]".
Ma che succede quando la rilettura si applica a un'immagine?
APRI FILE PDF http://www.lerotte.net/download/article/articolo-80.pdf
Gli Incontri - Fotografia e Poesia persiana.
Presentiamo in anteprima la traduzione di Domenico Ingenito delle poesie di Bijan Jalali, accompagnate dalle foto di Mohammad Reza Mirzaei: Gli Incontri.
"Yoneko's Earthquake" di Hisaye Yamamoto
Nicolangelo Becce traduce un racconto della scrittrice nippoamericana Hisaye Yamamoto: "Yoneko's Earthquake" (1951).
"Yoneko's Earthquake" è il 'terremoto', il dramma del cambiamento culturale di Yoneko, una ragazza nippoamericana di seconda generazione che cresce con i propri genitori giapponesi in un’America percepita come diversa e poco ospitale.
Immagine della copertina di "Seventeen Syllables". Fonte: http://reader2.com/kerplooey/?skip=&style=blocks&perpage=60&sort=date
Ida Porena. Note in margine alla traduzione poetica
Nel ricordo di Ludovica Koch - grande voce critica e straordinaria traduttrice italiana da diverse lingue germaniche e non solo- Ida Porena indica la sottile linea che separa e unisce il testo poetico da ogni sua traduzione. Mostra le analogie tra traduzione poetica e composizione liederistica, tenta una definizione - mai normativa - della traduzione come atto di lettura critica e creativa, riflette sulle scelte ardue di chi traduce poesia, sempre 'nella propria lingua': nel linguaggio e nei codici contemporanei al traduttore, in cerca di una voce, un ritmo, un 'timbro' (musicale) che si dà sempre come voce lontana eppure da inseguire.
Gli esempi di Ida Porena sono tratti dall'esperienza personale di traduttrice: soprattutto dalla traduzione del Divano occidentale-orientale di Goethe, ma anche dall'ascolto lungo e dalla riscrittura in traduzione di Trakl e Celan.
Un libro di Eva Hoffman sulla traduzione e trasmissione del dolore.
Dopo il romanzo Lost in Translation. A Life in a New Language, Penguin New York 1994 (in ital. "Come si dice", Donzelli Roma 1995, Dopo Shtetl (Mariner Books 1997, in ital. Einaudi Torino 2001), Eva Hoffman scrive un saggio sulla traduzione e trasmissione del trauma della Shoah, dalla generazione dei protagonisti degli eventi a quella dei figli, spesso emigrati con le famiglie in nuovi contesti culturali e linguistici: After Such Knowledge (Public Affairs New York 2004). Una versione ridotta di questo articolo, in forma di scheda su After Such Knowledge è pubblicata nella rubrica 'Cercasi editore' della rivista pl.it Rassegna di Argomenti Polacchi, n. 2 (2008)
Nuove riscritture da Hafez. Cristiano Leone.
Dopo le riscritture di Anedda, Calandrone e Neri, con Cristiano Leone si inaugura un nuovo ciclo di riscritture hafeziane, basate su altri ghazal.
Scarica il file con riscritture, traduzioni, originali e interlineari
http://www.lerotte.net/download/article/articolo-55.pdf
Archivio del Novecento. La poetica di Forugh Farrokhzad: corpo e tradizione.
Rifiutare le letture femministe per cercare i corpi in dialogo con la tradizione.
In questi giorni esce in libreria La Strage dei Fiori, Poesie Persiane di Forugh Farrokhzad (a cura di Domenico Ingenito, Orientexpress, Napoli, 2007, http://www.orientexpress.na.it ). Presentiamo in anteprima l'introduzione critica alle traduzioni, occasione per mettere in discussione alcuni pregiudizi che hanno fatto della Poetessa iraniana il vessillo di un anacronistico femminismo medio-orientale.
Peter Waterhouse. Sintesi del Discorso per il Premio Erich Fried 2007
NON È QUELLO CHE È
- Conferito a Peter Waterhouse il 25 Novembre l’“Erich Fried Preis 2007”
- per l’occasione l’autore riflette su Fried, sul tradurre e sull’Otello di Shakespeare da Fried stesso tradotto.
- Valeria Morra è andata a raccogliere idee al convegno sulla traduzione organizzato per l'occasione dal Literaturhaus di Vienna, www.literaturhaus.at
- ...e traduce in tempo reale la sintesi del discorso di Waterhouse apparsa su "Der Standard", www.derstandard.at
A. Anedda, M. G. Calandrone, L. Neri riscrivono Hafez
Hafez, Il poeta persiano che ispirò il Divano occidentale-orientale di Goethe, continua a riscriversi nella poesia italiana contemporanea.
Poesia persiana, traduzione ermeneutica, riscrittura poetica
Sull'ermeneutica della differenza e della traduzione, sull'orientalismo di chi legge e sui pregiudizi di chi traduce, sul rapporto tra antico e nuovo, sulla possibilità di riscrivere, oggi, altrove, in occidente, in italiano, Hafez. Un saggio di Domenico Ingenito e una provocazione a riscrivere, raccolta da Antonella Anedda, Maria Grazia Calandrone, Cristiano Leone, Luciano Neri.
(Foto di Domenico Ingenito, Bakshi Kurdistan, 2007)
Reading Across the Fields:an Italian Americanist Looks at Hawai'i
E' necessario un atto di continua traduzione anche nel rapporto tra discipline - apparentemente sorelle o analoghe, ma profondamente legate ai contesti culturali in cui vengono praticati. Un saggio sulla tarduzione dei metodi di studio, sulla traduzione poetica e sulla ricchezza di chi studia e scrive sui margini delle culture, lontano dai centri.
Un esempio di traduzione culturale e 'disciplinare' da Donatella Izzo, contributo che riproduciamo per gentile concessione dell'autrice, pubblicato nel numero monografico sulla traduzione poetica (3, 2007) di 'Tinfish' http://tinfishpress.com/tinfishnet.html
Archivio del Novecento. Le poesie persiane di Forugh Farrokhzad tradotte da Domenico Ingenito
Forugh Farrokhzad (Tehran, 1935 - 1967) è la poetessa del Novecento piu' amata dagli iraniani di oggi. I suoi versi possono essere un viatico cifrato per mettere da parte i pregiudizi negativi con i quali da quasi trent'anni accogliamo l'Iran senza sapere nulla della bellezza vera e complessa che emerge da questo Altopiano.
E' in corso di stampa presso la casa editrice Orientexpress (http://www.orientexpress.na.it/) una raccolta delle poesie di Forugh tradotta da Domenico Ingenito e intitolata La Strage dei Fiori.
Presentiamo in anteprima la traduzione di una delle poesie piu' belle ed evocative della raccolta, Crediamo pure all'inizio della stagione fredda, accompagnata da due traduzioni inedite, Amorosamente e La verde illusione, cercando di offrire al lettore italiano la magia dei versi per contrastare questi venti di guerra neocolonialista, che ultimamente tentano di fare a pezzi una cultura ancora animata dal senso del sacro, e per questo in grado di resistere al gelo di questi inverni di terrore occidentale.
Per scaricare il testo (italiano-persiano):
http://www.lerotte.net/download/article/articolo-41.pdf
(foto di Domenico Ingenito, Iran)
Archivio Orientale (XVIII sec.). Haiku di Chiyojo tradotto da M. Rosa Piranio
Lo haiku, una traduzione del piano visuale.
Le traduzioni che seguono sono parte di un più ampio lavoro di ricerca intorno alla possibilità di mantenere la significazione del piano visivo proprio del sistema di scrittura ideografico. Una traduzione nuova, nella quale i significati in traduzione, in scrittura alfabetica, cercano di mettersi in contatto con un sistema di linguistico i cui significanti non rispondono al suono di parole, ma alla visione si simboli, figure.
Sulla colonna destra troverete parole-indicatori di ulteriori associazioni e significati suggeriti, sul piano visuale, dai kanji
La traduzione non si ricompone, resta aperta, col margine destro a chiedere uno sguardo strabico al lettore.
Lo haiku che segue è di Chiyojo (1703–1775), una donna poeta le cui doti poetiche, nonostante non appartenesse ad alcuna élite, non erano inferiori a quelle degli uomini poeti, autori di haiku - più conosciuti.
Archivio del Novecento. Ludmilla di Siegfried Lenz tradotto da Alba M. Aronica
Il racconto Ludmilla mostra il cauto avvicinamento tra lo scrittore amburghese Boretius e la russa d’origine tedesche Ludmilla Fiedler. Quest’ultima, che è cresciuta nelle foreste della Siberia, si imbatte nella lontana Germania in un modo di vivere che le è del tutto estraneo. Quando scopre per caso che Boretius detraeva dalle tasse ogni regalo che le faceva, Ludmilla, delusa e disillusa, si congeda da lui definitivamente. La fine di questa relazione coglie di sorpresa sia il lettore sia gli eroi. Calcolo e ingenuità non possono andare d’accordo. Con grande delicatezza psicologica l’autore ha saputo sottolineare il dislivello tra le culture in modo discreto ma incisivo. Siegfried Lenz descrive minuziosamente il comportamento dei suoi eroi, coglie con precisione l’intreccio delle situazioni e concentra in modo brillante cose e situazioni in piccoli spazi con una particolare, rara intensità.
(Immagine Isaak Ilijc Lewitan [1860-1900], Sera sul Volga, olio su tela)
Tawada Yoko - Visi/Gesichter tradotta e commentata da Gabriella Sgambati
Riflessioni di Tawada sul “viso” – rappresentazione e manifestazione dell’”Io”: Ges – Ich – ter
Un viso, dice Tawada, è qualcosa - diventato visibile, percepibile.
Tutto ha un viso, anche le città e gli oggetti. Anche se sono dappertutto, difficilmente si possono riconoscere.
E' difficile per esempio vedere veramente il viso della persona con la quale stiamo parlando perché vediamo rispecchiata nei suoi occhi la nostra espressione. Tawada afferma che ci sono persone che hanno facce sulla pancia, tra le dita, sulle spalle. Per lei questi visi esprimono chiaramente qualcosa perché, contrariamente agli occhi, non rispecchiano se stessa.
Dall'Iran. Sull'intraducibilità di Hafez, sull'intraducibilità della poesia.
"L’atto del tradurre da una lingua all’altra corrisponde esattamente alla distruzione di un edificio e al trasporto dei suoi materiali in un altro luogo per la creazione di una nuova costruzione. Il traduttore, in virtù delle sue conoscenze linguistiche, si dedica alla raccolta di quei materiali e al loro trasporto in un nuovo posto. Da questo punto di vista la sua conoscenza delle regole di una lingua e le sue informazioni riguardo al vocabolario e all’origine delle parole corrispondono alla forza di braccia di cui dispone. Quanto maggiore sarà la conoscenza della lingua da cui intende tradurre, tanto più forte sarà la forza delle sue braccia. Ma nel lavoro di ricostruzione dell’edificio la forza fisica da sola non basta. Ce n’è bisogno fino al punto in cui è necessario trasportare i mattoni, le pietre e le maioliche azzurre, poi c’è bisogno della forza di rievocare le parole e ridare vita alla creazione con uno sguardo artistico. E in quel caso, seguendo il filo del nostro esempio, ci sarà bisogno di un architetto competente per rimettere insieme i pezzi dell’edificio armonicamente e con gusto estetico" (dall'articolo di Kadkani, traduzione e foto di Domenico Ingenito)
Nel principio, la traduzione. Lettura del Prologo di Giovanni.
A partire da una lettura spaziale e non temporale dell'incipit: "Dentro al principio era la parola. E la parola era di fronte a Dio".
(foto di Domenico Ingenito, Iran)
Tra Babele e Pentecoste: à partir des Tours de Babel de Jacques Derrida
Des Tours de Babel di Jacques Derrida apparentemente rispondendo al Compito del traduttore di Walter Benjamin, si dà al lettore come prodotto – aperto e differente - delle millenarie narrazioni intorno a Babele.
Proveremo ora a riattraversare una terra di mezzo che si apre tra la narrazione babelica di Benjamin e quella di Derrida, entrambe, come vedremo, testi di accoglienza e riproduzione di figure antichissime. Monolinguismo, lingua unica, logocentrismo; Plurilinguismo, dispersione, differenza, differimento del centro. I margini di questa terra di mezzo attraversano la scrittura della Genesi, ma anche il Corano e il Nuovo Testamento nella narrazione di Pentecoste. Costituiscono anche un perimetro entro il quale situare, l’uno a fronte dell’altro, il motivo babelico nell’opera di Franz Kafka e in quella di Jorge Luis Borges.
Traduzione comparata. Isaia I, 1-9: Lutero e Buber-Rosenzweig.
Questo studio nasce nella più ampia cornice di un seminario diretto dal Prof. Riccardo Maisano, durante il quale studiosi e studenti si sono confrontati con un medesimo passo veterotestamentario e con le sue più diverse traduzioni (greco, latino, serbo, croato, romeno, tedesco, la versione di Qumran) nonchè con i principali commenti (da Giovanni Crisostomo a S. Girolamo ai commentatori slavi).
L'articolo qui riprodotto mette a confronto "l'assillo della chiarezza" che dirige l'approccio interpretativo e chiarificatore di Lutero e l'ermeneutica di ascolto del corpo sonoro del testo che informa di sé la traduzione novecentesca di Buber e Rosenzweig.
Cfr. Riccardo Maisano e Viviana Mangogna (a cura di), Seminario interdisciplinare sul libro del Profeta Isaia, Università di Napoli, L'Orientale (Il Torcoliere), Napoli 2007, ISBN 88-88980-18-0
Come Se. Allo specchio: Foto e Traduzione.
Domenico Ingenito, Come se. Allo specchio: foto e traduzione, già in Il Demone a vela, Napoli, 2006.
Una fenomenologia di ogni atto di traduzione non può prescindere dal considerare il movimento di trasformazione in atto tra due testi. Di questo movimento partecipa anche il circuito che si instaura tra fotografia e oggetto-soggetto fotografato.
E’ in gioco l’antica questione, già platonica, del rapporto tra l’immagine e la sua ‘ombra’ nella caverna.
Dal giapponese al tedesco.Tawada Yōko
Gabriella Sgambati, Dal giapponese al tedesco, Tawada Yōko, Il Demone a vela, Napoli, 2006
Incipit: Ogni essere umano, che si sposta o che è costretto a spostarsi da uno spazio, da una storia, da una società da una lingua a un’altra, si ricostruisce un contesto sociale per ridare dignità alla sua esistenza o per attuare il suo progetto di vita.
Antonella Anedda su e da Ann Carson, sul tradurre letteratura. Una Mesopotamia interiore
Una nuova, rimeditata versione del saggio di Antonella Anedda sul tradurre poesia e letteratura.
“Oh dad, it’s been hard.” E’ la frase che il poeta Mark Strand nel testo Traduzione, attribuisce al figlio di quattro anni intento a tradurre Palazzeschi. Anche noi, traducendo, ripetiamo come questo bambino: è stata dura. E’ dura anche scrivere della traduzione. Avanziamo storditi dalle possibilità. Inghiottiamo immagini, metafore: la testa del poeta mozzata sul piatto di Nabokov si sovrappone a quella di Caronte che trasporta morti.
Queste righe nascono dal desiderio di riflettere ancora e di nuovo sulla traduzione, come ripetizione, come richiesta ulteriore al testo, anche sulla spinta del pensiero che attraversa il recente libro di Camilla Miglio dedicato alla poesia e alle traduzioni di Paul Celan. (3). In ogni ripetizione infatti si nasconde una possibilità. Qualcosa sfugge in avanti, qualcosa risponde a chi ripete












































