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Sito realizzato con il patrocinio del Dipartimento di Studi Comparati - Università degli studi di Napoli "l'Orientale" e del dipartimento di Studi Europei e interculturali dell'Università di Roma "La Sapienza"

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Europe as a Space of Translation
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Edoardo Zuccato riscrive il poeta persiano Hafez in altomilanese

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Edoardo Zuccato, poeta e traduttore, è Professore Associato di letteratura inglese presso l’Università IULM di Milano, dove insegna dal 1991. E' caporedattore della rivista Testo a fronte, fa parte dell’Editorial Board della rivista Comparative Critical Studies (Edinburgh, UK).

 

Index Translationum

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Vi segnaliamo una lista di libri tradotti nel mondo, "Index Translationum", creata dall'UNESCO.
 
 

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Archivio del Novecento

Cartografie dell’Immaginario, IV: Michalis Pierìs, «la fine del mondo», traduzione e commento di Paola M. Minucci, mappa di Laura Canali

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Un nuovo appuntamento con la rubrica «Cartografie dell’Immaginario» della rivista «Limes» - per la rubrica curata da Laura Canali e Camilla Miglio.
Il contributo critico e di traduzione è di Paola Maria Minucci, e riguarda l’opera del poeta cipriota Michalis Pierìs:

«La poesia è nata dai miei viaggi», ha scritto consapevolmente il Poeta e in maniera ancora più precisa e significativa: «Ho dormito a Pànormo e mi sono svegliato a Palermo», verso che è lui stesso a commentare come un «verso che racchiude e contrae Creta e Sicilia, due luoghi da me molto amati. [...] Altrove Rètimno di Creta si contrae in Mòlivo di Lesbo, altrove Barcellona si confonde con Nicosia, un sogno a Palermo si confonde con un sogno che riunisce le due parti divise di Nicosia»...  (dal commento di Paola Maria Minucci) -> Continua a leggere commento e traduzione di La fine del mondo....

Volker Braun in Italia

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Si conclude in questi giorni il giro italiano del poeta, drammaturgo, narratore tedesco Volker Braun, che ha fatto tappa a Milano, Torino, Ferrara.

Pubblichiamo qui una recensione di Camilla Miglio a La «Sponda Occidentale», edito da Donzelli,ripresa dall’ Annuario di Poesia 2009 curato da Paolo Febbraro.

Pocahontas di Arno Schmidt, commentario di Dario Borso

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L’ultima Befana aveva portato qui a Toledo il commentario italiano alla Pocahontas di Arno Schmidt (www.lerotte.net/index.php?search=1&id_article=234). 
Il commentario torna ora in tedesco (riveduto & aumentato) senza attendere Santa Claus.
(D. B.)
 
immagine, taglio dalla mappa del "Paesaggio Lacustre" via http://www.pocahontas.it/ 

Semicerchio. Rivista di poesia comparata. Bonus Track N.1 : Marco Giovenale traduce Emily Dickinson

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E’ in uscita il N. 45 di Semicerchio «Tradurre (in) Europa». Poesia moderna dal Festival della Traduzione. Il Porto, cominciando con «It’s like di Light» di Emily Dickinson tradotta da Marco Giovenale, ospita alcuni bonus tracks, testi in più di autori e traduttori che hanno contribuito dalla rivista.

Inedito dalla Russia: «Restoran ‘Berezka’» di Evgenij Anatol'evič Popov tradotto da Francesca Cacciapuoti

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Restoran 'Berezka' di Evgenij Anatol'evič Popov  (inedito in Italia: Restoran 'Berezka' in “Znamja”, Moskva 1991 e Restoran 'Berezka', Moskva 2009.)

Evgenij Anatol'evič Popov nasce a Krasnojarsk il 5 gennaio 1946.
Dal 1963 al 1968 studia all'Istituto di geologia di Mosca. Fino al 1975 lavora come geologo nei dintorni di Krasnojarsk, poi si trasferisce a Mosca. 
Inizia molto presto a scrivere racconti: la sua prima pubblicazione risale al 1962 su un giornale locale. Il 3 ottobre 1978, Popov viene accettato nell'Unione degli Scrittori. In quel periodo, oltre al canale di diffusione ufficiale della letteratura, c'era il samizdat: significa “stampare in proprio”; indica la diffusione clandestina di copie dattiloscritte di opere proibite.
Sempre nel 1978, in collaborazione con Vasilij Aksënov, Aleksandr Bitov, Fazil’ Iskander, Viktor Erofeev, Popov cura un' antologia di opere di ventitré scrittori, stampata in dodici copie. La raccolta contiene anche tredici suoi racconti. La sfida consiste in questo: gli scrittori chiedono che il libro venga pubblicato ufficialmente senza sottoporlo alla censura sovietica. Si vuole, quindi, evitare di ricorrere al samizdat o al tamizdat (pubblicato “lì”, all'estero), sperimentando ora lo zdes'izdat (pubblicato “qui”, in patria).
 
 
Foto: Ritratto dello scrittore via Wikipedia 

In uscita Semicerchio. Rivista di poesia comparata. «Tradurre (in) Europa». Poesia moderna dal festival della Traduzione

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Tradurre (in) Europa. 
Poesia moderna
al festival della traduzione

Napoli, 22-29 Novembre 2010

a cura di Camilla Miglio e Monica Lumachi

 

 

 

Camilla Miglio, Tradurre (in) Europa

 

Spazi
Camilla Miglio,Spazi di traduzione 
Ingeborg Bachmann, Canti di un’isola 
Marcel Beyer, Geografia 
Michalis Pierìs, Metamorfosi di città 
Adonis, Dodici lanterne per Granada 
Mahmud Darwish, Vedo la mia ombra venire da lontano 
Emily Dickinson/Marco Giovenale, Experiment of Green

 

Divani contemporanei
Camilla Miglio, Divani contemporanei
Maria Rosa Piranio, Haiku occidentali-orientali
«Il mio sguardo è una serra». Antologie poetiche a confronto: 
Theresia Prammer, Giardino in progresso
Federico Italiano, Spettri (giganti). Da un’antologia quasi in essere

 

Terre emerse
Monica Lumachi, Terre emerse. Poesia dall’Europa delle ‘lingue minori’

A Nord
Poesia nederlandese: Fleur Bourgonje (Franco Paris) 

A Est
Poesia rumena: Ana Blandiana (Luisa Valmarin) 
Poesia rumena: Grete Tartler (Luisa Valmarin) 

Poesia ungherese: Márton Kalász (George Guţu / Monica Lumachi)

Poesia bulgara: Mirela Ivanova (Lara Fortunato) Poesia danese: Morten Søndergaard (Bruno Berni)

A Ovest
Poesia catalana classica: Ausias March, a cura di José Maria Micó 

Voci da una Spagna plurale:Lino Braxe, Kirmen Uribe, Laia Noguera i Clofent (Attilio Castellucci) 
Poesia romancia: Ursicin G.G. Derungs

A Sud
Poesia curda: Şêxmûs Hesen / Cigerxwîn (Antonella Cassia)

Poesia afrikaans: Antjie Krog (Francesca Terrenato)
Poesia afrikaans: Ronelda Kamfer (Francesca Terrenato)

 

Tra lingue e dialetti
Roberto Galaverni, Un’immagine della poesia di Michele Sovente

Michele Sovente, Poesie

 

Rassegna di poesia internazionale

 

 

 

Hugo von Hofmannsthal, Ghazal (1890-91). Traduzione e commento di Stefania De Lucia

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"La profondità va nascosta. Dove? Alla superficie."
Hugo von Hofmannsthal Libro degli amici
 
Uno tra i più famosi e citati aforismi di Hugo von Hofmannsthal riassume bene l’idea di fondo che anima la stesura dei componimenti poetici in forma di ghazal che si collocano, in virtù della data di composizione, tutti tra il 1890 e il 1891, in una fase ancora acerba della poesia hofmannsthaliana, ma destinata di lì a poco, com’è noto, a maturare nei suoi versi più celebri.

Sebbene i ghazal composti dal giovane poeta – in tutto poco meno di una decina – costituiscano un corpus troppo scarno per farsi portavoce di una poetica orientale tout court, la loro presenza all’interno di una fase così precoce del percorso di artista di Hofmannsthal testimonia di una sensibilità spiccata e marcata verso temi, forme e sonorità delle culture orientali, frequentate, sin da giovanissima età in tempi, modi diversi. Continua a leggere l'articolo in PDF

 


Arabista e germanista di formazione, Stefania De Lucia è dottoranda in Letterature comparate presso l’Università di Napoli “L’Orientale”, dove sviluppa un progetto di tesi sulle tropologie orientali nell’opera di Hugo von Hofmannsthal.
Ha usufruito di un assegno di ricerca presso l’Università di Salerno sulla Letteratura femminile dell’esilio nazionalsocialista e collabora oggi alle attività del Centro Informazioni DAAD di Roma. 

27 gennaio 2012. Le parole per dire "l'Accaduto"

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Pubblico qui un estratto dal "riformista" di oggi, 27 gennaio 2012, con una intera pagina dedicata alla Memoria. Oltre all'articolo qui pubblicato, una intervista a Helena Janeczek, che oggi all'Istituto italiano di cultura di Parigi presenta il suo "Lezioni di tenebra" (Guanda 2011). Sempre sul Riformista nella stessa pagina, una testimonianza sul campo di concentramento costruito da Mussolini a Ferramonti di Tarsia, in Calabria.

[Camilla Miglio]

leggi la pagina del riformista con gli articoli

 Illustrazione: Sinagoga Hurvah a Gerusalemme,  prima dell'ultima ricostruzione 

 

Testo completo dell'appunto di Celan in cui appare la parola "Hurban"

 Il 30 marzo 1968, a Parigi, riflettendo sulla sitazione attuale sulla propria poetica in relazione alla cultura d’Israele annotava, in francese (dunque non nella sua lingua madre, ma nella lingua del paese che l’ospitava):

1. l’héritage juif

Tschernikovski

Bialik,

Steinbarg

2. Churban ds mes poèmes

3. L’Etat di’Israel dans mon oeuvre[1]

 

Celan cita tre nomi: Tschernikowski, Bialik, Steinbarg. Celan, poeta-traduttore viene da Czernowitz, da luoghi non lontani dal luogo natale del poeta traduttore citato per primo, emigrato in Palestina, Shaul Tschernikowski: Michalowka. E c'è un'altra terribile coincidenza:  a Michalowka, dove venne costruito un Lager, Celan perse entrambi i genitori proprio nel 1943 (anno della morte di stesso Tschernikovski).  Tschernikowski in Palestina e nella condenda comunità stato di Israele si impegnò non solo a scrivere poesia patriottica in ebraico. Tchernikowski, Bialik, Steinbarg: tre autori tutti nati nella zona “ucraina” – Celan li riconosce come conterranei partecipi, su sponde diverse alla costruzione utopica, ma anche ri-costruzione dell’identà culturale ebraica. Il primo e il secondo attraverso poesia e traduzione, l’ultimo con la raccolta di fiabe chassidiche.  

Churban/Hurban è il nome che per primo o scrittore austriaco Sperber[2] aveva proposto in sostituzione di shoah. Significa distruzione e annientamento causato dagli uomini, mentre il secondo significa catastrofe naturale. 

NOTE

[1] Paul Celan, ‘Mikrolithen sind’s, Steinchen’. Die Prosa aus dem Nachlass, Kritische Ausgabe, a cura di Barbara Wiedemann e Betrand Badiou, Suhrkamp, Frankfurt am Main 2005, p. 123. Una scelta dei Microliti è stata tradotta in italiano da Dario Borso per l'editore ZandonaiQui una mia recensione. apparsa su L'Indice e ripresa da germanistica.net 

 

[2] Manés Sperber, Hourban ou l’inconcevable certitude, in “Preuves”, 157, marzo 1954, pp. 3-15.

 

 [C.M.]

 

Odisseas Elitis, "Prima di tutto la poesia", a cura di Paola M. Minucci

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Nel centenario della nascita del grande poeta greco Odisseas Elitis, premio Nobel 1979, Paola Maria Minucci pubblica in italiano l'edizione accresciuta dei suoi saggi, scritture tese e terse, tra prosa e poesia.
Il Porto ne anticipa il primo, "Prima di tutto la poesia", con una introduzione di Paola Maria Minucci. 
e la nuova edizione accresciuta dei saggi Il metodo del dunque e altri saggi sul lavoro di poeta, Donzelli 2011 
 
 
Paola Maria Minucci insegna all'Università "Sapienza" di Roma. Studiosa e traduttrice di letteratura neogreca, nel 2009 è stata insignita del Premio nazionale per la traduzione della Presidenza della repubblica Italiana.
 
 

Voci a Fronte, Firenze Villa Morghen, letture, traduzioni, discussioni

 

COMUNICATO STAMPA

 

Voci a fronte è inserito nel IX Festival Internazionale di poesia “Voci lontane, voci sorelle”, in collaborazione con il laboratorio di traduzione “ViceVersa

 

“Voci a Fronte” A Firenze dal 27 giugno al 1 luglio, FOCUS sul mondo della traduzione letteraria

 

Le voci dei poeti immortali (Bachmann, Montale, Quasimodo, Sebald,  Celan) e dal vivo di Mariella Mehr, Alberto Nessi, Franco Loi si alterneranno a quelle dei loro  traduttori nella lettura dei testi originali e in traduzione.

Presenti, tra gli altri, i traduttori Camilla Miglio, Ada Vigliani, Anna Ruchat, Christoph Ferber, Maja Pflug, Jacqueline Aerne, Elsbeth Gut Bozzetti

 

Evento speciale della 9° edizione di “Voci lontane, voci sorelle”, Rassegna Internazionale di Poesia diretta da Vittorio Biagini (dal 21 giugno al 6 luglio presso la Biblioteca delle Oblate), “Voci a fronte” propone una serie di incontri e letture che avranno come protagonista la traduzione. Tra i nomi di spicco, i poeti Mariella Mehr, Alberto Nessi, Franco Loi, Elisa Biagini dal vivo, e le voci di poeti immortali come Bachmann, Montale, Quasimodo, Sebald, Celan, interpretate dai traduttori Camilla Miglio, Ada Vigliani, Anna Ruchat, Christoph Ferber, Maja Pflug, Elsbeth Gut Bozzetti, Jacqueline Aerne. Il programma prevede incontri, letture, tavole rotonde e installazioni, che si svolgeranno nell'arco di cinque giorni fra la Biblioteca delle Oblate, Villa Romana a Firenze e Villa Morghen a Settignano. Obiettivo: rendere il pubblico partecipe non solo dell'esperienza della parola poetica in lingua originale, ma anche dell'alchimia che si compie nel passaggio da una lingua all’altra. Un passaggio costellato di perdite e “tradimenti”, e che tuttavia - o proprio in virtù di questo - può aprire orizzonti inaspettati.

 

 

Officine di traduzione alla Sapienza, VI. A cura di Valentina Cristini: Jakob van Hoddis, L'anno della fine del mondo

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Del poeta espressionista Jakob van Hoddis sono state fino a oggi tradotte solo due liriche. La più famosa è proprio il manifesto della poesia espressionista tedesca "Weltende", "Fine del mondo". Valentina Cristini del 1911, anno fatidico per la poesia espressionista, per la vita e per la scrittura di van Hoddis, offre per la prima volta al lettore italiano una serie di testi introdotti da un'ampia panoramica storico culturale. Ogni poesia, tradotta e con testo a fronte, è corredata da una scheda analitica e traduttologica.  
 
 
Valentina Cristini ha da poco conseguito la Laurea Specialistica in Scienze della Traduzione presso l'Università di Roma La Sapienza. Ha scritto una tesi di traduzione artistico-letteraria sul poeta espressionista Jakob van Hoddis scegliendo di tradurre 16 liriche della sua produzione poetica. Nel 2008 ha conseguito la laurea triennale in Lingue e letterature straniere moderne presso l'Università di Roma La Sapienza con una tesi sul CLIL Content Language Integrated Learning.

"Io sono una forza del passato". Officine di traduzione su Pasolini alla Humboldt Universität di Berlino

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«Smetto di essere poeta originale, che costa mancanza / di libertà: un sistema stilistico è troppo esclusivo. / Adotto schemi letterari collaudati, per essere più libero» scrive Pasolini in Comunicato all’ANSA. In Pasolini gli schemi della tradizione letteraria non sono gabbie per «bestie da stile» bensì materia viva, oggetto di scrittura e di riscrittura. La libertà con la quale Pasolini riscrive la tradizione si esprime attraverso le forme più varie: traduzione interlinguistica e intermediale, uso della citazione, rifacimento/riscrittura, travestimento, tendenza alla contaminazione tra lingue, generi e stili.

Gli studenti del corso di Irene Fantappiè presso la Humboldt Universität di Berlino hanno lavorato sull'intertestualità nell'opera di Pasolini e riscritto in tedesco, bulgaro e fiammingo la celebre poesia Io sono una forza del passato, trasponendola ciascuno nel proprio contesto culturale - per così dire "traducendo Pasolini pasolinianamente". Clicca qui per leggere l’articolo.

Il destino è la seduzione: un esempio di traduzione del vivente:Ayham Agha

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Perché traduciamo? Perché tra tutto quello che potremmo tradurre scegliamo precisamente quel  testo? Come agisce il fascino che dai segni promana? Perché siamo fatalmente attratti? Cosa è questo richiamo che ci incatena come un debito? Perché non possiamo stare fuori dal gioco?
Questo tentativo di traduzione nasce dalla verità di un incontro, e poi sceglie di abitare l'oscillazione perpetua tra la vita e la metafisica del segno, affermando la fertilità limacciosa di questo confine abissale.

“Georges-Arthur Goldschmidt: Quando Freud vide il mare – Freud e la lingua tedesca”

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Georges-Arthur Goldschmidt

 “Als Freud das Meer sah – Freud und die deutsche Sprache”  

Ammann Verlag, Zurigo, 1999


(Prima pubblicazione in lingua francese : “Quand Freud voit la mer”, Editions Buchet/Chastel, Parigi, 1988).


La traduzione qui presentata è frutto di un lavoro svolto, sotto la supervisione di Laura Bocci,  dagli studenti Sandra Console, Susanna Di Palma e Luisa De Lucia nell’ambito del Corso di Traduzione dal Tedesco, docente Laura Bocci, Facoltà di Lettere dell’Università dell’Aquila, a.a. 2009-10. Visto il particolare rapporto che G.A. Goldschmidt, ebreo esule fin dall’età di dieci anni,  ha con le sue due “lingue madri” – il tedesco, lingua di nascita, e il francese, lingua di adozione e di vita - si è scelto di stabilire un “prototesto” che tenesse conto anche dell’originale francese, e si è inoltre tentato di inserire,   in parentesi quadre,  un raffronto con l’italiano   che possa rendere più chiara la lettura a chi non conosca nessuna delle altre due lingue usate in questo testo.

Gelobt seist du, Niemand

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Enza Dammiano's study is focused on the analysis of the Bible re-writing in the Jewish poet Paul Celan, whose poetry continually faces with God’s figure. The collection Die Niemandsrose is one of the most intensive moments of struggle with biblical themes and features: this study aims at examining the lyric deconstruction of biblical elements.

http://www.lerotte.net/download/article/articolo-171.pdf 

Tradurre Walt Whitman in Sardo

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“Come, I will make the continent indissoluble,
I will make the most splendid race the sun ever shoneupon (…).”

“Béni, ap’a fai un’Ísola unia, Ap’a fai sa prus límpida
genti chi su soli at allutu (…)”

Il poeta Omar Ghiani traduce a specchio, in sardo e in italiano, i versi di Walt Whitman.

 Scarica il testo:

http://www.lerotte.net/download/article/articolo-162.pdf

 

Joan Vinyoli - Libro dell'Amico

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Domenico Ingenito traduce dal catalano il Libro dell'Amico di Joan Vinyoli:

 "Le poesie di questo libro furono scritte tra il 1955 e il 1959. Sono il correlato oggettivo verbale di un lungo processo d'interiorizzazione. Hanno significato un'immersione nelle acque più profonde della poesia e della vita. Poesia, questa, che porta in sé un linguaggio indiretto, allusivo. Il vissuto che intende trascrivere esige che i versi si pieghino quanto più possibile al loro stesso movimento. Ed è questo il movimento custodito dal canto. Se vent'anni fa questo testo poteva sembrarmi insolito, adesso mi pare perfettamente attuale nel complesso tessuto della poesia contemporanea."

J.V.

Scarica qui il pdf:

http://www.lerotte.net/download/article/articolo-160.pdf

Joan Vinyoli i Pladevall (Barcellona 1914 – 1984), poeta e traduttore di Rilke in catalano. Vincitore di numerosi premi, la sua poetica è caratterizzata da una forte oscillazione tra le rotte del sacro e l’abbandono alle forme materiali dell’esperienza mondana. Rielabora la tradizione mistica romanza medievale trasportandola in catalano tramite il filtro dell’espressionismo tedesco. Il Llibre d’amic, di cui qui si propone una traduzione in italiano, è liberamente ispirato al Llibre d’Amic e Amat dagli accesi toni erotico-spirituali del maiorchino Ramon Llull (secolo XIV).

Ghérasim Luca - L'Eco del Corpo

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Alfredo Riponi e Rita R. Florit si confrontano corpo a corpo con un testo poetico di Ghérasim Luca, offrendo una versione felicemente sperimentale de L'eco del corpo, dove lingua italiana e lingua francese sono giustapposte a mostrare i labirinti fisiologici della parola:

una parola che sottrae se stessa all’univocità del senso; una parola pluri-senso che impone quasi una lettura ad alta voce. In una dichiarazione di poetica Luca scrive: «Nel linguaggio che serve a designare gli oggetti, la parola non ha che un senso o due, e tiene prigioniero il suono». Infrangere la barriera del senso serve dunque a liberare la voce dalle sue catene verbali. «La sonorità si esalta, affiorano segreti che giacevano addormentati, colui che ascolta è introdotto in un mondo di vibrazioni che suppone una partecipazione fisica, simultanea, all'adesione mentale.».

Scarica il testo

http://www.lerotte.net/download/article/articolo-159.pdf 

Gabriele Frasca a colloquio con Giancarlo Alfano: L'effetto Beckett nella cultura italiana

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"Non ricordo adesso bene che cosa sia venuto prima, se il desiderio di dire Beckett in italiano o quello di riscriverlo in un saggio. Prima di ogni altra cosa, naturalmente, va posta la passione del lettore, quella che induce a ridirsela tutta, inseguendola disordinatamente come la si trova, l’opera nella quale chissà come ti sei imbattuto. A un certo punto finisce che te la ritrovi parte di quello che, anche grazie a come questa stessa opera ti ha rimesso in funzione, stai diventando." (Gabriele Frasca)

Scarica l'intervista

http://www.lerotte.net/download/article/articolo-158.pdf 

 

(Intervista rilasciata da Gabriele Frasca a Giancarlo Alfano e apparsa in Giancarlo Alfano, Andrea Cortellessa (a cura di), Tegole dal cielo. L”effetto Beckett” nella cultura italiana, Roma, Edup, 2006, pp. 252-265.)

Si ringrazia l'Autore per la gentile concessione. 

Foto @Gabriele Frasca 

Domenico Pinto su Herta Müller, premio Nobel per la letteratura 2009

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Il traduttore Domenico Pinto traccia un profilo forte e suggestivo della scrittrice rumeno-tedesca in un articolo apparso oggi, in versione leggermente modificata, sulle pagine del "manifesto".

Tradurre Pascoli. Di Marco Campanile

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  Il fonosimbolismo di Giovanni Pascoli ascoltato e letto oltre i confini della lingua italiana. Un confronto tra testi italiani e traduzioni inglesi e spagnole.

(Immagine: part. di Paul Klee, Funambolo, 1923)

Scarica l'articolo http://www.lerotte.net/download/article/articolo-144.pdf

Inedito di Forugh Farrokhzad - La Rivolta di Dio

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Traduzione inedita, a cura di Domenico Ingenito, di un testo della poetessa iraniana Forugh Farrokhzad (1935-1967): La Rivolta di Dio.

 

La European School of Translation traduce in rete

Tradurre in rete, confrontarsi in seminari on air si può, e l'esperienza è entusiasmante.
Vi invitiamo a visitare il sito della European School of Translation.
http://www.e-schooloftranslation.org/2009/01/tradurre-il-webcast/


Melani Traini e Andrea Spila propongono il loro webcast quindicinale dedicato al mondo dei traduttori e della traduzione a partire dalla metà di marzo 2009.

Laura Bocci offre una puntata speciale: seminario on air, traduzione di Franz Kafka, "Gib's auf!"

Biennale e Festival della Traduzione. Europe as a Space of Translation

Il Festival della Traduzione si svolgerà a Napoli dal 22 al 29 novembre 2010. Momento culminante di un progetto biennale itinerante, sarà un evento di rilievo internazionale ma anche un modo per proporre la traduzione (nel suo senso più generale, tra musica, teatro, cinema, fumetto e letteratura).

scarica brochure informativa    http://www.lerotte.net/download/article/articolo-124.pdf

Segretaria organizzativa

biennaletraduzione@gmail.com

Camilla Balsamo

balmilla@gmail.com

320 04 57 474

 

Elogio della poesia. Quaderno di traduzioni e pensieri intorno alla poesia polacca

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Valeria Rossella, poet and translator, offers to the readers of the Haven a selection of polish poetry (Zahradnik, Leśmian, Miłosz, Herbert, Szymborska: polish-italian texts), and provides a critical interpretation aof the poems and of the motivations and strategies of her translations.

"Poetic translation is a Sosia, not a copy.

A twin-brother, that leads a life of its own"

(V.R.)

Due lingue in una voce sola: Ungaretti tradotto da Bachmann e Domin

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Poets translating other poets working at a new poetic language.
Giuseppe Ungaretti translated into German by the Austrian poet Ingeborg Bachmann.
This study analyses the translations of the poems “Sono una creatura” (1916), “Canto beduino” (1932) and “Soldati” (1918), comparing the latter poem with another translation by the German poet Hilde Domin.

scarica pdf

http://www.lerotte.net/download/article/articolo-112.pdf

Mahmud Darwish, Oltre l'ultimo cielo. Recensione di Marina Pizzo

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Mahmud Darwish: Oltre l’ultimo cielo. La Palestina come metafora, Epoché, Milano 2007. Traduzioni dal francese di Gaia Amaducci e Maria Nadotti; dall’arabo di Elisabetta Bartuli.

This book reveals in a sensational way Darwish’ latest poetic thought. To follow and understand it we try to watch beyond the “palestinian poet” Mahmud Darwish and follow the “poet” Mahmud Darwish. Poetry enters metaphorically a new dimension, where the individual experience longs for its universal expression, and exile becomes a creative condition, so deep that the poet will take it always in himself, even to his first home: no victory, no peaceful rest is granted to this soul which in the defeat, in its silent speech, finds its reason for existence.

(Marina Pizzo)

Mahmud Darwish, Un altro giorno verrà - inedito con testo a fronte

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If You wish to read Il nuovo giorno verrà both in the Arab text of Mahmud Darwish and in the  translation of Simone Sibilio, published here for the first time in Italian,  please read below and downolad

http://www.lerotte.net/download/article/articolo-107.pdf

Mahmud Darwish, Ecco le parole - inedito con testo a fronte

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If You wish to read both the Italian translation of Simone Sibilio and the Arab original of Mahmud Darwish, Ecco le parole, please read below and download 

 http://www.lerotte.net/download/article/articolo-106.pdf

 (this is the first Italian translation of the poem)

 

Addio a Mahmud Darwish. Quando la poesia educa alla vita

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Simone Sibilio recalls Mahmud Darwish, the most important poet in the contemporary arab world. He proposes a critical and yet very intimate profile of the poet and adds new translations of two poems.

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http://www.lerotte.net/download/article/articolo-105.pdf

I Fiumi di Ungaretti tradotta in persiano

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Nafiseh Alavi translates one of the most famous poems of Giuseppe Ungaretti into Persian.

"I FIUMI" of  Giuseppe Ungaretti translated into Persian (Farsi):
This outstanding verse has been composed by Italian poet Giuseppe Ungaretti in 1918, the year he was serving as a soldier in world war. Composition occured on Isonzo bank where was a strategic location during the I World War.

                                                                                       N. A.

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http://www.lerotte.net/download/article/articolo-100.pdf

Dalla Cina: Cane Celeste di Guo Moruo

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The translation of a poem by Guo Moruo, one of the major poets of the Chinese XX Century poetry.

http://www.lerotte.net/download/article/articolo-101.pdf

La vita che non si ferma. Lettere di Clarice Lispector tradotte da Lisa Ginzburg e Guia Boni

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Forthcoming by Archinto Publishing House: Selected Letters of Clarice Lispector, translated by Lisa Ginzburg & Guia Boni.

Clarice Lispector, anticipazione del volume di prossima pubblicazione da Archinto
 
LA VITA CHE NON SI FERMA
Lettere scelte (1941-1975)
A cura di Lisa Ginzburg
Traduzione di Guia Boni e Lisa Ginzburg

Archinto, Milano

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http://www.lerotte.net/download/article/articolo-99.pdf

In morte di Mahmoud Darwish

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Selezione dalla stampa italiana in memoria del più grande poeta palestinese recentemente scomparso. Presto sul porto sue poesie inedite.

Da Liberazione, Francesca Maria Corrao, Valentina Pierniciaro
Da il manifesto, Ali Rashid

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http://www.lerotte.net/download/article/articolo-98.pdf

 

Cercando un altro Sud. Rilke a Capri, Bachmann a Ischia

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Nel 1906 Rainer Maria Rilke approda a Capri; nel 1953 Ingeborg Bachmann a Ischia. Le poesie qui proposte nelle traduzioni di Helena Janeczek e Camilla Miglio testimoniano della scoperta di una voce, di una musica ancestrale nel mare e nelle isole a fronte di Napoli. Questa voce, questo Sud non hanno nulla della solare sobrietà dello stereotipo frequentato dai viaggiatori nordici in Italia, e rivelano lo sguardo preclassico, a volte ctonio, pagano, con cui il Sud guarda e si lascia guardare da due poeti del Novecento.

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http://www.lerotte.net/download/article/articolo-93.pdf

Segnaliamo:
Rainer Maria Rilke, Vento e destino. Poesie, prose, sogni e appunti a Capri e a Napoli, l'ancora del mediterraneo 2006
Ingeborg Bachmann-Hans Werner Henze, Lettere da un'amicizia, a cura di Hans Hoeller, traduzione di Franco Maione, EDT 2008 (i Lieder von einer Insel qui tradotti sono dedicati all'incontro di Bachmann e Henze a Ischia)

Le porte di Euphrase Kezilahabi. Poesia swahili dalla Tanzania

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Roberto Gaudioso traduce e interpreta per il porto i versi di uno dei maggiori poeti della moderna letteratura swahili: Euphrase Kezillabi.

I versi di Euphrase Kezilahabi scavano a fondo e dell’uomo prendono quell’impasto di terra, sangue ed acqua. Kezilahabi è una delle figure più discusse ed emblematiche della poesia moderna swahili, ci mette di fronte ad una sfida cognitiva. Dove e come…e l’Africa? Tra la Terra e la gente ci sono porte, aperte e chiuse, ed entrambi i termini costituiscono un’utopia tanto poetica quanto universale ed intima. Egli è un africano di Namagondo, Tanzaniano e Swahili che ha iniziato a scrivere in un periodo storico particolare: indipendenza, unificazione ed Umajaa

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Antonella Anedda. Una Mesopotamia interiore. La ripetizione tra parola e immagine.

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Una nuova, rimeditata versione del saggio di Antonella Anedda sul tradurre poesia e letteratura.
“Oh dad, it’s been hard.” E’ la frase che il poeta Mark Strand nel testo Traduzione, attribuisce al figlio di quattro anni intento a tradurre Palazzeschi. Anche noi, traducendo, ripetiamo come questo bambino: è stata dura. E’ dura anche scrivere della traduzione. Avanziamo storditi dalle possibilità. Inghiottiamo immagini, metafore: la testa del poeta mozzata sul piatto di Nabokov si sovrappone a quella di Caronte che trasporta morti.
Queste righe nascono dal desiderio di riflettere ancora e di nuovo sulla traduzione, come ripetizione, come richiesta ulteriore al testo, anche sulla spinta del pensiero che attraversa il recente libro di Camilla Miglio dedicato alla poesia e alle traduzioni di Paul Celan. In ogni ripetizione infatti si nasconde una possibilità. Qualcosa sfugge in avanti, qualcosa risponde a chi ripete - [...]".

Ma che succede quando la rilettura si applica a  un'immagine?

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Marco Giovenale traduce Emily Dickinson, Spring

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Una traduzione d'autore. Marco Giovenale traduce Emily Dickinson e commenta le sue scelte di traduzione.

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Laura Bocci: Scrivere di seconda mano. Riscrivere la letteratura

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"Che cosa fa realmente chi traduce letteratura? Che cosa è in sostanza la traduzione letteraria? Una forma, o piuttosto una ‘poetica’? - come di recente è stata definita, proprio per la sua capacità di riflettere continuamente su se stessa, sul proprio senso, sul proprio fare? E qual è il suo vero spazio letterario? Il traduttore letterario è o no il ‘secondo autore’,  la ‘seconda mano’? -  colui, o molto più spesso colei, che di fatto ‘riscrive la letteratura’, facendosi carico del rischio insito nel passaggio e assumendosi la responsabilità del compromesso implicito in questa operazione? Oppure è solo un “vile”- come ironicamente lo ‘provoco’ nel mio Di seconda mano (DSM): uno che vuole solo nascondersi dentro la pagina presa in prestito da un altro,  dal “vero scrittore”? E ancora: in che modo l’umile pratica artigianale e quotidiana di chi traduce, spesso per guadagnarsi da vivere, può confrontarsi con l’immenso apparato teorico che negli ultimi vent’anni è andato accumulandosi – aggiungendosi dunque alle teorie “classiche” - sul problema del tradurre, e del tradurre letteratura in particolare?"

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"Tradurre è mancare il bersaglio". Poesie inedite di Peter Waterhouse tradotte da Camilla Miglio

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Se una poesia ci mette in relazione diretta con i passaggi tra le lingue, se corre e scorre sui confini tra tempi, luoghi e persone. Se quella che Pound chiamava la melopea è il guado che muove le immagini e i nomi in un continuo tradursi. Se la scrittura articola connessioni che ci sorprendono. Allora con molta probabilità ci troviamo in un testo di Peter Waterhouse. Facciamo una esperienza conoscitiva che è rischio ma anche libertà della Sprachbewegung (movimento del linguaggio) e della memoria. Si propongono qui alcune prove di traduzione di testi inediti di Peter Waterhouse che verranno inclusi nella nuova edizione accresciuta, con testo a fronte, di Fiori, in uscita nella collana di poesia dall’editore Donzelli, Novembre 2008.

www.donzelli.it

 

 

 

 

Sapienza metrica e scatole cinesi: sei poesie di Jan Wagner

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Irene Fantappiè ha tradotto alcuni testi del poeta tedesco Jan Wagner. I versi  di Wagner colpiscono innanzitutto per l’ottima fattura ritmica e per l’ampiezza dei riferimenti intertestuali, che vanno dai classici della lirica tedesca ai più giovani poeti inglesi, dalla letteratura alla biologia, dai racconti di viaggio alla fisica sperimentale. Se nei primi testi questi elementi sono spesso inseriti in uno spazio-tempo indefinito, astratto, simile a una cornice bianca che li esalta puramente per quel che sono, nelle ultime due raccolte la sapienza ritmica e la vastità del terreno culturale sono accompagnate da un’ampiezza dell’arco spaziale e temporale: le poesie di Wagner si muovono con grande disinvoltura dalla Germania del XVII secolo fino al nostro tempo, dai continenti ancora inesplorati fino alle confortevoli cucine delle case europee. Traducendo questi testi, dunque, è necessario seguire e riprodurre questi viaggi nel tempo, nello spazio e nei vari saperi – anche quelli che avvengono per mezzo di un congegno minuto di ekphrasis. La sua poesia è costruita per mezzo di connessioni di immagini che, come scatole cinesi, contengono il significato senza esibirlo, e che permettono al lettore di costruire il proprio percorso lasciandosi guidare dalla sorprendente sapienza metrica. Le poesie di Wagner, infatti, sono caratterizzate da un ritmo preciso, stringente, che è la vera ossatura dei suoi versi: la trama ritmica unifica i dettagli del reale. Si tratta di una successione di accenti accurata, estremamente studiata. La difficoltà di chi traduce sta nel riprodurre questo ritmo piuttosto regolare facendolo rimanere una struttura leggera, ovvero senza farlo diventare un passo di marcia. Wagner infatti interrompe la concatenazione degli accenti un attimo prima che il ritmo prenda il sopravvento sul senso; a questo fine usa l’interpunzione e l’enjambement, o semplicemente sorprende il lettore inserendo un accento inaspettato, che rompe la successione. I suoi testi sono manufatti curatissimi con crepe volute, messe ad arte: sta al traduttore rendere questo gioco di regolarità vs. irregolarità. [...]  

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Gli Incontri - Fotografia e Poesia persiana.

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Presentiamo in anteprima la traduzione di Domenico Ingenito delle poesie di Bijan Jalali, accompagnate dalle foto di Mohammad Reza Mirzaei: Gli Incontri.   

"Yoneko's Earthquake" di Hisaye Yamamoto

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Nicolangelo Becce traduce un racconto della  scrittrice nippoamericana Hisaye Yamamoto: "Yoneko's Earthquake" (1951).

"Yoneko's Earthquake" è il 'terremoto', il dramma del cambiamento culturale di Yoneko, una ragazza nippoamericana di seconda generazione che cresce con i propri genitori giapponesi in un’America percepita come diversa e poco ospitale.

 Immagine della copertina di "Seventeen Syllables". Fonte: http://reader2.com/kerplooey/?skip=&style=blocks&perpage=60&sort=date

"Eine sprachliche Detailarbeit". Traducendo Marcel Beyer

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Monica Lumachi presenta le sue traduzioni del poeta tedesco Marcel Beyer, accompagnate da un commento critico. Le poesie sono tratte da Falsches Futter [‘Cibo sbagliato’], uscita per Suhrkamp nel 1997. «Cibo sbagliato» è per il giovane autore una sostanza culturale che ha alimentato un tempo e una generazione, quella cresciuta sotto il nazionalsocialismo, e di cui tuttavia ancora oggi ci si continua a nutrire sotto mutate spoglie: «[...] perché il cibo sbagliato / è subito buono, se servito come si comanda». E il lavoro di Beyer poeta e narratore prende avvio, in effetti, dalla critica a un sostrato ideologico e a una mentalità che gli appaiono costituire quel lievito – per restare nell'ambito metaforico gastronomico caro a Beyer – di cui è fatto l'impasto del proprio tempo, che è poi quello di una Germania post-‘89 riunificata e unita in una sorta di nuovo entusiasmo da Gründerzeit.

 

Archivio del Novecento. Translation Strategies in Pirandello's "La Giara"

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The Italian short story La Giara, first published in the Italian newspaper “Corriere della Sera” in 1909, about two monomaniacs, the stingy and hostile landlord Don Lollò Zirafa and the old and proud jar mender Uncle Dima Licasi, is written in a rich and metaphoric language with regional (Sicilian) linguistic characteristics. The translator of this text therefore has to choose whether to attempt to make a “word-to-word” translation or rather endeavour to reproduce the feeling of the text...

This short study is about different translation strategies in English and in German Translations of the Italian Text.

 

Archivio del Novecento. La poetica di Forugh Farrokhzad: corpo e tradizione.

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Rifiutare le letture femministe per cercare i corpi in dialogo con la tradizione.

In questi giorni esce in libreria La Strage dei Fiori, Poesie Persiane di Forugh Farrokhzad (a cura di Domenico Ingenito, Orientexpress, Napoli, 2007, http://www.orientexpress.na.it ). Presentiamo in anteprima l'introduzione critica alle traduzioni, occasione per mettere in discussione alcuni pregiudizi che hanno fatto della Poetessa iraniana il vessillo di un anacronistico femminismo medio-orientale.

 

Über-setzen, Üb-ersetzen. Tradurre Karl Kraus

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Irene Fantappiè, Über-setzen, Üb-ersetzen. Tradurre Karl Kraus 

Riprendendo l’espressione presente in un aforisma, si può dire che con Karl Kraus non vale lo über-setzen, ovvero il tra [über] - durre [setzen]; bensì lo üb-ersetzen, l’esercitarsi a sostituire. ‘Sostituire’ significa tradurre, oltre al testo, anche il contesto, o, per dirla con le parole di Kraus, «sostituire creativamente, trasferire nella propria esperienza. Sarebbe una traduzione che, attraverso questo doppio legame, verrebbe garantita con un grado di responsabilità ben maggiore dello scrivere poesia nell’ambiente in cui si vive». [...]

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Archivio del Novecento. Le poesie persiane di Forugh Farrokhzad tradotte da Domenico Ingenito

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Forugh Farrokhzad (Tehran, 1935 - 1967) è la poetessa del Novecento piu' amata dagli iraniani di oggi. I suoi versi possono essere un viatico cifrato per mettere da parte i pregiudizi negativi con i quali da quasi trent'anni accogliamo l'Iran senza sapere nulla della bellezza vera e complessa che emerge da questo Altopiano.

E' in corso di stampa presso la casa editrice Orientexpress (http://www.orientexpress.na.it/) una raccolta delle poesie di Forugh tradotta da Domenico Ingenito e intitolata La Strage dei Fiori.

Presentiamo in anteprima la traduzione di una delle poesie piu' belle ed evocative della raccolta, Crediamo pure all'inizio della stagione fredda, accompagnata da due traduzioni inedite, Amorosamente e La verde illusione, cercando di offrire al lettore italiano la magia dei versi per contrastare questi venti di guerra neocolonialista, che ultimamente tentano di fare a pezzi una cultura ancora animata dal senso del sacro, e per questo in grado di resistere al gelo di questi inverni di terrore occidentale.

Per scaricare il testo (italiano-persiano):
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(foto di Domenico Ingenito, Iran)

Archivio del Novecento. Ludmilla di Siegfried Lenz tradotto da Alba M. Aronica

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Il racconto Ludmilla mostra il cauto avvicinamento tra lo scrittore amburghese Boretius e la russa d’origine tedesche Ludmilla Fiedler. Quest’ultima, che è cresciuta nelle foreste della Siberia, si imbatte nella lontana Germania in un modo di vivere che le è del tutto estraneo. Quando scopre per caso che Boretius detraeva dalle tasse ogni regalo che le faceva, Ludmilla, delusa e disillusa, si congeda da lui definitivamente. La fine di questa relazione coglie di sorpresa sia il lettore sia gli eroi. Calcolo e ingenuità non possono andare d’accordo. Con grande delicatezza psicologica l’autore ha saputo sottolineare il dislivello tra le culture in modo discreto ma incisivo. Siegfried Lenz descrive minuziosamente il comportamento dei suoi eroi, coglie con precisione l’intreccio delle situazioni e concentra in modo brillante cose e situazioni in piccoli spazi con una particolare, rara intensità.

(Immagine Isaak Ilijc Lewitan  [1860-1900], Sera sul Volga, olio su tela)